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3 giocatori che conosci ma che non sapevi fossero in NBA

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L’NBA è ricca di fenomeni e conta almeno 450 giocatori, 15 per ogni franchigia. In più vanno aggiunti tutti quei giocatori che fanno avanti e indietro dalla G-League con quei two-way contract che permettono a tanti ragazzi di vivere “Il sogno americano” e sperare, un giorno, di avere una chance.

Questo fa sì che ci siano delle bellissime storie, come quella di Keifer Sykes, che è passato dalla periferia di Chicago all’NBA passando per l’Italia, come potete leggere qui. In tutto questo tourbillon di cestisti, in NBA ci sono anche atleti che conosciamo di nome, ma che non sapevamo giocassero Oltreoceano.

Di seguito vi proponiamo 3 nomi che molto probabilmente avete già sentito nominare o visto giocare in Italia, ma che non pensavate fossero riusciti a strappare un contratto NBA.

Arnoldas Kulboka

Il primo nome che vi proponiamo è, a nostro avviso, probabilmente il più interessante. Il lituano classe 1998 ha iniziato (seriamente) la sua carriera da professionista in Italia, in particolar modo in Sicilia, a Capo d’Orlando. Quella stagione per i paladini fu storica perché li vide protagonisti nella Basketball Champions League, prima e unica volta in Europa per la società della famiglia Sindoni recentemente retrocessa in Serie B. Kulboka fu tra l’altro eletto miglior giovane della competizione europea. Dopo la prima stagione da pro in Sicilia, ha avuto modo di viaggiare in giro per l’Europa tra Germania e Spagna, fino ad approdare in NBA con la maglia degli Charlotte Hornets. In verità non è a tutti gli effetti un giocatore di Charlotte perché ha firmato il classico two-way contract e la maggior parte del tempo l’ha passato in G-League con i Greensboro Swarm. Con gli Hornets ha giocato 2 partite e 5′ totali, segnando 0 punti.

Gabe York

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Gabe York con la maglia di Cremona.

Questo è un nome di culto, da veri nerd del campionato italiano. Se l’avete ricollegato a qualche squadra italiana, o siete super tifosi di Cremona o siete drogati di basket italiano. Infatti il buon Gabe firmò per la Vanoli da rookie nel lontano 2016, a luglio, ma venne tagliato neanche dopo 2 mesi dall’inizio del campionato; fece talmente male che non riuscì nemmeno a “mangiare il panettone”, come si dice in questi casi. Dopo la sua (dis)avventura italiana si è rimesso in discussione. E tra Srasburgo e Tel-Aviv (Hapoel) ha messo in piedi buoni numeri, tanto da firmare prima in G-League con i Fort Wayne Mad Ants, e poi un two-way contract con gli Indiana Pacers. Complici tante assenze nei Pacers, quest’anno ha disputato 2 partite in NBA, giocando anche 10.5 minuti di media e segnando 4.0 punti ad allacciata di scarpe.

Vlatko Čančar

Dove l’abbiamo sentito questo? Perché lo conosciamo? Ah sì, ha vinto l’Europeo con la Slovenia di Luka Dončić e Goran Dragić. Čančar fu uno dei protagonisti di quella storica cavalcata, difficilmente ripetibile. L’ala classe 1997, dopo quell’esperienza a Eurobasket 2017, nel 2019 è riuscito a strappare un contratto con i Denver Nuggets dopo che proprio nel 2017 era stato 49° scelta al Draft. Da quel momento però non ha ottenuto grandi possibilità, tant’è che spesso è stato spedito in G-League nell’affiliata della franchigia del Colorado, i Grand Rapids Gold. In 3 stagioni a Denver ha totalizzato 70 presenze, per 2.3 punti di media. Quest’estate è restricted free agent, vedremo quale sarà il suo futuro. Non è da escludere un suo ritorno in EuroLega, competizione dove potrebbe fare la differenza.

L’NBA è un mondo bellissimo anche per questo. Perché è in grado di regalare sorprese o storie incredibili. Queste sono alcune, ve ne potremmo raccontare a decine, considerando solo l’ultimo lustro.

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