Givova Scafati : coach Perdichizzi e patron Longobardi attaccano arbitri e designatore.

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Foto Alfonso IZZO
Foto Alfonso IZZO

E’stato un derby scoppiettante sotto tutti i punti di vista quello che si è disputato ieri al PalaMangano di Scafati. In campo, sugli spalti e in sala stampa. I giocatori delle due squadre e gli oltre 3 mila spettatori accorsi al palazzetto, non si vedevano da tempo in numero cosi cospicuo, si sono affrontati a viso aperto e con grande correttezza confezionando uno spot meraviglioso per il basket e per l’intero movimento sportivo del sud troppo spesso citato solo per gli episodi negativi. Ancor prima dell’inizio gara le due tifoserie sono venute a strettissimo contatto nel piazzale antistante il PalaMangano, assenti in quel momento le forze dell’ordine, senza alcun minimo episodio di violenza o di intolleranza. E mentre in campo andava in scena la rivincita della gara di andata che aveva visto i ragazzi del Presidente Giulio Russo prevalere sul quelli cari a patron Longobardi sugli spalti solo canti e cori di incitamento verso i propri beniamini a sugellare una gara piacevole e spettacolare: encomiabili. Il verdetto della gara non cambiava rispetto a quello dell’andata se non nel  punteggio con Santolamazza e compagni a violare il parquet avversario e a regalare alla Bcc il simbolico titolo di regina del basket regionale.

Foto by Saverio Prota
Foto by Saverio Prota

Nulla lasciava presagire quello che di li a poco sarebbe avvenuto in sala stampa, dove si è presentato per primo coach Paternoster per rispondere alle domande di rito dei numerosissimi giornalisti presenti. Ad aprire i fuochi d’artificio ci ha pensato, subito dopo, coach Perdichizzi  che senza mezzi termini ha individuato nelle giacchette grigie gli artefici della sconfitta con Agropoli cosi come fedelmente riportato nel comunicato stampa della società Givova Scafati: “Stasera non mi sono divertito, perché sono stato minacciato dal primo al quarantesimo minuto dal sig. Brindisi, il quale ha anche minacciato il mio dirigente seduto in panchina. Soprattutto, poi, è inqualificabile il fatto che un canestro da tre punti allo scadere del secondo quarto, nonostante una netta interferenza, sia stato convalidato, così come inqualificabile è stato il cambiamento del metro di giudizio utilizzato nel corso della gara, penalizzante sia per Baldassarre che per Simmons. Voglio credere nella buona fede degli arbitri, sperando che non ci siano preconcetti, tipo campo caldo, ambiente particolare, ecc., che invece hanno caratterizzato il modo di comportarsi del sig. Brindisi: questi ha tenuto un comportamento che in vent’anni di professionismo non ho mai visto, né sentito; non mi è mai capitato di essere continuamente minacciato di fallo tecnico per 40’, come invece lui ha fatto. Nell’intervallo, dopo aver visto il replay, ho fatto notare al secondo arbitro, il sig. Caruso, che il canestro di Carenza sulla sirena non era da convalidare e questi mi ha risposto che potevo anche tacere e eventualmente parlare solo a fine gara. Nella seconda parte di gara, infine, hanno continuato a fischiare falli e a penalizzare Baldassarre, Portannese e Simmons, mentre sul fronte opposto hanno utilizzato un metro diverso, tant’è che Agropoli, che ha sicuramente meritato il successo, ha tirato 19 liberi nel secondo tempo, a fronte dei soli 2 del primo tempo e dei soli 8 tirati da noi nello stesso secondo tempo. Questi sono dati inconfutabili. Non voglio credere che gli arbitri siano stati mandati qui in missione, ma che la loro sia solo stata una partita storta”.

Foto by Saverio Prota
Foto by Saverio Prota

E’ stato poi il turno di patron Nello Longobardi che senza peli sulla lingua ha calato il carico pesante contro il designatore degli arbitri: “Il sig. Mauro Pozzana, designatore degli arbitri, è colui che per mano dei sig.ri Brindisi e Caruso, ha fatto perdere questa partita a Scafati. E’ lui il mandate e l’unico responsabile di questa sconfitta. Mi assumo le responsabilità di quanto dico, perché sono davvero stanco e esausto. Investo tanto in questo sport ed in questa società, mentre lui è uno stipendiato, e non voglio essere preso in giro, anche perché i 3000 del PalaMangano, sia di parte scafatese che agropolese, avrebbero meritato più rispetto. Nelle riunioni tecniche additano il nostro come un campo caldo, ma ciò non è affatto vero: abbiamo sempre rispettato tutti (arbitri compresi) e di conseguenza devono portarci più rispetto. Abbiamo avuto un arbitraggio chiaramente mandato qui per farci perdere la partita. Il sig. Mauro Pozzana deve smetterla di individuare il PalaMangano come un campo caldo, deve lavarsi la bocca quando parla di Scafati. Hanno voluto mandare un chiaro edinequivocabile segnale al nostro pubblico, alla nostra società, designando i sig.ri Brindisi e Caruso di Messina, che qui già contro Agrigento ha fatto dei numeri, che oggi sono stati inguardabili e che avrebbero meritato un trattamento diverso da quello di rispetto che invece abbiamo avuto nei loro confronti. Pozzana di Udine deve smetterla o io smetterò di fare Basket ma lo porto in Tribunale“. Certamente questo storico derby campano non finisce qui. La risposta del Palazzo non si farà attendere a rendere ancor più incandescente questo finale di stagione dove i giochi, sia in vetta che in coda, sono ancora apertissimi.

 Immagine in evidenza by Saverio Prota: Patron Longobardi e coach Perdichizzi

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