BEKO Final Eight: parlano i giocatori in esclusiva a BasketUniverso

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Grafica di Walter Bertagnoli

In vista delle Final Eight di questo fine settimana al Forum di Assago, BasketUniverso ha realizzato in esclusiva un’intervista ad un giocatore di ogni team che sarà impegnato nella rassegna meneghina, escluse Milano, che non ci ha consentito interviste, e Venezia.
Ringraziamo gli uffici stampa per l’infinita disponibilità mostrata e, naturalmente, anche i giocatori che hanno risposto a tutte le nostre domande con cordialità e schiettezza.

I protagonisti in questione sono Achille Polonara di Reggio Emilia, Elston Turner di Cremona, Andres “Toto” Forray di Trento, Eric Lombardi di Pistoia, Giacomo Devecchi di Sassari e Riccardo Cervi di Avellino

Tutti i giocatori hanno risposto alle stesse cinque domande che vi andiamo a proporre qui sotto.

Come arrivate mentalmente e fisicamente a questa competizione?

POLONARA: Abbiamo iniziato praticamente solo martedì a recuperare qualcuno: infatti Gentile e Aradori si sono aggregati al gruppo dopo settimane di stop, mentre Kaukenas aveva già iniziato a fare allenamento con noi settimana scorsa, ma solo da questa è tornato a pieno regime; Veremeenko ad oggi, mercoledì, non si è ancora allenato mentre Darjus (Lavrinovic n.d.r.) sicuramente non ci sarà in Coppa Italia. Perciò di sicuro non saremo al completo ma è già tanto aver recuperato qualcuno, viste le rotazioni cortissime delle passate settimane.
Per quanto riguarda l’aspetto mentale, veniamo da due sconfitte di fila, anche abbastanza pesanti, quindi potremmo stare meglio, ma dobbiamo cercare di capire che durante il corso di una stagione gli infortuni e le sconfitte sono molto frequenti, perciò da qui alla fine dobbiamo fare meglio, nonostante gli incidenti che potremo ancora trovare davanti alla nostra strada.

TURNER: Ci sentiamo molto bene e siamo davvero pronti per affrontare questa competizione. Nell’ultimo periodo stiamo giocando una buona pallacanestro, inoltre abbiamo anche parecchia esperienza e questo potrà essere decisivo ed importante in una competizione che si gioca in tre giorni di fila, soprattutto nel caso in cui ci dovessero essere partite punto a punto l’esperienza è quel fattore che può fare la differenza.

LOMBARDI: Fisicamente arriviamo un po’ acciaccati mentre mentalmente pronti per giocare la partita. Quelli che sono in grado di giocare sono al 100%, però abbiamo un roster dimezzato, con due giocatori che non scenderanno sul parquet (Filloy e Moore n.d.r.) e quindi in quest’ultimo periodo siamo un po’ in difficoltà.

forray trentoFORRAY: Fisicamente stiamo bene perché è la prima volta dal break natalizio che abbiamo avuto la possibilità di allenarci 3-4 giorni di fila senza doverci fermare per una partita e ne avevamo assolutamente bisogno. Inoltre la società ci ha anche dato una mano allungando le rotazioni con l’innesto di Berggren. Questo è molto importante perché, senza Filippo (Baldi Rossi n.d.r.), ci siamo trovati davvero corti visto che è un giocatore molto importante per noi, ci siamo trovati un po’ persi da un giorno all’altro. Jared è un giocatore diverso da Baldi Rossi: può darci quell’energia sotto canestro che ci è venuta a mancare contro quelle squadre che possono contare un tonnellaggio superiore al nostro, come Avellino, per citare l’ultima sconfitta.
Dal punto di vista mentale vogliamo rifarci dalle ultime sconfitte che abbiamo subito in casa: infatti abbiamo perso abbastanza male prima contro il Trabzonspor (partita inutile ai fine della qualificazione perché Trento era già matematicamente agli Ottavi di Finale) e contro Avellino, quando abbiamo giocato un bruttissimo quarto periodo. Sono sconfitte dure da digerire perché sono arrivate tutte al PalaTrento perciò abbiamo tantissima voglia di rifarci.

DEVECCHI: Sicuramente arriviamo carichi, considerando l’eliminazione dalle Coppe europee, abbiamo voglia di riscatto, senza dimenticare che siamo i detentori della coppa. La vogliamo difendere con il coltello tra i denti.

CERVI: Fisicamente direi bene, mentalmente siamo carichi. Arriviamo da 7 vittorie, abbiamo tanta fiducia e siamo consapevoli del nostro potenziale. Siamo una squadra che ora gioca in modo molto fluido e ci conosciamo bene. Ovviamente dobbiamo sapere che non sarà tutto facile, perché Reggio arriverà alla manifestazione con il coltello tra i denti visto che non arriva al top dal punto di vista degli infortuni. Noi però siamo pronti.

Come sappiamo tutti, sarà una Coppa Italia piuttosto equilibrata. Qual è la squadre che temi di più e quante percentuali ha di vittoria il tuo team e perché questo dato?

POLONARA: Sicuramente il nostro inizio non sarà facile perché venerdì giochiamo subito contro la squadra più in forma del campionato che è Avellino: infatti gli irpini arrivano da sette vittorie di fila in campionato e non hanno dovuto fare tutti i nostri sforzi europei. Comunque io credo che la squadra favorita resta Milano perché gioca in casa ed effettivamente ha la panchina più lunga di tutti e, in una competizione dove si gioca tre giorni di fila, questo può incidere molto.
Su Reggio, non so bene la percentuale che abbiamo di vincere però noi andiamo a Milano per giocarcela. Dobbiamo pensare partita per partita e provare a vincerne una alla volta, con l’obiettivo di arrivare domenica belli carichi e motivati; a quel punto dovremo fare di tutto per alzare il secondo trofeo stagionale, ma la strada è molto lunga e complicata.

TURNER: Io sono certo che siamo una delle migliori squadre di queste Final Eight e abbiamo tutte le carte in regola per vincerle. Sinceramente, io non temo mai nessuno, nemmeno quando andiamo a giocare in campionato, perché noi siamo sempre pronti a dimostrare che possiamo battere chiunque con il nostro gioco corale.

lombardi pistoiaLOMBARDI: Sinceramente non so quante possibilità in percentuale abbiamo di vincere noi. Noi giochiamo una partita alla volta con l’idea di vincere quella partita lì, ma, in questo momento, non so dove arriveremo.
Per quanto riguarda la possibile vincitrice, credo che Avellino potrà davvero dire la sua perché è la squadra che è maggiormente in forma in questo momento e lo stato fisico conta tantissimo in una competizione come questa.

FORRAY: Le probabilità di vittoria sono 100 diviso 8, quindi circa del 13% (ride n.d.r.). Ci sono molte squadre forti, in particolar modo Milano che è la squadra più lunga a livello di panchina, ma non bisogna sottovalutare Avellino che è in forma smagliante ed è in fiducia grazie a questo filotto di vittorie.

DEVECCHI: Milano è sicuramente la squadra più attrezzata e ha il fattore campo dalla sua, ma, come nelle passate edizioni, ci saranno sorprese, ricordiamoci che la partita “secca” è sempre pericolosa e noi possiamo certamente dire la nostra.

CERVI: La squadra favorita direi Milano, anche perché ha come arma in più il fatto di giocare in casa, però, come detto, sarà una competizione molto equilibrata. Non mi piace riassumere tutto in un numero perché ora dobbiamo pensare solo a venerdì.

polonara reggio emiliaCi sono ottime squadre che non parteciperanno a queste Final Eight, quale ti dispiace di più non poter affrontare e battere?

POLONARA: Ci sono squadre molto forti come Cantù e Brindisi che sono rimaste fuori da questa Coppa Italia, però purtroppo se ne possono qualificare solo otto (ride n.d.r.). L’Acqua Vitasnella non è riuscita ad accedere al tabellone delle Final Eight perché ha iniziato a rinforzarsi troppo tardi, praticamente quando il girone d’andata era compromesso e non è riuscita a fare un numero di vittorie sufficienti per qualificarsi fra queste otto; anche Brindisi ha cambiato un paio di elementi nel roster e si è rialzata solo nell’ultimo periodo, infatti anch’essa è molto in forma, basta solo vedere la netta vittoria di domenica al Palapentassuglia contro Cantù.

TURNER: Sicuramente il mio “former team” Brindisi è la miglior squadra che è rimasta fuori da questa competizione perché hanno moltissime armi a loro disposizione ed è una di quelle squadre che può battere chiunque, visto l’infinito talento negli esterni e l’elevata fisicità sotto le plance. Ora come ora, secondo me, potrebbero battere moltissime squadre che partecipano a questa Coppa, soprattutto visto il recente stato di forma e le aggiunte che hanno fatto da gennaio ad oggi.

LOMBARDI: Onestamente mi sarebbe piaciuto giocare contro Torino, visto che è la città in cui sono nato e contro la quale ho giocato davvero tantissime volte, specialmente in A2 quando ero a Biella.

FORRAY: Anzitutto dobbiamo battere Pistoia ai Quarti. In verità io credo che alla fine del girone d’andata si sono qualificate le squadre che più hanno meritato perché espressione del miglior gioco. Forse ora non è più così perché Brindisi ha cambiato un paio di giocatori ed è tornata a vincere partite importanti. Comunque, alla fine del girone d’andata ero contento delle otto che si sono qualificate e lo sono tutt’ora.

DEVECCHI: Direi Cantù, e forse è meglio così visto che per noi è sempre stato un tabù; non ho ottimi ricordi delle partite “secche” contro i brianzoli (ride n.d.r.).

CERVI: Per la storia che ha, direi Cantù. Anche Brindisi ha una storia importante, ma tra le due direi Cantù.

Per te può essere un vantaggio giocare sapendo già chi affronterai in semifinale oppure non ti interessa guardare il possibile avversario e pensi solo a vincere il Quarto di Finale?

POLONARA: Sinceramente non mi interessa sapere chi incontrerò in semifinale perché comunque prima dobbiamo battere Avellino; prima del match contro Avellino di certo non mi metto a pensare che, vincendo questo match, poi giocherei con questa o quella squadra. Anzitutto battiamo Avellino poi, una volta aggiudicatici la semifinale, mi metterei a pensare come poter battere la nostra avversaria in Semifinale.

TURNER: Non credo sia un vantaggio o uno svantaggio perché ogni squadra conosce le altre molto bene, dato che ci ha giocato contro in campionato una o due volte; perciò non è una cosa che mi interessa perché ogni team è pronto a giocare e battere chiunque, noi vogliamo sempre battere le altre squadre e gli altri vogliono fare lo stesso con noi.

LOMBARDI: Dal punto di vista fisico, giocare dopo la tua avversaria della semifinale, può essere vista come una cosa negativa perché necessiti sempre di energie e ogni partita viene giocata fino all’ultimo con tanto agonismo. Dal punto di vista fisico si tratta di una competizione molto dispendiosa, solo che alle Final Eight è difficile prevedere come giocano i tuoi avversari, perché si possono trovare squadre che giocano “dure” fino alla fine e altre che giocano invece più rilassate.

FORRAY: Non cambia tantissimo giocare prima o dopo: la cosa che conta è conquistare il match di venerdì e poi pensare a quello di sabato. Sicuramente però giocare prima, in caso di vittoria, ti può permettere di guardare gli altri Quarti di Finale con maggiore serenità, mettendo anche un po’ di pressione alle altre squadre, ma, soprattutto, hai più possibilità di studiare i futuri avversari. Questo può essere l’unico vantaggio, ma se non vinci la prima, tutto il resto conta zero.

DEVECCHI: Con partite così ravvicinate,  anche poche ore in più per recuperare può aiutare. Io penso che comunque si tratti di una lotta di nervi.

CERVI: Giocando prima venerdì, se si vince, si ha nettamente più tempo per ricaricare le pile perché un paio d’ore possono fare la differenza.

cervi avellino

Questo campionato è molto equilibrato, dove tutti possono vincere o perdere contro tutti, perciò si è anche un po’ livellato verso il basso. Credi che questo sia un bene perché i tifosi delle ultime in classifica vanno al palazzo sapendo che comunque possono battere la prima oppure era meglio quando c’erano quelle 3-4 squadre più forti di tutte, ma fra queste c’era maggiore competitività?

POLONARA: Qualche anno fa c’erano appunto quelle 3-4 squadre che erano imbattibili mentre le altre se la giocavano per un piazzamento europeo, senza alcuna possibilità di vittoria dello Scudetto. Quest’anno invece obiettivamente abbiamo quasi tutti, chi più, chi meno, le stesse possibilità di vincere il Campionato. A mio modo di vedere, io preferisco così com’è adesso perché ci sono molte più sorprese e quindi anche un tifoso si diverte di più perché la Serie A non è scontata e banale come qualche anno fa.

TURNER: Detto onestamente penso sia meglio com’è il campionato oggi con più squadre che possono vincere lo scudetto, senza estromettere nessuno dalla lotta fino alla fine. Credo sia meglio così di quando c’erano 3-4 squadre più forti di tutte perché dà a tutte le formazioni più di una chance di vittoria e questo credo sia fantastico per i tifosi perché ogni domenica sanno che la propria squadra può conquistare i due punti, anche se il proprio budget è di gran lunga inferiore rispetto a quello degli avversari.

LOMBARDI: Posso dire che io sono più felice di giocare un campionato combattuto, perché in questo modo entrambe le squadre giocano con la fame di vincere. Qualche anno fa, nelle partite contro Siena si partiva già con la consapevolezza di perdere quella partita, e così è brutto. Milano, quest’anno è una squadra forte, però noi domenica ci abbiamo creduto fino alla fine e siamo riusciti a giocarcela fino agli ultimi secondi, nonostante fossimo inferiori sia per numero di giocatori che per qualità degli stessi. Questo può permettere di trovare giocatori interessanti e giovani e magari anche italiani, come me o Abass. Un ragazzo delle giovanili sa di poter avere la chance per far bene, abbiamo un qualcosa in più per provare a far bene. Se ci fosse stata una squadra con 14 americani e solo gli italiani delle giovanili, avrebbe già avuto, 6 punti in più della seconda e sarebbe stato tutto totalmente differente.

FORRAY: Nel momento in cui il livello del campionato si livella verso il basso non è mai positivo; se ci sono squadre molto più forti, anche il livello delle altre deve salire per cercare di competere il più possibile con tutti. Quest’anno la “nostra grande”, Milano, ha deciso di ricostruire, puntando su un nuovo progetto e su di un nuovo allenatore, aggiungendo inoltre qualche innesto molto importante nell’ultimo periodo che comunque le permetteranno di tornare al livello degli anni passati. Non dobbiamo dimenticare che anche altri team cresceranno perché Cantù potrà contare su molti capitali freschi, Venezia sta lavorando bene da un devecchi sassaripaio di stagioni, nonostante quest’anno non stia andando benissimo. Quindi sono convinto che nel giro di qualche anno comunque torneremo ad avere ancora 3-4 squadre che potranno essere estremamente competitive anche in Europa; per il momento cerchiamo di portare più persone a palazzo, affinché siano pronte quando il livello del campionato tornerà a crescere.

DEVECCHI: Campionato strano, molto equilibrato, ma molto appassionante. Ogni domenica ci sono sorprese senza risultati scontati! Tutto ciò può essere visto in maniera positiva, sia per gli appassionati che per il movimento.

CERVI: Magari la competitività nel campionato italiano era meno, però, come Italia, avevamo più voce in Europa. Se ci fosse qualche squadra in grado di competere in Europa, sarebbe indubbiamente meglio.

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