Trieste-Milano: il commento degli allenatori sulla gara

Serie A News

E’ tempo di analisi dopo Trieste-Milano. La gara, che ha visto gli ospiti vincere in rimonta dopo essersi fatti recuperare un’ottima partenza, ha decretato la fine dei sogni triestini di partecipare alle Final Eight di Coppa Italia. Qui riportati i commenti dei due protagonisti sulle panchine.

 

Queste le parole di coach Dalmasson, nella conferenza stampa post-partita:

“Sicuramente è una prova positiva. E’ venuta fuori anche l’abitudine di giocare situazioni del genere: nel finale non hanno sbagliato niente. Non siamo stati premiati ma ci abbiamo provato. C’è stato un calo di alcuni giocatori rientrati nei minuti finali, ma ci sta anche la paura di vincere. Milano è abituata a giocare questi finali punto a punto diverse volte durante la settimana, questa partita ci può aiutare molto a crescere. Tutti hanno dato il massimo con impegno e con grande energia, e la poca lucidità è il prezzo da pagare quando affronti squadre del genere. Dragic? Veniva da 11 mesi di non-gioco: allenarsi è un conto, giocare è un altro. Lo vedo bene, ma non era ancora abituato a spendere energie nervose di questo tipo: tra 40-50 giorni avremo un Dragic che darà il suo preziosissimo contributo. Sulla Coppa Italia, ognuno conquista quello che si merita, ci siamo giocati la nostra occasione con Brindisi che con merito è andata alle Final Eight”.

 

Queste invece le parole di Simone Pianigiani:

“C’erano tutti i presupposti per fare fatica, perché Trieste aveva entusiasmo, con Dragic un roster profondo e tanta voglia di vincere questa gara con lo stimolo della Coppa Italia, invece siamo stati bravi. James ci ha messo in ritmo all’inizio, abbiamo avuto un buonissimo approccio, poi quando siamo andati un po’ in difficoltà, al minimo di energia, dopo il doppio impegno di EuroLeague, siamo rimasti incollati e nel finale abbiamo mostrato la lucidità e l’esperienza per fare le giocate decisive anche in difesa. Gudaitis aveva un problema alla caviglia, ha preso tanti contatti, quelli che non siamo riusciti ad assorbire bene, tanto che mi aspettavo qualche tiro libero in più, ma nel finale mi è piaciuto che abbia avuto la freddezza di mettere i liberi, tenere la posizione, difendere bene sul pick and roll. Poi è chiaro che i miei hanno mostrato tanta voglia di vincere comunque, nelle difficoltà, nella stanchezza, e che l’abbiano fatto con quintetti inusuali, protagonisti differenti in realtà è quanto sta succedendo già da un po’ di tempo. Per questo sono soddisfatto. E’ stata una partita da playoff come ambiente, giusto così, ma paradossalmente questo ci ha aiutato a entrare in partita”.

(fonte: www.olimpiamilano.com)

  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.