BU Awards 2017: Defensive Player of the Year

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Da quest’anno tutti i premi individuali verranno annunciati al termine delle Finals, in particolare il 26 Giugno, durante una cerimonia unica. Noi di BasketUniverso invece li assegneremo giorno per giorno, tre di noi compileranno il proprio podio e in base anche al “voto del pubblico” decreteremo il vincitore dei vari BU Awards 2017 (3 punti per ogni primo posto, 2 per il secondo, 1 per il terzo).

 

1- Michele Manzini: Rudy Gobert

Fatico sinceramente a capire come stia passando troppo sotto traccia la stagione di Rudy Gobert. Penso di essere di parte nei suoi confronti e sicuramente non è da meno l’impatto difensivo che ha avuto Draymond Green, però per ciò che ha fatto vedere quest’anno (sempre in crescendo da quando è nella Lega) e per quali sono i suoi ulteriori margini di miglioramento, il Difensore dell’Anno non può essere altri che il centro dei Jazz. È il pilastro difensivo di Utah (3° per efficienza difensiva, ma con lui in campo concedono 100.6 punti su 100 possessi e sarebbero 1°, senza di lui calano a 107.5 e sarebbero 21°) il cui modo di difendere è focalizzato sulla sua capacità di riuscire contemporaneamente, grazie alle sue leve e alla sua mobilità, a proteggere l’area e a contestare un tiro da fuori. Per questo gli altri difensori possono stare più a contatto con i loro avversari e i Jazz sono la squadra che concede meno corner-three, nessuno come lui altera le conclusioni di chi osa entrare nella sua area e nessuno come lui scoraggia le penetrazioni e il gioco all’interno del pitturato (concede il 56% nella restricted area, primissimo tra i centri, e quando è il primo difensore coinvolto nel possesso la percentuale dei tiri presi entro i sei piedi dal canestro cala del 13.3%, sempre primissimo tra i centri). Volendo snocciolare altri numeri: 1° per DRPM (che impatto ha e quanto è “valuable” difensivamente per la sua squadra… 5.99, 1.10 in più di Draymond Green che è 2°), 2° per DWS (stima di quante vittorie produce con la sua abilità difensiva), 1° per BLK% (6.4%), 1° per BLK (2.7 a partita), 3° per defensive rating (100.6 punti concessi su 100 possessi), 3° per DBPM, 6° per DRB% e 8° per VORP (ovvero sia quanto influisca la sua presenza e che differenza produca sostituirlo con un giocatore nella media della Lega). Che dite, può bastare?

Secondo Posto: Draymond Green
Terzo Posto: Dewayne Dedmon

 

2- Francesco Manzi: Draymond Green

Sono tre anni che Draymond Green è tra i candidati principali alla vittoria del premio di Difensore dell’Anno. Vorremo mica lasciarlo ancora a bocca asciutta? I Golden State Warriors sono risultati essere, per DefRtg, la seconda difesa stagionale con 101.1 punti concessi per partita, e gran parte del merito è proprio del prodotto di Michigan State (che ha dimostrato qualcosa anche in Gara-1 ai Playoffs, tanto per gradire). Green è stato il più sacrificato dei Big Four in attacco dopo l’aggiunta di Kevin Durant, la sua produzione è scesa, ma ha avuto un ruolo ancora più importante di prima in difesa: è primo nella Lega per DefRtg individuale (98.7 punti ogni 100 possessi concessi agli avversari quando è in campo), primo in Defensive Win Share (4.7, statistica che misura quanto la prestazione difensiva di un giocatore influenzi il numero di vittorie di squadra), primo a pari-merito con John Wall per rubate di media (2.0, e c’è da considerare che è l’unico lungo tra i primi 16 in questa classifica), secondo in passaggi deviati (3.9 a partita, secondo solo a Robert Convington con 4.2) e primo per percentuale concessa al ferro (appena il 43.9%). Potremmo anche aggiungere che in qualsiasi zona del campo, in area, fuori area, nel pitturato, gli avversari tirano sempre con percentuali peggiori della propria norma, fino a un massimo del -13.2% a meno di sei piedi dal canestro (tirerebbero con oltre il 61% di media, marcati da Green lo fanno col il 36.5…). E’ semplicemente il momento di eleggere Draymond Green come Difensore dell’Anno.

Secondo Posto: Rudy Gobert
Terzo Posto: Paul Millsap

 

3- Giovanni Aiello: Kawhi Leonard

Ancora una volta non riesco ad immaginare una risposta diversa da quella data negli ultimi due anni. Basterebbe riguardarsi la partita dello scorso 27 Marzo, dove il numero 2 ha messo i bastoni tra le ruote a LeBron, oppure quell’incredibile prestazione contro Harden. Se San Antonio si è riconfermata ai vertici della Lega deve molto alla crescita offensiva di Leonard (25.7 punti di media, massimo in carriera), ma soprattutto è nella metà campo difensiva dove fa la differenza. Gli Spurs sono la seconda miglior difesa della nba (98.1) per punti concessi, ma primi per Defensive Rating e per percentuale concessa dalle triple sugli angoli, nella top 5 per numero di rimbalzi e per percentuale da tre, top 3 per percentuale dal campo concessa. Leonard ha chiuso la stagione con 1.8 rubate e 0.75 stoppate a partita (0.92 e 0.43 la media di uno starter NBA), sesto per Defensive Rating (101.4), ottavo per steal percentage (2.7) e sesto per Defensive Win Shares (4.7). Statistiche a parte abbiamo di fronte un difensore che può pressare a tutto campo i playmaker come coprire il post contro i lunghi, mani e piedi veloci, un’ottima lettura del gioco, esce ben sugli aiuti e sembra avere perennemente il controllo della sua situazione: capisco possa essere “brutto” per qualcuno che Kawhi vinca ancora una volta il premio, ma stiamo parlando di uno dei migliori difensori degli ultimi 10 anni che con il suo gioco guida una franchigia come gli Spurs.

Secondo Posto: Rudy Gobert
Terzo Posto: Draymond Green

 

4- Voto del pubblico: Kawhi Leonard

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Netta vittoria della stella degli Spurs nel sondaggio, con Gobert e Green a contendersi il secondo posto, conquistato per pochi voti dal francese.

 

Classifica finale:

1- Rudy Gobert: 9 punti

2- Draymond Green: 7 punti

3- Kawhi Leonard: 6 punti

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