Road to MVP: nonostante AD e LeBron, l’MVP non può che essere James Harden

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La regular season è finita (e l’articolo prende in considerazione solo questo periodo e non la post-season, ndr), i Playoffs sono cominciati e i premi di questa stagione NBA verranno assegnati solo nel mese di giugno, dopo le NBA Finals.

Nell’ultimo aggiornamento James Harden guidava saldamente la classifica e, nonostante un finale di stagione pazzesco di Anthony Davis e LeBron James, e qualunque sia il “metro di giudizio” che preferiate per assegnare il premio di MVP, quest’ultimo non può che andare a James Harden. I numerosi infortuni che hanno caratterizzato questa regular season hanno tolto dalla lotta anche superstar del calibro di Stephen Curry, Jimmy Butler e Kyrie Irving (tutti e tre con numeri e prestazioni di altissimo livello) ma le ultime settimane hanno visto l’esplosione di Russell Westbrook in modalità 2016/2017 e i numeri pazzeschi messi a referto da Victor Oladipo, in corsa per il premio di giocatore più migliorato, e Damian Lillard.

Proprio la stella di Portland ha brillato conducendo i suoi a una striscia di 13 vittorie consecutive nel mese di marzo, all’interno della quale spicca un 46/47 dalla linea del tiro libero, e a una terza posizione nella Western Conference totalmente inaspettata a inizio stagione. Con 26.9 punti, 4.5 rimbalzi e 6.6 assist si assesta appena fuori dalla top 5, insieme come citato sopra a Oladipo (23.1 punti, 5.2 rimbalzi, 4.3 assist e primissimo per recuperi con 2.4), DeRozan che, nonostante un leggero calo a fine stagione, ha trascinato i suoi al primo posto a Est (23.0 punti, 3.9 rimbalzi e 5.2 assist) e Antetokounmpo che se non fosse per Eric Bledsoe avrebbe ancora chiuso la stagione primo per i Bucks in tutte e 5 le principali categorie statistiche (26.9 punti, 10.0 rimbalzi, 4.8 assist, 1.5 recuperi e 1.4 stoppate). Notevoli anche le stagioni di Jokic, Aldridge e Embiid.

TOP 5 

Honorable Mentions: Damian Lillard, Giannis Antetokounmpo, Victor Oladipo, DeMar DeRozan, Stephen Curry.

5# KEVIN DURANT

(season stats: 26.4 punti, 6.8 rimbalzi, 5.4 assist, 1.8 stoppate, 51.6% dal campo)

Ormai si da quasi per scontato ciò che l’MVP delle Finals 2o17 è in grado di fare, ma oltre ai freddi numeri (con comunque il notevole pregio di aver migliorato le medie di punti e assist rispetto alla scorsa stagione e di aver chiuso con il career-high in stoppate) sono la straordinaria efficienza e il continuo miglioramento nella fase difensiva che KD produce stagione dopo stagione a impressionare. Le percentuali che riesce a mettere a referto e la pulizia del suo gioco sono poesia, ora sempre di più su due lati del campo, anche in una stagione con un altro infortunio e senza dover necessariamente sprigionare tutto il valore che mostrerà nei Playoffs.

4# RUSSELL WESTBROOK

(season stats: 25.4 punti, 10.1 rimbalzi, 10.3 assist, 1.8 recuperi)

Controverso, accentratore, Monstars-type ma anche dominante, esplosivo, surreale: tutto ciò è Russell Westbrook che non contento di chiudere una stagione in tripla doppia di media ha ben pensato di regalarci anche la seconda stagione consecutiva con praticamente i medesimi numeri. E anche con tutti gli “aiuti” del caso, quelle cifre devi sempre essere in grado di metterle a referto e con l’innesto di due superstar con Paul George e Carmelo Anthony non era così scontato. Russ c’è riuscito e non poteva non entrare nella top 5 dopo aver vinto l’MVP per, bene o male, le stesse motivazioni.

3# ANTHONY DAVIS

(season stats: 28.1 punti, 11.1 rimbalzi, 1.5 recuperi, 2.6 stoppate, 53.4% dal campo)

Ciò che ha fatto Anthony Davis da quando si è infortunato DeMarcus Cousins è irreale: ha aumentato in questo periodo i propri numeri con 30.2 punti, 11.9 rimbalzi, 2.1 recuperi e soprattutto 3.2 stoppate e ha trascinato, con l’apporto di un grande Jrue Holiday, i Pelicans ai Playoffs registrando un record migliore da quando l’ex Kings è rimasto ai box e riuscendo finalmente a far rendere meglio anche i suoi compagni. Oltre al resto: 50 doppie doppie, qualche quarantello, un cinquantello, una tripla doppia con dieci stoppate e la sensazione che il presente e il futuro siano ancora suoi.

2# LEBRON JAMES

(season stats: 27.5 punti, 8.6 rimbalzi, 9.1 assist, 54.2% dal campo)

Senza tanti giri di parole: LeBron James è senza dubbio alcuno il miglior giocatore del mondo e, senza dover per forza fare una classifica con poco senso tra epoche diverse, uno dei più grandi di sempre. Oltre alle ovvietà, ciò che è in grado di fare a 33 anni, giocando per la prima volta tutte e 82 le partite, è fuori dalle possibilità umane, per di più dopo aver visto la squadra che ha trascinato alle Finals smantellata due volte e più di una volta sull’orlo di una crisi profonda. 18 triple doppie (career-high), la miglior percentuale da tre in carriera e premio di giocatore del mese mancato solo a gennaio. LeBron, anche noi voteremmo per te come faresti tu, se non fosse per la Barba texana.

1# JAMES HARDEN

(season stats: 30.4 punti, 5.4 rimbalzi, 8.8 assist, 1.8 recuperi)

Semplicemente il miglior giocatore della Lega nella miglior squadra della Lega (miglior record di franchigia). Dopo aver sfiorato il premio l’anno scorso combattendo all’ultimo con i numeri del suo ex compagno ai Thunder, quest’anno si è riadattato all’arrivo di Chris Paul ed è riuscito comunque a essere il top scorer in NBA con oltre 30 di media. Ora, insieme a CP3, deve esorcizzare i propri demoni in post-season e puntare al titolo per confermare tutto ciò che si è visto sinora, ovvero sia che Harden è uno degli attaccanti più letali mai visti su un campo da basket e che è in grado di prendersi un tiro e segnare in ogni singola situazione di gioco possibile e immaginabile. Come solo un MVP può fare.

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