Le pagelle di Trento-Milano: Baldi Rossi e Hogue ci provano, ma Simon e McLean non lasciano scampo all’Aquila

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Milano si riscatta prontamente dopo la scoppola patita in Eurolega e supera Trento 74-92. I biancorossi continuano il loro cammino perfetto sul suolo italico, soffrendo solo nei primi 4 minuti, prima di imporre il proprio strapotere. Per la Dolomiti nulla da fare contro questa Olimpia, d’altronde non era questa la partita da vincere per la corsa all’ottavo posto. Vediamo insieme ora le pagelle degli effettivi di entrambe le squadre.

 

baldi rossi trento

 

DOLOMITI ENERGIA TRENTO

Baldi Rossi 7,5: MVP per distacco dell’ Aquila, l’unico che trova continuità nell’arco del match. In difesa prova a fare il suo, la partita viene persa ad altre latitudini. Se poi ci si aggiunge che segna 3 delle 5 triple di squadra, il suo voto lievita ulteriormente.

Forray 5: Il capitano ci mette il solito cuore, ma i polmoni e le gambe non rispondono come dovuto: 3 perse e tanta confusione.

Lighty 5,5: Sempre marcato a vista dalla difesa lombarda, si sveglia quando ormai i buoi sono ampiamente scappati.

Gomes 4,5: Un centometrista prestato al mondo della palla a spicchi. Ogni volta che prende palla scatta come se non ci fosse un domani nella metà campo avversaria, salvo poi accorgersi che è da solo contro 5 maglie bianche. La palla persa, diretta o provocata, è solo una naturale conseguenza.

Flaccadori 6: Di sicuro non gli manca la faccia tosta: straripante, esuberate fin troppo, con tante forzature e molte responsabilità prese. Errori dettati dalla giovane età, sicuramente il futuro è dalla sua parte. Intanto vince nettamente il duello delle promesse con Fontecchio.

Hogue 7: Sfrutta i minuti in cui Repesa non gli oppone un pari ruolo banchettando nell’area milanese. In difesa però è troppo passivo, e sia Macvan  che McLean passano al casello senza pagare il pedaggio. Uno dei migliori di Trento fin qui gode però di una marcatura particolarmente affettuosa come Lighty, e dopo la sfuriata iniziale si eclissa nei quarti centrali quando si decide il match.

Moraschini 5: Comparsata, passa sul parquet per un lampo senza che nessuno se ne accorga. L’unico che lo nota è Macvan, che lo porta a scuola segnandogli in faccia.

Jefferson 4,5: Il fantasma del vero Jefferson. Già Trento soffre su ogni lato del campo, se poi il suo leader statistico è etereo e si auto-esclude dalla partita avendo meno impatto di Moraschini, sono dolori per Buscaglia.

Craft 5,5: Bene nel primo tempo, ha una fiammata in cui è il go-to-guy dei trentini. Poi sparisce anche lui, e il secondo tempo è un lungo incubo da sudori freddi da cui non si risveglia mai.

Allenatore, Buscaglia 5,5: Ci prova, varia le difese e gli uomini. Ma non trova una vera soluzione alle note armi di Milano, ovvero difesa aggressiva e punti veloci in contropiede. L’ 1/16 da 3 con cui si apre il quarto quarto è sintomatico della mancanza di contromisure, soprattutto per come sono arrivati tutti questi tiri da lontano, senza ritmo e con poca circolazione.

 

simon milano

OLIMPIA MILANO

Simon 8:  Sempre il solito killer: entra in partita nel secondo quarto e come un cecchino spara alle gambe di Trento ogni volta che i padroni di casa tentano di riavvicinarsi. Miglior marcatore, percentuali al tiro da fantascienza, leader assoluto.

Macvan 7: comincia da 5 ultra tattico, ma non soffre l’adattamento al nuovo ruolo. Ottimo impatto, nel primo quarto Milano si aggrappa alle sue giocate in area per non far scappare Trento in avvio. Poi va giustamente in risparmio energetico.

Cinciarini 6,5: al rientro dall’influenza, è sotto la sua guida pulita che Milano produce il perfetto attacco del secondo quarto, spaccando la partita. Meglio di Dragic e Hickman da play puro, i problemi arrivano quando gli si chiede di finalizzare.

Dragic 6: troppo nervoso, nei primi 29 minuti non trova un senso in campo. Poi la fortuna lo assiste in maniera clamorosa, con una tripla di tabella allo scadere dei 24 e il tiro della disperazione dalla sua lunetta. Sei punti in un amen che ufficializzano all’ultimo quarto lo status di garbage time.

Hickman 5,5: tanti minuti e +19 di minus/plus, capisce in fretta che non è la sua serata in attacco e senza forzare decide di fare il segretario. Al servizio dei compagni, prova di maturità limitando le perse.

Kalnietis 6,5: perfetto al tiro, chiude col 100% dal campo e non accenna alla minima sbavatura. Resta nell’ombra rispetto ad altre uscite, forse sente il peso delle critiche e si limita.

Sanders 6,5: segna 3 triple dal peso specifico del piombo, 17 minuti di dominio fisico in campo sapendo che deve dosare le forze per le serate di Eurolega, dove ci sarà più bisogno di lui.

McLean 7: scalpita in panchina all’inizio vedendo quanto potrebbe fare in area al posto di Macvan. Quando entra ha voglia di spaccare il mondo ed è decisivo. Oscura il ferro ai trentini, +24 di minus/plus e 7 preziosi rimbalzi.

Pascolo 5: il grande ex forse viene tradito dall’emozione e stecca. Parte male, Repesa lo toglie dal quintetto dopo appena 3 minuti, per poi concedergli qualche scampolo senza ulteriore impatto.

Fontecchio 5: Altra occasione non sfruttata, sbaglia tiri aperti e si dimostra ancora non all’altezza di una corazzata del livello di Milano. Valutazione negativa, 3 falli ingenui nei primi 6 minuti e prestazione sottotono.

Abass 6: Repesa lo mette in campo gli ultimi 2 minuti solo per far scrivere una pagella in più al sottoscritto. Lui risponde con un tiro e un canestro, che non fanno mai male.

Cerella 6: come Abass, entra negli ultimi 3 minuti con le squadre già in ciabatte e in attesa solo della sirena finale. Un cesto anche per lui, sfrutta anche la più misera delle occasioni.

Allenatore, Repesa 6,5: Massimo risultato col minimo sforzo. Senza Gentile e Raduljica, il coach croato ottiene senza fatica la decima vittoria in dieci uscite di campionato, mostrando tutta la superiorità schiacciante del roster a sua disposizione. Limitati i pericoli maggiori Lighty e Jefferson, l’attacco anche stasera arriva vicino alla soglia dei 100 punti e solo Simon e McLean superano i 25 minuti di impiego.

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