Memories of Busts: Bryant “Big Country” Reeves

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Da Gans, piccola cittadina dello stato dell’Oklahoma, a Vancouver, metropoli dello stato del Canada, il salto è lungo soprattutto se il soprannome affibbiato al personaggio in questione è “Big Country”, dovuto al fatto che Bryant Reeves, protagonista di questa storia, durante la sua prima trasferta in aereo attraverso gli USA, al seguito degli Oklahoma State University Cowboys, era rimasto affascinato dalla vastità degli Stati Uniti, lui che era invece abituato alla minuscola realtà dell’Oklahoma.

Eppure, Bryant Reeves il più grande stupore l’aveva suscitato nei suoi tifosi, quando in campo aveva mandato a referto medie strabilianti (20 punti e 10 rimbalzi di media nei suoi tre anni presso l’ateneo), condite da riconoscimenti individuali quali due Big Eight Player of the Year (1993 e 1995) e tre First-Team All-Big Eight (1993, 1994 e 1995). Dopo aver guidato i Cowboys alle Final Four del 1995, Big Country viene notato dalla NBA, affermandosi come uno dei migliori prospetti della classe Draft 1995, suscitando enormi aspettative negli addetti ai lavori. Nella notte del 28 giugno 1995, allo SkyDome di Toronto, Reeves salirà sul palco per sesto e stringerà la mano a David Stern indossando il cappellino dei Vancouver Grizzlies, neonata franchigia con tanta voglia di affermarsi subito nel basket che conta. Reeves verrà scelto dopo giocatori di assoluto valore, come Antonio McDyess, Jerry Stackhouse, Rasheed Wallace e Kevin Garnett e, per accaparrarselo, i Grizzlies rinunceranno alla classe di Damon Stoudamamire, Theo Ratliff e Michael Finley. Per la squadra Reeves doveva rappresentare una svolta: un centro di 213 cm per 124 kg, capace di dominare nel pitturato e dare un enorme contributo in attacco, soprattutto in una franchigia ancora alla ricerca di un vero e proprio “primo violino” offensivo.

Durante la prima Regular Season, Reeves mette in mostra tutto il suo talento, con 13.3 punti e 7.4 rimbalzi di media giocando 77 partite e finendo nell’All-Rookie Second Team. I Grizzlies pensano di avere per le mani un prospetto di primo livello, una vera e propria steal of the Draft e queste sensazioni sembrano trovare conferma nella RS successiva, quando Big Country segna 16.2 punti a partita conditi da 8.1 rimbalzi. Vancouver e i tifosi sono letteralmente innamorati di questo ragazzo semplice e schivo, ma che in campo si trasforma in una belva, capace di dominare con la sua presenza il pitturato. La dirigenza offre a Reeves un’estensione contrattuale da 61.8 milioni di dollari per 6 anni ed il centro firma senza esitazioni. La RS 1997/1998 è la migliore stagione della carriera, Reeves domina il pitturato (16.3 punti, 7.9 rimbalzi e 1.1 stoppate) e mette in mostra l’intero repertorio nella gara contro i Boston Celtics, distrutti dai 41 punti di Big Country. Sarà l’ultimo anno a grandi livelli.

Prima si manifestano continui problemi di peso, poi iniziano a fare la loro comparsa i primi infortuni e a risentirne è soprattutto il gioco di Reeves, costretto molte volte alla tribuna. Nella stagione 1998/1999 gioca solamente 25 volte (per 10.8 punti e 5.5 rimbalzi di media), mentre in quella successiva, pur trovando il campo con più continuità, non ritroverà più la determinazione e la costanza che aveva caratterizzato i primi anni a Vancouver (8.9 punti e 5.7 rimbalzi). Le percentuali al tiro, su cui il centro di Oklahoma aveva costruito una solida base di partenza, crollano così come le sue prestazioni che nemmeno nella sua ultima stagione in NBA, quella 2000/2001, riusciranno a convincere appieno (8.3 punti e 6 rimbalzi). I Grizzlies si trasferiranno a Memphis nel 2001, ma Reeves non scenderà più in campo in Tennessee, fatta eccezione per un paio di partite in pre-season. I problemi alla schiena, ormai cronici, perseguiteranno Big Country per tutta l’off-season e culmineranno durante una gara della pre-seaon 2001/2002, quando il ragazzo di Gans verrà trasportato dolorante fuori dal campo con l’aiuto di due barelle legate insieme e trasportate da otto compagni di squadra. Reeves tenterà un improbabile recupero, ma senza successo e nel 2002 si ritirerà definitivamente dal basket giocato.

Big Country lascia la NBA con 12.5p, 6.6rim e 1.5ast di media, ma con la sensazione di aver perso l’occasione di poter ammirare un centro bianco dalla stazza impressionante e una tecnica sopraffina.

Big Country ora è tornato in Oklahoma, precisamente nella sua Gans, dove ha comprato un ranch e vive con la moglie e i quattro figli. Verrà inserito nella Oklahoma State University Hall of Fame e fa parte della lista dei giocatori capaci di segnare almeno 2000 punti e prendere 1000 rimbalzi durante la loro carriera NCAA, al pari di campioni come Kareem Abdul-Jabbar, David Robinson, Patrick Ewing e Larry Bird. Dopo aver girato tutti gli USA ed essere sbarcato addirittura in Canada, Reeves ha chiuso con il basket e ha preferito la tranquillità della sua città rispetto alle sirene e ai riflettori offerti da una carriera nel mondo NBA. Alla fine si può chiamare veramente casa un solo luogo, e lui ha sempre saputo che quel posto era la sua anonima città natale, persa nella vastità degli USA, the Big Country.

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