Il pagellone di fine anno di Serie A: The Flexx Pistoia

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THE FLEXX PISTOIA 6.5

Se si potesse sintetizzare la stagione della The Flexx Pistoia in una solo sostantivo, non ci sarebbero dubbi: la parola, declinata al plurale, è infortuni. Non è una scusante per un campionato, il primo dopo due playoff consecutivi, terminato con un anonimo tredicesimo posto. E’ la triste realtà iniziata già ad agosto 2017 con i problemi di Czyz, che non debutterà mai per i malanni al ginocchio, che di fatto lo avevano anche estromesso dalla nazionale polacca, e subito rimpiazzato da un impalpabile Jaylen Bond, che arriva a metà settembre, e non inciderà mai.

Ma i guai del pre stagione più sfortunato della storia biancorossa proseguono con le aritmie cardiache del nazionale georgiano Duda Sanadze e con gli infortuni nell’amichevole precampionato con Siena di Kennedy e McGee: Enzo Esposito combatte come un leone e conquista con la sua truppa i primi due successi consecutivi iniziali con Brindisi e Capo d’Orlando ma a fine ottobre Tyrus McGee, ovvero il cecchino di Pistoia, arrivato a sirene strombazzanti da Venezia (Campione in carica), si deve arrendere al dolore, dopo essersi allenato zero e aver giocato sempre in condizioni precarie. E’ costretto ad operarsi e per due mesi a lasciare i compagni.

La società del presidente Maltinti non si scompone: al suo posto ecco James Gordon, non esattamente in piena forma fisica, 34enne dal buon passato che saluta tutti dopo appena 5 partite non esaltanti (l’ultima è la vittoria con Pesaro, il giorno in cui rientra proprio McGee, che a sorpresa annuncia l’addio dell’amico), esattamente come Sanadze, tagliato a favore di Ivanov, dal buon impatto sul gruppo: il georgiano si infortuna al ginocchio a metà novembre a Reggio Emilia. Non rientrerà più.

Pistoia non molla e nella girandola di cambi dopo aver perso ben sei volte di fila, interrompe il digiuno con la vittoria casalinga con Torino del 3 dicembre, e poi col successo con Pesaro del 10 dicembre.

Anche Kennedy se ne va prima di Natale, tagliato: arriva il francese Diawara, ma alla fine del girone d’andata ci sono appena 4 vittorie a fronte di 11 sconfitte (altro filotto di 5 ko tra fine 2017 e inizio gennaio) e un’identità ancora da creare per il coach, che vacilla ma non molla. E’ chiaro a tutti a quel punto che l’obiettivo diventa quello della salvezza in un ritorno difficile.

Il cammino si fa più dolce grazie ai successi in casa con Capo d’Orlando, Cremona e Varese  e soprattutto con la storica impresa contro Venezia del 25 marzo (93-83), che sancisce una quasi certa salvezza a sette giornate dal termine, a cui si aggiunge il blitz di Torino del sabato di Pasqua, malgrado l’infortunio alla gamba destra a Diawara che lo costringe ad abbandonare la stagione un mese e mezzo prima del previsto. Tanto per non farsi mancare nulla.

Il resto è storia d’oggi: anche Laquintana, Bond e Magro saltano partite per nuovi guai fisici: ma i ko di Pesaro e Brindisi mettono Pistoia al riparo da brutte sorprese. Arriva la certezza della salvezza e l’ultimo successo con Brescia saluta la stagione tra i sorrisi. Poi l’addio di Esposito, dopo tre anni intensi e di amore ricambiato, e un futuro da riscrivere: per la panchina si fanno anche i nomi di Calvani e Bechi. Ma la prima “partita” passa dalle cariche societarie, visto che Maltinti lascerà, e del palasport: la Fip pare concederà la deroga all’impianto. Si ripartirà da qui.

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