Cantù pronta a chiudere il parco italiani con Crosariol e Viggiano?

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Il mercato in casa Pallacanestro Cantù è più che vivo, soprattutto sul fronte italiani: infatti, oltre ai già inchiostrati David Cournooh, Salvatore Parrillo e Davide Raucci, oggi, massimo domani, sarà la giornata di Andrea Crosariol, lungo di 210 centimetri, ex Pistoia, dove ha chiuso con 10.2 punti di media e 5.8 rimbalzi. Ottime cifre, soprattutto se si considera che sarà il cambio dei lunghi, non avendo Cantù un vero e proprio “quattro” di riserva, andando con il 5+5.

Il quinto italiano dovrebbe essere Jeff Viggiano, sul quale il DS Pier Francesco Betti c’è da un bel po’ ma l’italo-americano, che però giocherà da italiano a tutti gli effetti, ha tentennato alla prima proposta, in primis non essendo sicuro di continuare a giocare ed in secundis avendo sul piatto un’offerta migliore da Caserta, che però è stata estromessa dal campionato di Serie A e quindi il ragazzone di Hartford è rimasto con il cerino in mano, e per cerino intendiamo Cantù. La trattativa è in stato meno avanzato rispetto a quella con Crosariol, che ormai è definito da tempo – nonostante l’inserimento nelle ultime ore di Reggio Emilia – ma potrebbe sbloccarsi già questa settimana.
Sarà una settimana importantissima perché finalmente si deciderà – almeno così dovrebbe essere – il futuro di Carlo Recalcati, il quale sembra sempre più lontano dalla panchina di Cantù e al suo posto potrebbe giungere in Brianza un altro vecchio “lupo di mare” com’è Cesare Pancotto, inattivo dopo l’esonero di Cremona della scorsa stagione.

Per quanto riguarda gli stranieri, che comporranno tutto il quintetto iniziale, già firmati da tempo Jaime Smith e Randy Culpepper, mentre si allontana sempre di più Eric Griffin, che ha serie possibilità di firmare un two-way contract con gli Utah Jazz, avendo ben impressionato in Summer League con la franchigia di Salt Lake City. Tramontata la pista Andrew White III, più per scelta di Cantù che del giocatore, ora in ala piccola si punta forte su Adonis Thomas, già visto ad Avellino lo scorso anno, ma che vorrebbe una coppa europea, cosa che la società di Gerasimenko non può dargli. Infine il centro. Lì ci sono dei rallentamenti dovuti alla situazione Griffin: qualora dovesse restare l’ex Jesi si punterebbe ad un centro di un certo tipo, qualora dovesse firmare per Utah, allora si dovrebbe valutare bene la situazione.

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