La magia della Coppa Italia: la Vanoli Cremona e il tiro di Cazzolato

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No, quest’anno alle Final Eight di Firenze non ci sarà la Dinamo Sassari, rimasta fuori dopo l’ultima giornata del girone d’andata dopo che la Vanoli Cremona le ha soffiato l’ultimo posto disponibile. Già, proprio quella Vanoli Cremona che nelle sue uniche due partecipazioni alla coppa nazionale ha sempre affrontato nei quarti la squadra sarda. Nella stagione 2014/2015, quella dello storico triplete della Dinamo, la Vanoli di coach Pancotto conquista la sua prima storica partecipazione ma viene eliminata dai ragazzi di coach Sacchetti (guarda un po’!), poi vincitori al termine del weekend e dominatori dell’intera stagione.

L’anno successivo, con alla guida sempre il coach marchigiano, Cremona si presenta alla competizione forte di un super girone d’andata, fatto di 11 vittorie (di cui 8 consecutive) e con la consapevolezza di non aver nulla da perdere, in una stagione che poi culminerà con il quarto posto e la prima partecipazione ai Playoff. Di fronte, come detto, ancora Sassari (orfani dell’attuale coach della nazionale e fortemente rinnovata, con i soli Logan, Formenti, Devecchi e Brian Sacchetti superstiti dell’anno precedente).

La Vanoli gioca le Final Eight senza il suo leader, Luca Vitali, martoriato dall’infortunio al piede che lo terrà fuori per il resto dell’annata che forse, con la sua presenza, poteva regalare ulteriori soddisfazioni al patron Aldo. Il roster però è infarcito di passati e futuri protagonisti del campionato italiano, a partire dal nucleo di italiani (Cusin, Biligha, Mian e Gaspardo) passando per gli stranieri (Deron Washington, Elston Turner, Tyrus McGee e Nikola Dragovic). E il decimo di questo roster? Nicolò Cazzolato, prodotto della Benetton Treviso che prima dell’approdo a Cremona aveva militato solamente nell’ex Divisione Nazionale A e B, le attuali A2 e B.

L’assenza di Vitali costringe coach Pancotto a schierare Cazzolato da play titolare per poi lasciare le redini dell’attacco in mano a Elston Turner e a Tyrus McGee. Il problema fisico di Cusin a partita in corso accorcia ulteriormente le rotazioni di Cremona che, con un secondo quarto in cui concede solo 6 punti agli avversari, chiude il primo tempo avanti di 5. Nel terzo quarto, lo straripante talento di Sassari viene a galla e con un parziale di 15-27 marchiato a fuoco da Logan (che chiuderà con 29 punti, 12/13 ai liberi e 41 di valutazione) sembra archiviare la pratica. Nel quarto quarto la partita si riapre e si richiude almeno un paio di volte ma sul +10 Dinamo a 4 minuti dalla fine cambia il vento: due bombe di Turner portano Cremona a un solo possesso di distanza, Logan nei due possessi successivi fa 4/4 dalla lunetta, sul 71-75 bomba di McGee con la mano in faccia, altro 2/2 di Logan, 74-77 e 8.83 secondi sul cronometro.

8.83 secondi, un’inezia in confronto allo scorrere del tempo, un’eternità su un campo da basket. E la magia prende forma, sotto forma di un ragazzo che non era pensato per certi palcoscenici, figuriamoci per calcarli da protagonista. Sulla rimessa Sassari fa inizialmente un lavoro sublime, blocca le ricezioni di McGee e Turner, Dragovic non sa cosa fare perché l’unico libero è proprio Cazzolato. I 5 secondi a disposizione per effettuare il passaggio stanno scadendo, Nicolò riceve palla, la difesa sassarese gli lascia campo e lui se lo prende, Joe Alexander non spende un fallo che sembra logico con il senno di poi, Cazzolato arriva a ridosso della linea del tiro da tre punti e spara.

Sfiorata a malapena la retina. Tutti all’overtime. Tutti biasimano Alexander. A discolpa dell’ex Milwaukee Bucks, Cazzolato ha tirato 1/12 (8.33%) da tre punti in stagione, ha viaggiato a 2.2 punti di media nelle prime quattro partite (9 totali) e nelle restanti 30 (26 + le 4 di Playoff) ha messo a segno 1 punto in tutto. Proprio il tipo di giocatore, sulla carta, a cui vuoi lasciar prendere l’ultimo tiro se sei un avversario.

Eppure quel tiro è entrato. E la Vanoli Cremona ha avuto per tutto l’overtime l’inerzia a favore, nonostante i tre falli di Washington, Mian e McGee, e con un 20-12 nei 5 minuti supplementari ha conquistato una vittoria storica per la piazza cremonese, che ad oggi è ancora l’unica in Coppa Italia. In semifinale è stata asfaltata dall’Olimpia Milano, ma l’appagamento di Cremona dopo quella pazzesca partita era già saturo.

Cazzolato dopo Cremona si è accasato a Bergamo, in B (poi ripescati in A2). Ma per tutti i tifosi della Vanoli e per chi nel basket ama ancora trovare un po’ di romanticismo, rimarrà sempre l’eroe che con quel tiro ha portato Cremona a battere i campioni d’Italia in carica.

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