Obiettivo Lavoro Bologna – Giorgio Tesi Group Pistoia : 85-77
(17-22; 38-42; 61-55; 85-77)
La Virtus fa il suo dovere e supera tra le mura amiche la rediviva Cantù per 85-77. Valli aveva chiesto due vittorie in questo mini ciclo casalingo e contro due clienti scomodi come Pistoia e i brianzoli sono arrivati 4 punti. Punti che danno ossigeno alla classifica e rispondono ai colpi (parziali) di Torino e Pesaro, mandando ora Bologna a + 4 dalla zona retrocessione. Una vittoria quella odierna arrivata dopo 30 minuti di sofferenza contro un’ Acqua VItasnella molto tecnica, ma che è crollata nel finale, quando Pittman coi suoi colpi ha distrutto il castello difensivo creato da coach Brienza. Una volta reso inutile il raddoppio sul lungo americano, quando l’ex- Heat si è visto triplicato ha cercato aiuto in Fells e Fontecchio, che hanno risposto presente e con due bombe hanno tagliato definitivamente le gambe agli ospiti. Dexter Pittman quindi MVP, per il suo apporto in entrambe le metà campo: 19 punti, 5 rimbalzi e 5 falli subiti, oltre alla difesa del ferro altamente intimidatoria. Molto bene al suo fianco Odom (16+6) e Fells (16 e 5 assist), mentre per una sera Gaddy si è limitato con ottimi risultati al ruolo di direttore d’ orchestra. Fondamentale anche Vitali, che finalmente chiude con un minus/plus positivo, sintomo del perfetto lavoro sporco fatto in difesa. Passando a Cantù invece i problemi sono stati nel trovare delle alternative agli straripanti Hodge e Johnson: i due nuovi acquisti giustificano l’ investimento fatto chiudendo con 43 punti complessivi, a cui si aggiungono i 4 assist del primo e i 15 rimbalzi del secondo. Ma quando il dinamic-duo brianzolo ha finito le cartucce negli ultimi 3 minuti, Heslip e Hasbrouck non sono stati all’altezza del compito e i biancoblu si sono inceppati. Pessimi invece Wojciechosvski e soprattutto Berggen, che rimangono in campo tantissimi minuti per cercare di limitare Pittman ma non riescono mai a infastidire il texano. Col senno di poi forse qualche minuto in più avrebbe meritato Tessitori, che nei 7′ giocati aveva impensierito e non poco i bianconeri. Ora Cantù vede ridotte al lumicino le speranze di qualificarsi alle Final8, obiettivo che era balzato in testa alla dirigenza dopo l’ultimo ottimo periodo e gli investimenti fatti. Ma rimane la sensazione che questa squadra sia ricca di talento e con l’andare avanti del campionato potrà solo migliorare. La Virtus invece dimostra ancora una volta la propria forza in casa ed è attesa dalla prova definitiva: domenica a Torino si gioca una buona fetta della stagione.
Tornando alla partita, Cantù parte subito aggressiva, chiudendo l’area dietro e spingendo in transizione velocemente con Hodge, per il primo allungo sul 5-11. Gaddy e Pittman provano a colmare il distacco, ma Johnson coi suoi cambi forzati sul blocco cieco rimane un rebus insolubile per Mazzola e soci. Fontecchio cade male di schiena, ma la situazione non cambia e il primo quarto va in archivio sul 17-22. Dopo un ulteriore bellissimo ricordo congiunto delle due tifoserie a Chicco Ravaglia, si apre il secondo quarto con la tripla di Mazzola che riavvicina le squadre. Il nuovo -4 Bologna regge in equilibrio fino al 17’, quando un lampo da 5 punti filati di Abass abbaglia la Virtus e la spedisce indietro sul 32-40. Pittman e Odom sistemano la difesa, e dominando nel pitturato in entrambe le metà campo i bianconeri vanno al riposo sul 38-42. Di rientro dall’ intervallo ai padroni di casa basta un minuto per segnare il primo vantaggio fino ad arrivare al 48-45. Subìto il 10-3 però Cantù si risveglia con i soliti Hodge e Johnson e riporta il naso avanti dopo 5 minuti di sofferenza. La gara diventa poi il festival delle schiacciate, e quando si iscrivono anche Odom e Gaddy l’ Acqua Vitasnella subisce il controsorpasso e si ritrova al 30’ sul 61-55. Come all’ inizio del terzo quarto Bologna aveva richiuso la forbice in un giro di lancette, ugualmente Cantù dopo l’ultimo timeout tecnico in 60 secondi ritrova la parità a quota 63. Manco a dirlo sono proprio Johnson e Hodge on fire a guidare i brianzoli, ma dall’ altra parte Pittman si carica di peso la squadra sulle spalle, e quando anche Fells segna coi piedi dietro l’arco Bologna tenta la fuga sul 74-68 con 3 minuti rimasti sul cronometro. E se anche Fontecchio, dopo una partita in ombra, segna una tripla di ignoranza pura il distacco diventa di 10 lunghezze e difficilmente colmabile. A nulla servono i tentativi di suicidio di Gaddy e Fontecchio, che regalano due palloni e la possibilità di riaprirla a Cantù: Vitali dalla lunetta è glaciale e fa calare il sipario sulla partita. Finisce 85-77 e l’ Unipol Arena può gioire per la seconda volta negli ultimi 4 giorni.
📋 Doppia laurea in Economia (Marketing e Management + Direzione d'Impresa e Comunicazione), con la passione per la palla a spicchi ed un obiettivo: coniugare sport e business, per rendere il mondo un posto migliore grazie ai valori della competizione. 📍 Bologna 🚅 Torino