Scott Skiles, re degli assist per una notte di fine anno

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Se in Europa il basket prova ad adattarsi maggiormente (anche se i turni di campionato sono comunque presenti) ai ritmi del calendario che vede a cavallo della fine dell’anno solare svariate festività, l’NBA non è mai doma occupando anche il giorno di Natale, l’ultimo dell’anno e le giornate che vi sono tra il 25 e il 31.  Se nei due giorni “maggiori” può capitare di assistere a partite di cartello, anche se a volte sotto le aspettative, durante gli altri può capitare di trovarsi di fronte giocatori sotto tono perché senza molta voglia di essere impegnati durante quel periodo oppure può succedere di trovarsi di fronte a prestazioni fuori dalla norma o inaspettate.

Può dunque succedere che in una normale partita del 30 dicembre 1990 – si parla della stagione 1990/91 – tra Orlando Magic e Denver Nuggets, due squadre all’epoca senza pretese e che arriveranno ben lontane da un posto per i playoff, un piccolo playmaker  di 185 cm in maglia magic diventi re degli assist per una notte, rubando l’unico record riguardante quella statistica che manca a John Stockton (che alla fine di quella stagione stabilirà però il record per numero di assist smazzati di una stagione). Il playmaker in questione è Scott Skiles che durante quella partita segnerà anche 22 punti e agguanterà 6 rimbalzi per rendere ancora più memorabile la partita della vita per un giocatore che non è mai stato uno dei grandi campioni della lega. Il caso vuole che festeggi i 25 anni di questa impresa proprio sulla panchina dei Magic, da allenatore.

Foto: The Post Game
Foto: The Post Game

La partita come detto in precedenza si giocava tra due squadre senza pretese – a dirla tutta tra le due peggiori squadre della NBA – ma nonostante tutto nessuna delle due squadre era intenzionata a perdere proprio quella partita. Denver nonostante tutto poteva contare sul miglior attacco della lega con 119.9 punti a partita ma allo stesso tempo concedeva 130.8 punti di media agli avversari, la peggior difesa della NBA ovviamente. Paul Westhead, coach di Orlando, decise di sfruttare queste peculiarità degli avversari, frutto di un attacco frenetico basato su possessi veloci, e incaricò Skiles in quanto playmaker titolare di cercare insieme ai compagni il maggior numero di tiri possibile, soprattutto in contropiede. I lay-up e le schiacciate da parte di Orlando quella notte non mancarono, sempre con il pallone che veniva regalato ai compagni dalle sapienti mani di Skiles che allo stesso tempo poteva contare su compagni con tanti punti nelle mani come Nick Anderson, Jerry Reynolds e Dennis Scott. Durante il terzo quarto superò il record franchigia di 18 assist (stabilito da lui stesso qualche partita prima), alla fine del quarto ne aveva 25. A 19.6 secondi dalla fine della partita gli assist erano 29 (ovvero aveva pareggiato il record stabilito in maglia nets da Kevin Porter nel 1978) quando vide Reynolds tagliare verso canestro e decise di alzare un alley-oop prontamente tramutato in una schiacciata dal compagno. Era il trentesimo assist e il record era servito, anche se Skiles lo scoprirà solo alla fine della partita, che si chiuse sul 116-155 in favore dei magic. 

Skiles chiuderà la stagione con 17.2 punti e 8.4 assist di media, guadagnandosi il MIP. Stasera i suoi magic giocheranno una partita casalinga contro Brooklyn. Chissà che non si decida di omaggiare la sua grande prestazione in qualche maniera.

 

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