Finali Nazionali U20: appunti su alcuni giovani emersi dal torneo

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Le Finali Nazionali U20 sono da poco terminate con la vittoria della PMS Torino contro la Virtus Bologna nell’atto decisivo; tuttavia, oltre ai risultati e alle vittorie di squadra, BasketUniverso ha deciso di fare un quadro complessivo di chi è emerso nella competizione. Abbiamo preparato quindi un elenco di alcuni talenti italiani che hanno ben figurato e che hanno dato buone indicazioni sul futuro della pallacanestro giovanile sul territorio nazionale: 

Alessandro Pajola (bolognabasket.it)

ALESSANDRO PAJOLA: può competere a livelli più alti? Non ancora. Se è più avanti rispetto a tanti suoi coetanei? Decisamente sì. Per il talento della Virtus Bologna classe 1999 nel giro della Nazionale, è arrivata l’ennesima conferma della notevole progressione nel suo lavoro con la prima squadra e sul piano individuale in ogni aspetto del gioco: in cabina di regia, nelle tre gare disputate, ha saputo dare tutto un’altro ritmo e soprattutto creatività all’attacco bianconero, rompendo gli schemi e creando tanto gioco per i compagni con passaggi spesso illuminanti in grado di perforare la difesa degli avversari (quasi 4 assist di media per lui). Inoltre ha vestito il ruolo di primo realizzatore con oltre 14 punti conditi da 7 rimbalzi di media, dimostrando le sue qualità di all-around player e in difesa ha saputo mantenere l’ordine tenendo alto il livello di pressione a uomo. Tuttavia fatica ancora contro playmaker più rapidi perdendo spesso l’avversario sul primo passo, mentre in attacco manca ancora quella costanza nel tiro, con una tecnica ancora da perfezionare, che innalzerebbe ancora di più il suo livello di gioco.

Giorgio Di Bonaventura (www.playbasket.it)

GIORGIO DI BONAVENTURA: con la PMS campione, non si poteva non menzionare uno degli uomini chiave del successo gialloblu (9.8 punti con 65% dal campo di media). Ben inquadrato nello spot di 3, è la dimostrazione che la gavetta in Serie B per i giovani deve essere una componente necessaria per maturare ed andare oltre l’essere un semplice prospetto e trasformarsi in un giocatore di sistema. Tatticamente è un giocatore che sa posizionarsi bene sul campo, andando ad occupare le giuste spaziature per ricevere e dare punti di riferimento per gli scarichi dei compagni, mentre nell’1vs1 il suo primo passo rapido gli consente di battere facilmente l’uomo; a questo aggiunge anche un buon controllo e uso del corpo, con un fisico ben sviluppato con cui riesce anche a ritagliarsi l’azione in post-basso per un’appoggio o uno scarico per i compagni. Inoltre possiede un tiro molto efficace, nonostante una grezza meccanica, ma per il quale può migliorare ancora in termini di costanza e precisione; ball-handling? Discreto, lavorabile. Tra le altre qualità possiamo inserire una buona visione di gioco e una buona capacità nel valutare in maniera ottimale le letture offensive di squadra. Tra i punti in cui deve migliorare è assolutamente la marcatura a uomo: spesso alza il baricento lasciando spazi cruciali agli avversari per batterlo a uomo, e sul pick and roll non riesce a reggere il proprio avversario sul blocco, anche se sulla difesa lontano dalla palla riesce a tenere bene sotto controllo il diretto marcatore.

Federico Zampini (perugiabasket.it)

FEDERICO ZAMPINI: il playmaker gialloblu è stato sicuramente la grande sorpresa di questa manifestazione non solo per il ruolo di giocatore di equilibrio nello scacchiere di coach Di Meglio (9.4 punti di media), ma anche per il ruolo che ha avuto nel coinvolgere i compagni con il suo penetra e scarica (5.8 assist a partita) e il suo 1vs1 disorientante (4.2 falli subiti); merito di questo suo ultimo attributo è la notevole capacità di palleggio veloce e controllato, in grado di battere il diretto difensore. Dal punto di vista fisico, è un giocatore per lo più esplosivo ma poco rapido, con un fisico tutto da formare, mentre sul tiro possiede una buonissima meccanica, anche se pecca di costanza mentale e la precisione nel segnare, soprattutto dalla lunga distanza. Tatticamente ben preparato sia in attacco, ad occupare gli spazi liberi, che sulla difesa a uomo, nonostante la poca aggressività, deve migliorare nelle letture del pick and roll avversario, avendo ancora notevoli difficoltà a seguire il diretto marcatore dopo il blocco e ad adeguarsi al cambio e agli accoppiamenti difensivi.

Davide Meluzzi (www.italhoop.it)

DAVIDE MELUZZI: il playmaker dei Rimini Crabs, nonostante l’uscita ai quarti di finale, ha dimostrato di essere al di sopra della figura di talento in prospettiva e di essere un giocatore già ben inquadrato tra i professionisti. Gran parte del merito va alla società romagnola, da sempre punto di investimento e reclutamento per i giovani talenti della provincia e soprattutto di valorizzazione dei giovani stessi, dando loro la possibilità di dare prova del loro talento in Serie B. Il giocatore classe 1998 è letteralmente esploso quest’anno: eccellente leadership in campo in cabina di regia, giocatore funzionale alla squadra nel muovere la difesa in attacco e nella marcatura del proprio avversario. Nonostante i 180 cm di altezza e una rapidità ed esplosività da migliorare, possiede ottime doti di realizzatore (16.8 punti di media) e notevoli capacità tecnico-tattiche: se sul piano tecnico possiede un ball-handling disarmante nell’1vs1, arma che utilizza al meglio facendo leva sulla protezione del corpo a contatto con il diretto difensore, a cui aggiunge un’ottima meccanica del tiro, sul piano tattico attira spesso su di sè la difesa creando un’angolo di passaggio per i compagni. Possiede una notevole visione e comprensione del gioco in fase offensiva (4.8 assist nella competizione) e soprattutto punta sempre al gioco di squadra, forzando poco l’azione personale. In difesa difende bene a uomo, anche se ovviamente la bassa statura gli impedisce di reggere il confronto fisico con play più sviluppati, dimostrandosi anche un discreto stealer. Punti da migliorare? La velocità sul piano fisico, in attacco sicuramente nella gestione dei possessi, mentre sono le letture degli avversari e la tenuta mentale difensiva nell’altra metà campo.

Mattia Palumbo (novipiucup.com)

MATTIA PALUMBO: la Stella Azzurra punta sempre in alto con il suo settore giovanile, ma in un roster dove la stella si chiama Lazar Nikolic, è emerso un classe 2000 dalle grandi prospettive e attenzioni (12.7 punti e 4.5 rimbalzi di media). Pur essendo tre anni sotto età, il giocatore nero-stellato supera già i 200 cm di altezza ed è ancora più inusuale, visto il fisico ben sviluppato, il suo impiego come play-guardia: eppure ha dimostrato notevoli capacità non solo tecniche, ma anche tattiche che lo rendono una delle sorprese più interessanti per il futuro azzurro. Sicuramente tra le sue doti migliori c’è un’atteggiamento offensivo che sul piano tecnico e fisico è senza eguali: possiede un bellissimo tiro (nonostante la rotazione non veloce del pallone) con un’eccellente meccanica e controllo del corpo, anche in allontanamento, il cui raggio supera anche la linea dei tre punti con buone percentuali, e sfrutta a pieno il suo possente fisico per giocare contro avversari nel ruolo di 4-5 dando più supporto ai lunghi sotto canestro. Infine riesce a giocare bene sul pick and roll, sfruttando nel modo giusto i blocchi dei compagni, ma a volte forza troppo il tiro andando direttamente in penetrazione. Non è un giocatore particolarmente rapido o atletico, inoltre non ha quel ball-handling veloce che ci si aspetterebbe da un playmaker, ma tatticamente sa leggere bene la situazione di gioco ideale per favorire i compagni sia a difesa schierata che in transizione, punto che il romano predilige particolarmente. Un punto da migliorare assolutamente sono le letture difensive, davvero carenti a livello mentale e applicativo sia nei cambi che negli accoppiamenti. 

PIETRO BOCCONCELLI: il capitano della Consultinvest Pesaro classe 1998 si è confermato un giocatore di grande personalità in uscita dalla panchina (14.8 punti e 4.6 rimbalzi a gara); non ha il talento di un giocatore d’elitè, ma conosce bene i fondamentali della pallacanestro e sa applicarli nella maniera adeguata nel suo ruolo di guardia tiratrice. Possiede un’ottimo tiro sia nell’esecuzione sia nel rilascio, pulito e preciso (45% dall’arco nella manifestazione), inoltre ha nel suo repertorio un buon 1vs1 dal palleggio; le sue penetrazioni, muovendo la difesa, creano tanti spazi aperti per i compagni, ma difficilmente forza l’azione (solo 5 palle perse in tutto il torneo). Bravo a mettere in ritmo i compagni in attacco, si dimostra molto utile anche sotto i tabelloni e in difesa riesce molto bene a difendere sugli 1vs1 in isolamento. Punti da migliorare? Sicuramente le letture difensive, dove spesso perde il suo avversario sulla difesa lontano dalla palla e soprattutto sul pick and roll, dove fatica nel seguire il suo avversario sul blocco.

Edoardo Fontana (lnp.webpont.com)

EDOARDO FONTANA: prodotto PMS, ma quest’anno nel giro di Pistoia, lo swingman brindisino classe 1998 è uscito solamente ai quarti di finale nel torneo, ma dietro a tanti talenti individuali, c’è un giocatore di squadra, funzionale e decisivo ai fini del risultato (14.5 punti con quasi il 60% dal campo). Probabilmente i biancorossi hanno espresso uno dei modi migliori di giocare a pallacanestro in tutto il torneo, con il capitano come punta di spicco, essendo un giocatore dalla forte personalità, che non ha paura a prendersi responsabilità per sè stesso e per i compagni. Nel suo ruolo è capace di eseguire bene qualsiasi movimento in attacco, dall’1vs1 al tiro a lungo raggio, essendo anche preparato dal punto di vista tattico muovendo la difesa mettendola in condizione di adeguarsi alle sue scelte, anche se alcune si sono dimostrate forzate; dal punto di vista difensivo è in grado di garantire una buona presenza a rimbalzo e un buon scivolamento negli 1vs1 isolati degli avversari. Tuttavia deve ancora migliorare sulle letture difensive, in particolare sugli aiuti e sui cambi negli accoppiamenti difensivi dove spesso perde l’uomo libero. Nonostante questo si tratta di un giocatore formato sui fondamentali e sulla loro applicazione, che ha avuto tanto spazio nella sua esperienza in Serie B a Bottegone da giocatore di sistema e ora ci si attende una nuova evoluzione.

Federico Gaibotti

About Federico Gaibotti

Classe '92 di Brescia, laureato in Scienze Motorie presso l'Università di Bologna, attualmente specializzando in Scienze dello Sport presso l'Università di Urbino. Appassionato di tutto il movimento cestistico italiano e internazionale professionistico e giovanile. Supporter dei San Antonio Spurs. Collaboratore per BasketUniverso da Ottobre 2014
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