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Doncic, Dragic e la finale di Eurobasket contro la terra dei padri

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La sontuosa ultima portata che ci offrirà Eurobasket, ovvero la finale Slovenia-Serbia, ci dà la possibilità di raccontare qualche storia interessante. Da una parte vedremo per la prima volta due rappresentative afferenti a paesi dell’ex Jugoslavia contendersi la medaglia d’oro in una competizione internazionale, con la Slovenia che per la prima volta da Stato indipendente andrà a medaglia; dall’altra c’è una finale che racconta – in piccolissima parte – la storia molto complicata di quei paesi.

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Fonte: fiba.basketball

Le due stelle della Slovenia, Luka Dončić e Goran Dragić, hanno origini serbe, come in parte si può intuire dai cognomi. Il padre di Luka, Saša, è sloveno, ma affonda le sue radici a Biča, un villaggio nell’attuale Kosovo che, come sappiamo, prima della proclamata indipendenza nel 2008 faceva parte della Serbia. Come lo stesso padre del ragazzo ha ammesso, Luka avrebbe potuto giocare per la Serbia visto il suo albero genealogico. Allo stesso tempo avrebbe potuto anche giocare con la Spagna, data la lunga militanza nelle giovanili del Real Madrid. Una situazione che lo pone vicino a Dino Radončić, suo compagno al Real, che oltre al Monenegro avrebbe potuto optare anche per Serbia, Spagna e Germania.

La situazione di Goran è invece più precisa, visto che il padre è propriamente serbo (la madre slovena) e non ha sole origini. O meglio: il padre è nato a Zvornik, città sita in Bosnia ed Erzegovina, più precisamente parte della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Si tratta di una delle tre parti in cui fu diviso il paese a seguito degli accordi di Dayton: un’entità sotto la giurisdizione serba e una sotto quella croato-musulmana, più il distretto di Brčko sotto il controllo di entrambe le parti. Però il playmaker è nato e cresciuto in Slovenia ed è a questa nazione che sente di appartenere. Come lui stesso ha dichiarato, anche se ovviamente non vuole dimenticare l’altra parte della propria identità:

Dopotutto, io sono nato in Slovenia, la Slovenia mi ha dato tutto, qui sono nato e sono stato educato. Qui ho imparato a giocare a basket, quindi penso di essere sloveno, ma so dove sono le mie radici, dove si trova mio padre, quindi mi piace sempre tornare in Bosnia.

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Fonte: fiba.basketball

Naturalmente in Serbia amano sottolineare le origini dei due giocatori, cosa che in Slovenia non prendono troppo bene. Tre giorni fa, su Reddit, è apparso anche un delirante topic – a metà tra il serio e il divertito (o almeno così si spera) – che sproloquia su un piano sloveno per “rubare” i geni serbi, perché ottimi per giocare a basket. E anche su tante pagine e profili Facebook si scatenano lotte a suon di commenti sulla questione, anche con toni molto accesi e qualche frase che tradisce un malcelato disprezzo tra i vari commentatori. Le tensioni in quei luoghi non si sono mai spente e lo sport – che tanto mette in primo piano l’orgoglio nazionale – aiuta a riaccendere la fiamma.

Fonte foto immagine in evidenza: fiba.basketball

Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero e attualmente studente fuori sede presso l’Università di Padova, indirizzo Filosofia. Basketuniverso lo vede tra le sue fila fin dalla fondazione. Ama raccontare storie sportive, non importa di che tipo. La passione per lo sport fa da corollario ad un amore compulsivo per Cinema e Letteratura.

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10 Commenti su "Doncic, Dragic e la finale di Eurobasket contro la terra dei padri"

Davide <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>206</span>

Propongo il test di lingua ufficiale della FIBA. 😀

Rodman86 <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>26</span>

Il problema delle naturalizzazioni creative, è nato proprio come effetto dei passaporti regalati.

Stefano D'Andreagiovanni <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>108</span>

Sì, giusto, non pensavo alla convenienza per i club ad avere americani con passaporto europeo.

Rodman86 <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>26</span>

Al netto dello sfogo di Djordevic, la situazione dei passaporti è ormai consolidata. La Macedonia ottenne un terzo posto grazie a McCalleb. Almeno adesso c’è l’obbligo per i passaportati di rispondere alle convocazioni delle nazionali.L’unico modo per fermare la cosa è togliere la convenienza ad avere certi passaporti, e equiparare gli stranieri nelle varie quote dei campionati nazionali. Non si eliminerebbero del tutto, ma ci sarebbe un calo sensibile delle naturalizzazioni forzate. 

Stefano D'Andreagiovanni <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>108</span>

Interessante il discorso, va detto che secondo me con il tempo si sta appianando come posso dire, l’odio dovuto al ricordo fresco delle guerre, che la maggior parte dei giocatori di oggi non hanno nemmeno vissuto. Va anche detto che dalla caduta della Jugoslavia ci sono stati diversi casi di giocatori con origini “scomode” che hanno scelto senza problemi una nazionale rispetto ad un’altra. Forse lo sport aiuta a superare l’elaborazione di un evento bellico che ci sembra assurdo in un’Europa pacificata. La Lega Adriatica è stata un ulteriore passo di miglioramento dei rapporti, magari a rischio di qualche scontro. sealed

La questione “passaporti facili” non si capisce perché non viene affrontata, il problema è che se vieti il naturalizzato rischi di fare un torto a giocatori che hanno acquisito la cittadinanza per matrimonio o perché da molti anni giocatori legati a una nazione. Distinguere le situazioni è un po’ complicato. Comunque va detto che Randolph ha dimostrato una determinazione e un attaccamento alla squadra in un modo abbastanza sorprendente.

Davide <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>206</span>

Mattia Moretti Ha scritto: Noi vogliamo e dobbiamo fare tendenza con il forum, basta che i post deliranti rimangano su reddit! 

Non lo so… i post deliranti attirano visite virali. Per esempio c’è chi ha detto che Djordjevic si è lamentato dell’americano naturalizzato della Slovenia… oh… mi dicono dalla regia che non è una bufala. 😀

Davide <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>206</span>

Mattia Moretti Ha scritto: del resto il Kosovo oramai ha le proprie nazionali riconosciute da FIFA e FIBA.

… probabilmente quest’ultima è addirittura più forte di quella italiana… ahah!

Davide <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>206</span>

Nella Costituzione serba il Kosovo è considerato una “regione” diciamo “a statuto speciale”. Tecnicamente secondo alcune nazioni, che non lo riconoscono, non dovrebbe neppure esistere. La Jugoslavia come se la immaginano tanti estimatori del movimento cestistico slavo non esiste: si sono massacrati per almeno due decenni senza pietà e gli abbracci a fine partita non rispecchiano assolutamente la politica. Certo, sono una cosa bella e nell’ambito dello sport assolutamente da prendere come esempio. Infine faccio notare che Reddit è un immenso forum: usate più quello di BU e cerchiamo di fare tendenza anche noi. 😉