Avvio a dir poco equilibrato all’Adriatic Arena di Pesaro, Daye risponde colpo su colpo a Bramos e Jackson, ma è la Reyer a condurre di un punto a metà quarto (6-7). Gli orogranata si affidano troppo al tiro da tre, con scarsi risultati, non riuscendo a prendere il largo, con i padroni di casa che restano a contatto per tutto il quarto. Goss perde la palla nell’ultimo possesso sul +2, permettendo a Gazzotti di pareggiare sulla sirena nel ribaltamento dell’azione, impattando a quota 18 pari. Riprende il gioco, con Venezia che firma il parziale di 10-2, a firma di Viggiano e si porta sul 20-28. Christon e Candussi a metà quarto dimezzano il gap, costringendo Recalcati a chiamare il minuto di sospensione. I lagunari riescono a non farsi recuperare, chiudendo il primo tempo avanti di quattro punti, grazie ad uno scatenato Viggiano, che emerge nella nebbia generale (34-38).
Di ritorno dalla pausa lunga, i marchigiani aprono con un parziale di 6-0, operando il sorpasso sul 40-38, mentre gli ospiti vanno in crisi, scivolando sul -5. A metà quarto, Pesaro alza le marce, dall’angolo Gazzotti firma il +7 casalingo, mandando in delirio i tifosi, che esultano per il canestro del +9 di Daye (52-43). Di nuovo Daye, che prosegue il momento di grazia dei suoi, con una tripla, che vale il +13 (56-43), per Venezia è blackout, un terzo quarto a dir poco ridicolo per i lagunari (22-5 di parziale dopo sette minuti). Bramos prova a dare la sveglia ai suoi, segnando cinque punti consecutivi, portando la Reyer sul -10 (58-48), mentre l’ex della serata, Ceron, risponde all’ellenico con una tripla. Nell’ultimo possesso, Daye regala spettacolo con un canestro a dir poco assurdo dalla propria linea del tiro libero, mandando in visibilio l’Adriatic Arena, con il punteggio di 66-50. Nell’ultimo quarto, Venezia prova a raddrizzare la partita, con un parziale di 12-5, ad opera di Ruzzier e Bramos, portandosi sul -9 (71-62). Ultimi cinque minuti di puro pro forma, con Basile che chiude i conti con la tripla del 76-64 a tre minuti dalla fine. Finisce con il punteggio di 82 a 75 per i padroni di casa.
Pesaro: Shelton 0, Basile 4, Gazzotti 10, Lacey 6, Christon 13, Candussi 10, Walker 2, Ceron 11, Daye 26, Solazzi ne, Rosa ne, Serpilli ne.
TL: 20/34 T2: 22/46 T3: 6/17
Rimbalzi 43 (Candussi 11) Assist 11 (Christon e Daye 3).
Venezia: Peric 7, Goss 3, Bramos 22, Tonut 0, Jackson 2, Antelli ne, Green 6, Ruzzier 8, Owens 5, Ress ne, Ortner 4, Viggiano 18. All. Carlo Recalcati.
Milano. Laureato in Gestione del Lavoro e Comunicazione per le Organizzazioni all'Università Cattolica, ho fondato BasketUniverso nel 2011. Sì, tifo Orlando Magic e faccio di tutto per non nasconderlo.
1 thought on “Pesaro è guidata da un super Daye: Venezia deve arrendersi di nuovo ed ora è crisi”
E’ veramente molto tempo che non seguivo più il basket italiano e, complici una malattia e la passione per questo sport, che come la brace, continuava a rimanere ben viva sotto un bel po’ di cenere, ci sono ricascato. Quindi eccomi qua a seguire, cercare, leggere, vedere quel che da diverso tempo non vedevo più, un bello sport, lasciato quando c’era la “mia” grande Scavolini, ritrovata con un Daye, ancora un Daye, a condurre Pesaro a vincere.
Finora Austin è stato un po’ come babbo Darren, vale a dire che gioca bene, migliora il gioco dei compagni e insieme vincono.
Speriamo prosiegua così, perchè un simil Daye non può far altro che bene sia alla squadra pesarese, che non ero abituato a vederla a fondo classifica, sia alla piazza storica di Pesaro, sia al movimento del basket italiano.
Infine un complimenti vivissimo per i curatori del sito. Buon lavoro
E’ veramente molto tempo che non seguivo più il basket italiano e, complici una malattia e la passione per questo sport, che come la brace, continuava a rimanere ben viva sotto un bel po’ di cenere, ci sono ricascato. Quindi eccomi qua a seguire, cercare, leggere, vedere quel che da diverso tempo non vedevo più, un bello sport, lasciato quando c’era la “mia” grande Scavolini, ritrovata con un Daye, ancora un Daye, a condurre Pesaro a vincere.
Finora Austin è stato un po’ come babbo Darren, vale a dire che gioca bene, migliora il gioco dei compagni e insieme vincono.
Speriamo prosiegua così, perchè un simil Daye non può far altro che bene sia alla squadra pesarese, che non ero abituato a vederla a fondo classifica, sia alla piazza storica di Pesaro, sia al movimento del basket italiano.
Infine un complimenti vivissimo per i curatori del sito. Buon lavoro