3 delusioni del primo quarto di stagione NBA

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Superato il primo quarto della stagione nba è già tempo di primi bilanci. Se negli ultimi giorni abbiamo proposto la classifica della top5 di queste prime gare, adesso proviamo a scegliere la Flop3, ovvero tre cose che ci hanno deluso.

NEW ORLEANS PELICANS

Zion Williamson doveva essere il giocatore che avrebbe rilanciato i Pelicans. Ci stiamo avvicinando sempre di più al punto che possa diventare il giocatore che ha affossato la franchigia. Abbandonati a sé stessi i Pelicans hanno aperto la stagione con appena 6 vittorie e 18 sconfitte, scivolando ai piedi della Western Conference. La squadra di coach Willie Green risulta la peggiore in tante, quasi tutte, le statistiche offensive e difensive. New Orleans è 27esima per punti realizzati con 103 di media e risulta la peggiore per Difensive Rating di tutte la nba su 100 possessi. Tra i (pochi) tifosi lo sconforto maggiore riguarda la totale assenza di alternative rispetto a quanto si è visto fino a questo momento, se escludiamo Zion. Non sembrano esserci margini di miglioramento nel roster costruito quest’anno. La situazione di Zion sta tenendo in scacco i Pelicans, non tanto nel breve quanto per il futuro della franchigia.

 

RICK CARLISLE

Il ritorno ai Pacers, dopo 14 anni, non ha portato i frutti sperati. Coach Carlisle ha preso in mano una squadra con molte incognite ma forte di 4 apparizioni consecutive ai playoff prima di essere eliminata al play-in l’anno scorso. Indiana è la 13esima squadra della Eastern Conference, con 9 vittorie e 15 sconfitte, meglio solo di Pistons e Magic (di queste 9 vinte solo 3 sono arrivate contro squadre con un record superiore al 50%). Bjorkgren non era molto amato, però era riuscito a trovare una certa stabilità. I Pacers avevano il sesto miglior attacco della nba con 115.3 punti di media nonostante gli infortuni di TJ Warren, Jeremy Lamb e Caris LeVert. Quest’anno la squadra realizza appena 107 punti e ha iniziato la regular season con un record di 1-6. Il gioco offensivo dipende molto dalle iniziative di Brogdon e manca un’alternativa nella creazione di gioco in attesa del ritorno di Warren. Continua, inoltre, a persistere l’incompatibilità della coppia formata da Sabonis e Turner.

 

DAMIAN LILLARD

NBA Damian Lillard Philadelphia

A partire dal giorno successivo di gara 6 contro i Denver Nuggets erano cominciati a circolare rumors di mercato che volevano Damian Lillard pronto a lasciare Portland. Alla fine non si è concluso niente e il numero 0 è rimasto nello stato dell’Oregon. Quest’anno però sembra non avere più benzina e/o stimoli. Lillard segna quasi 22 punti di media: il peggior dato degli ultimi 7 anni. Per la prima volta in carriera tira sotto il 40% dal campo, con un impietoso 30,2% dall’arco su 9 tentativi a gara. Se per un istante proviamo a chiudere gli occhi e pensiamo all’All Star Game, quante possibilità ci sono oggi che Lillard sia convocato? Il pessimo inizio di stagione di Lillard va a braccetto con i risultati ottenuti dai Blazers, che sotto la guida di Chauncey Billups hanno vinto 11 partite a fronte di 12 sconfitte. In estate lo staff dirigenziale non ha fatto niente per migliorare una squadra che ormai da due anni a questa parte evidenzia grossi problemi. Forse è arrivato il momento di prendere una decisione drastica.

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