Salvate il soldato Abass

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Awudu Abass è uno dei migliori giocatori della nuova generazione del basket italiano, sicuramente non florida quanto quella attuale, ma comunque da tenere sott’occhio.
Cresciuto cestisticamente a Cantù, dove ha esordito in Serie A e dov’è esploso definitivamente nella stagione 2015-2016, viaggiando a 13 punti e 6 rimbalzi di media, ha preso l’impopolare scelta di lasciare la Brianza per spostarsi qualche chilometro a sud, a Milano, nell’Olimpia tanto odiata dagli Eagles, per provare a mettersi in gioco in un contesto più performante della Serie A: l’Eurolega.

La prima stagione meneghina del comasco di origini africane è stata piena di luci ed ombre: era stato acquistato per sostituire Alessandro Gentile, Ale però è rimasto per qualche mese e lui si è quindi visto chiuso dalla presenza dell’ex capitano biancorosso. Poi sappiamo come sono andate le cose: Gentile ha lasciato l’Italia, iniziando a girovagare per l’Europa, e “Abi” avrebbe dovuto prendere a tutti gli effetti il suo posto, cosa che è successa, ma solo il minima parte.
Nonostante tutto questo, Abass è stato uno dei meno peggio nella tragica stagione milanese, facendo dimenticare ai tifosi meneghini il fatto di avere il DNA canturino nel sangue, mostrando un’incredibile voglia di lavorare in palestra e un’abnegazione difensiva che nessun altro componente della squadra metteva sul parquet.
Il premio di una stagione fatta di grandi sacrifici, ma anche di grandi soddisfazioni (15 punti all’OAKA non sono cosa da tutti), è stata la convocazione in Nazionale ad Eurobasket, anche se l’italiano ha giocato in totale 4 minuti, impiegato principalmente nel garbage time o in qualche scampolo di partita per commettere il classico fallo sistematico.

Fatta questa lunga analisi sulla prima stagione di Abi a Milano, dobbiamo arrivare a quella appena iniziata. Infatti il nativo di Como ha finora collezionato 55 secondi in Eurolega in quattro partite giocate e 39 minuti in altrettanti match di Serie A, che sarebbero solo 17 se si togliessero i 22 raccimolati contro una Brindisi in totale sbandamento.
Il punto è proprio questo: perché si ha così poca fiducia nei confronti del ragazzo? D’altronde non si può nemmeno dire che in attacco è poco o niente, scusa spesso utilizzata per giustificare i tantissimi minuti di panca rifilati a Cerella negli anni passati, perché nell’ultima stagione canturina è stato il primo terminale offensivo della squadra e, al Taliercio di Venezia, contro una Reyer molto simile a quella scudettata, ha infilato 34 punti, dato che possono vantare in pochi nella storia del nostro basket.
È logico che in una Milano infarcita di fenomeni com’è questa, Abass non possa avere lo stesso spazio che aveva con Corbani e Bazarevich, ma è anche vero che l’errore più grande commesso da Jasmin Repesa lo scorso anno è stato quello di non essere stato in grado di far ruotare tutti i suoi effettivi durante la stagione regolare, facendoli arrivare alla serie di semifinale playoff contro Trento completamente scarichi, con appunto il comasco a tirare la carretta (anche se aveva rischiato di rimanere fuori dalle rotazioni pure in quel caso per una scelta di Repesa e solo gli infortuni l’avevano portato in campo). Tutto ciò è assolutamente ossimorico perché in quei momenti dovranno essere Goudelock, Theodore e compagnia cantante a fare lo sforzo in più per portare a casa la vittoria ma, per far sì che siano freschi mentalmente e fisicamente a maggio-giugno, è necessario che risparmino energie in questi mesi autunnali ed invernali.

L’unico modo per Milano di crescere di livello, cercando di centrare un posto tra le prime otto d’Eurolega, è far ruotare il più possibile il roster a disposizione di Pianigiani e chi meglio del soldato Abass può far rifiatare Vladimir Micov, quarto giocatore più utilizzato in campionato (106 minuti) e primo in Europa (138)?

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1 Commento su "Salvate il soldato Abass"

Davide <span class="wpdiscuz-comment-count" title="commenti utente"><i class="fa fa-post-count"></i>203</span>

Bel titolo. E bell’articolo.

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