Nevola: “Mercato complesso. Siva può avere alti e bassi”

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Antonello Nevola e Riccardo Paolini sono intervenuti a “Cestisticamente Parlando” la trasmissione in onda su Radio Primarete Caserta ogni martedi sera.

 

Antonello Nevola:Gli infortuni ci stanno danneggiando in maniera importante e anche chi dice che la preparazione atletica sia stata sbagliata ad inizio anno si sta ricredendo. Gli infortuni determinano una preparazione degli allenamenti complicata. Adesso è possibile pescare italiani sul mercato solo in A2 e questa è una situazione molto complessa visto anche il fatto che in A2 molte squadre hanno ancora tanto da dire al campionato. Nella stagione in ogni giocatore ci Nevolapossono essere up&down. Inevitabilmente lo studio delle altre squadre su Siva – prosegue Nevola – è molto più accurato, ma anche il continuo cambiamento di roster non giova per il suo rendimento . Speriamo nelle ultime 6 partite che ritorni il giocatore che tutti conosciamo. Linton Johnson aveva forti motivazioni in vista del suo esordio, considerato che era fermo da più di un anno, sicuramente ci potrà dare una mano per il resto della stagione. Per la questione lodi partirei da una questione di quantità: i lodi sono due, uno di un giocatore ed uno di natura diversa. Per quanto riguarda Ivanov non c’è nulla da saldare con il giocatore. Per quanto riguarda il lodo relativo al giocatore, peraltro di importo molto basso (circa 10.000 euro), ciò è legato alla questione del 20% dello stipendio non retribuito in caso di retrocessione, che inoltre non è una situazione gestibile direttamente dai giocatori, quindi reputo anche una certa strategia in questa richiesta che è una mera interpretazione di una norma contrattuale. Il mercato non è assolutamente bloccato, perché non è emerso nessun provvedimento contro di noi. Non c’è  un ritardo nei pagamenti dei giocatori della stagione in corso anche perché c’è stato un grande impegno da parte dei giocatori nella partita di lunedi sera e questo lo si è visto chiaramente. Ci sono mancate le forze negli ultimi 5 minuti per portare a casa la partita. E’ un momento molto delicato per noi e i tifosi lo hanno compreso, va dato loro atto che questo – conclude Nevola – ci sarà di grande aiuto per il raggiungimento della salvezza sul campo, che è il nostro obiettivo principale.”

 

Riccardo Paolini: “Gli innesti di Daye e Lydeka ci hanno dato quell’esperienza, solidità e talento che ci permettono di fare buone partite per 35-36 minuti, indipendentemente dal parquet dove scendiamo. Sul +1 a 1 minuto e mezzo dalla fine a Cremona, ci siamo disuniti, ma questo capita anche nelle partite di Eurolega, per cui cerchiamo di fare la nostra partita e andiamo avanti. Siamo più pericolosi sia nel gioco paolini pesarointerno ed esterno, ma questi due innesti hanno innalzato le prestazioni di Christon e Lacey che avevano bisogno di qualche giocatore più esperto al loro fianco. Al momento il nostro quintetto esprime una buona pallacanestro e solidità difensiva. Quando la panchina ci dà una buona mano nelle partite, riusciamo a giocarcela con tutti. Per me la partita più importante resta sempre la prossima, quindi io sono concentrato sulla partita di sabato contro Caserta. Credo che anche  Sandro Dell’Agnello  stia facendo lo stesso ragionamento, visto che per Caserta una vittoria a Pesaro sarebbe molto importante e che salverebbe quasi certamente la formazione casertana. Sono ancora convinto del blocco delle retrocessioni da quando allenavo in B2 a Fossombrone. Non c’è bisogno di retrocedere per dare spettacolo, se trasformassimo questo spettacolo in “dramma sportivo”, ritengo che tutto il movimento non ne giovi. Il basket deve essere divertimento, entusiasmo, scambio di sorrisi tra i tifosi: dovremo prendere esempio dall’America su queste cose, invece che sulla regola dello smile! Inoltre non riusciamo a “copiare” l’organizzazione americana del campionato e delle squadre satelliti che fanno la D-League, probabilmente perché può dare fastidio a qualcuno. Quando siamo andati a Cremona, sono rimasto colpito dal pubblico cremonese perché ha applaudito il nostro ingresso sul parquet. Credo che, per migliorare l’intero sistema, bisogna ripartire da una riforma delle scuole, con maggiori ore di educazione fisica; forse solo così, tra 10 anni, avremmo educato tutti i futuri spettatori, che saranno capaci di non insultare gli avversari, ma applaudiranno e si divertiranno ad andare a vedere un bello spettacolo sportivo.”

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