Finali nazionali U20 Cantù, parlano i protagonisti del girone B!

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Il trofeo Mario Delle Cave è ai nastri di partenza e lunedì 25 aprile a Cantù inizieranno 5 giorni intensi di basket, che cuciranno lo scudetto su una sola divisa delle otto che lo ambiscono. Il primo campionato under 20 del nuovo ordinamento FIP ha visto molte squadre rinunciare all’iscrizione, comportando una finale nazionale a 8 squadre. Si riduce il numero, ma non di certo la qualità. Ci sono due gironi da 4 squadre ciascuno dai quali si formerà il tabellone delle Final Four, che porterà alla finalissima di venerdì.

Per quanto riguarda il girone B, composto da Alto Sebino, Stella Azzurra Roma, Milano e Biella abbiamo intervistato Edoardo Caversazio, Todor Radonjic e Andrea Pecchia. Ringraziamo gli addetti stampa delle società per la disponibilità.

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Come valuti il percorso tuo e della tua squadra verso queste finali nazionali?

CAVERSAZIO:”Abbiamo scritto una parte di storia della Pallacanestro Alto Sebino, portandola alla prima partecipazione ad una finale nazionale giovanile. Nasce tutto quest’anno con un progetto della società incentrato sui giovani: la prima squadra è formata per 6/10 da under. Abbiamo iniziato l’u20 eccellenza senza troppe aspettative, ma dopo aver ottenuto sei vittorie in altrettante partite ci siamo resi conto di poter competere con tutti e abbiamo iniziato a crederci. Poi sono arrivate tre sconfitte, ma ormai era scattata la scintilla che ci ha dato l’intensità e l’energia giusta per continuare a crederci fino in fondo. Abbiamo battuto Venezia sia all’andata che al ritorno, ma la vittoria più bella è stata quella contro Pesaro: dovevamo vincere di sei punti per avere la differenza punti favorevole. Ebbene abbiamo vinto proprio di sei, negli ultimi secondi di gioco. Avremmo avuto l’occasione di qualificarci come primi, ma abbiamo pagato degli sciocchi errori nel finale di stagione. Siamo cresciuti esponenzialmente sia come individui che come squadra, perciò siamo fiduciosi per queste finali.”

RADONJIC:“Sotto il punto di vista personale credo di aver fatto molti progressi durante la stagione. Ero abituato a giocare da 4 e diventare un esterno non è stato facilissimo, ma con impegno e concentrazione sto migliorando. Per quanto riguarda la squadra sono molto soddisfatto: un campionato che ci ha visti migliorare vistosamente e partita dopo partita abbiamo trovato il giusto feeling per vincere il girone. Dobbiamo ancora migliorare, ma abbiamo la giusta mentalità”.

PECCHIA:E’ stato sicuramente un percorso molto difficile quest’anno, a causa anche di infortuni miei e di altri giocatori, ma siamo cresciuti come squadra e infatti siamo arrivati pronti e carichi all’interzona di Napoli, ottenendo un ottimo risultato con la qualificazione a queste finali nazionali. Come detto, è stato un percorso di crescita personale e di squadra, poichè anche con l’aggiunta di nuovi giocatori, siamo riusciti a ricreare una nuova squadra e ora siamo più in sintonia, come una grande famiglia.

Quante possibilità pensi abbiate di vincere e qual è la squadra che temi più tra tutte quelle presenti a Cantù?

Edoardo Caversazio (www.bresciaoggi.it)

CAVERSAZIO: “Come ha detto coach Giubertoni giochiamo contro squadre più blasonate di noi, ma saranno la concentrazione e la concretezza a fare la differenza. Andiamo a Cantù rispettando tutte le nostre avversarie, senza averne alcun timore. Ci aspettiamo tutte partite ad alta tensione, punto a punto, dove saranno la voglia di vincere e l’unione -oltre alla lucidità- i fattori della vittoria. Di sicuro non parteciperemo all’evento come spettatori: vogliamo essere protagonisti e fare quanto meglio possibile. Alla fine parlerà il campo”

RADONJIC: “Partiamo per Cantù carichi. Siamo nel girone più difficile e le nostre avversarie sono molto forti, ma gli obiettivi non cambiano: vogliamo vincere lo scudetto. Sarebbe bello poter replicare lo scudetto dello scorso anno; non sarà facile ma noi siamo ottimisti. Rispetto tutte le squadre, anche se sono maggiormente preoccupato dalla Pallacanestro Alto Sebino, perché non la conosco e tutti ne parlano estremamente bene. Si vedrà sul campo”.

PECCHIA:Sicuramente temo di più è la Reyer; per quanto riguarda le possibilità di vincere, secondo me possiamo vincere contro tutti: se giochiamo come sappiamo, partendo dalla difesa e poi in attacco, possiamo disputare un ottimo torneo.

Vista la tua giovane età puoi ancora migliorare: quale pensi sia il tuo punto di forza e dove invece devi migliorare ancora?

CAVERSAZIO:“Di sicuro devo migliorare la pericolosità in attacco: rinuncio troppo al tiro. Ho voglia di migliorarmi e so che ciò è possibile solo con tanto allenamento. D’altra parte penso di capire bene il gioco. Ecco, penso sia questo il mio punto di forza. Inoltre riesco sempre a trovarmi con i compagni, nonostante giochiamo insieme (relativamente) da poco tempo.

RADONJIC: “Posso affermare che il mio punto di forza sia il tiro; è un fondamentale che curo molto. Invece credo di dover migliorare la velocità, perché ho iniziato a giocare da esterno e sono il più lento [ride]. Sto lavorando molto per migliorare nella posizione di ala, ruolo che sto ricoprendo dall’inizio dell’anno. Hai voluto tu questo spostamento di ruolo? Avevo il desiderio di imparare e d’accordo con Germano ho iniziato ad allenarmi per fare il 3, ma continuo anche a giocare da 4.

PECCHIA:Mi sento molto migliorato al tiro, adesso mi piace molto giocare da esterno, devo lavorare ancora sul fisico e sull’aspetto tecnico e tattico, per quanto riguarda le letture; come punto di forza direi la penetrazione e il post-basso.

Dove ti vedi tra 5 anni?

Todor Radonjic (www.euroleague.net)

CAVERSAZIO: “Mi vedo a giocare a pallacanestro. Non posso dirti dove e a che livello, perché la vita (cestistica) è imprevedibile. Ci sono da considerare eventuali infortuni e scelte di vita. Ma- ripete Edoardo- il mio futuro lo vedo nella pallacanestro, perché è la mia vita”.

RADONJIC: “Non lo so, è difficile fare previsioni. Io mi impegno e mi alleno per arrivare a giocare nel massimo campionato possibile. Ad oggi direi la serie A”

PECCHIA:In questo momento vedo la pallacanestro come una opportunità, una chance che voglio provare a sfruttare. Io continuo a lavorare ogni giorno, poi i risultati si vedranno; comunque io ci credo.

Quest’anno c’è stato il passaggio da under 19 a under 20, con la conseguente autoesclusione da parte di molte compagini importanti, ed infatti le finali nazionali vedranno giocare solo 8 squadre. Cosa ne pensi di questa decisione della federazione, visto che hai vissuto sulla tua pelle questo cambiamento?

CAVERSAZIO:“Io penso che a vent’anni un giocatore possa già rientrare in un progetto più grande (vedi Flaccadori con Trento) e un altro anno di giovanili può ritardare il “decollo” di talenti. Forse è per questo che molte società hanno rinunciato. D’altra parte le finali nazionali, a quest’età, sono un’ottima vetrina! Un’occasione per tutti i giovani di entrare in progetti che li vedano protagonisti”.

RADONJIC: “Una scelta positiva perché le giovanili dureranno un anno di più. Molte squadre quest’anno hanno deciso di non iscriversi per via di molti ragazzi del 1996 che hanno intrapreso già una carriera tale da dargli un ruolo importante in prima squadra (livelli serie A/A2). Lo comprendo bene e so che è difficile far adattare le società a questo nuovo format, ma col passare degli anni si rivelerà una scelta ottima. Inoltre segue anche l’organizzazione FIBA dei tornei (u16-u18-u20).

PECCHIA:Questa decisione è stata fatta sicuramente per avvicinare i ragazzi al passaggio nei senior; personalmente non ero molto a favore perchè per molti l’ultimo anno di superiori combaciava con l’ultimo anno di giovanili. E’ un anno che secondo me non serviva.

Cosa porterai nel cuore del tuo percorso giovanile?

omniablog.altervista.org

CAVERSAZIO:Ho iniziato in un provinciale, non prendendo tutto troppo seriamente. Giocavo contro squadre ignote a tutta Italia e ora mi trovo a preparare una partita con Biella. In questo climax ci sono tutte le mie emozioni, portate da ricordi positivi e negativi, da vittorie e sconfitte. Porterò nel cuore la crescita che ho avuto dentro e fuori dal campo con i miei compagni e amici. Indimenticabili sono anche gli anni di Genova con coach Enrico Rocco, che voglio ringraziare. Abbiamo avuto anche molti discussione, ma è stata una persona fondamentale per il mio percorso di crescita”.

RADONJIC: “Ci sono delle emozioni che rimangono per sempre impresse nel cuore; durante il mio percorso giovanile ne ho avute molte, ma ce ne sono due su tutte (per ora, spero): lo scudetto dello scorso anno e la vittoria dell’Euroleague che ci ha portati a Madrid. La prima emozione è fortissima, perché è un sogno di tutti arrivare alle Finali Nazionali e salire sul tetto d’Italia. Il tutto è ampliato dal fatto che la vittoria è condivisa con dei fratelli con i quali condivido tutte le mie giornate. Spero di rivivere la stessa emozione quest’anno”.

PECCHIA:Sicuramente la palestra dove mi sono allenato ogni giorno, quella non te la scordi mai; poi sicuramente anche lo staff e le persone con cui mi alleno tutti i giorni 2-3 ore al giorno e poi ovviamente i miei compagni di squadra.

Un aggettivo per descrivere la tua squadra?

CAVERSAZIO: “Unita”

RADONJIC: “Più che un aggettivo c’è una parola, che credo sia la forza della Stella Azzurra: FRATELLANZA!”

PECCHIA:Posso dirne due? Duri e umili.

 

BasketUniverso ringrazia nuovamente gli addetti stampa e gli atleti per la loro disponibilità e augura un in bocca al lupo per queste finali nazionali.

 

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