Spurs-Grizzlies, le pagelle della serie: Leonard stratosferico, ma onore a Memphis

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Come da pronostico è stata una serie senza storia quella che ha visto i San Antonio Spurs trionfare senza alcun problema contro i decimati Memphis Grizzlies, vittima della sfortuna quest’anno come nessuno.

San Antonio Spurs

Kawhi Leonard 8: premiato per il secondo anno consecutivo con il premio di miglior difensore della Lega, Kawhi in questa serie ha chiuso con 21.5 punti di media tirando con percentuali idilliache, con il 52,7% dal campo e un sorprendente 11/18 da tre punti. Senza dimenticare l’incredibile gara 3 chiusa a 32 punti, 7 rimbalzi, 5 stoppate e 4 steals.

LaMarcus Aldridge 7.5: gioca meno di 30 minuti a partita, ma riesce a lasciare la sua impronta nella difficile gara 3 con una doppia doppia da 16 punti e 10 assist. In difesa ha probabilmente il compito più difficile vista la presenza di Randolph, ma riesce a limitare il lungo avversario con successo.

Tim Duncan 6.5: pochi minuti per Timmy in questa serie, dove però a rimbalzo come sempre fa la voce grossa e regala qualche highlights in gara 3 con una super difesa.

Tony Parker 5: “indovina” due partite su quattro chiudendo in doppia cifra, ma in gara 2 e gara 3 appare in evidente difficoltà, con alcune scelte più che discutibili al tiro. Adesso ci si aspetta il salto di qualità del playmaker francese, perché il prossimo avversario saranno probabilmente i ben più agguerriti Thunder.

Danny Green 6.5: da tre punti è sempre una certezza e in una serie così fisica, Green mette in campo tanta sostanza e una solida difesa. Forse ha bisogno di essere più coinvolto in attacco, ma per il momento le cose sembrano funzionare.

Manu Ginobili 7: dopo due partite dal rendimento discutibile, trova la serata giusta per gara 3 e rimane in campo addirittura 27 minuti: 11 punti e 5 assist con 3 bombe a referto nella partita più difficile degli Spurs. Anche qui tanta sostanza e il solito buon playmaking che sono una manna dal cielo per questa squadra.

Patty Mills 7: partenza col botto per il giocatore australiano, che uscendo dalla panchina in gara 1 e gara 2 fa la differenza finendo rispettivamente con 15 e 16 punti in meno di 20 minuti sul parquet.

David West 5.5: ci si aspettava forse qualcosina di più, nonostante abbia giocato meno di 20 minuti di media in questa serie. Molto bene in difesa, ma gli viene richiesta maggiore presenza a rimbalzo.

Boris Diaw 6: solita prestazione intelligente del francese, che in difesa da il suo contributo, mentre in attacco come sempre facilita la circolazione della palla e gioca da playmaker aggiunto.

Kevin Martin 6.5: in gara 3 e 4 non viene mai utilizzato da Popovich, ma nelle prime due partite chiude con 10 punti e percentuali perfette grazie ad un’ottima selezione di tiro.

Kyle Anderson 6: tanta fiducia data ad Anderson, che da il suo piccolo contributo alla squadra, soprattutto a rimbalzo.

Coach Gregg Popovich 8: non tanto per il 4-0 finale, non tanto per l’ottimo gioco espresso o per il dominio portato sul parquet, ma perché come suo solito è stato bravissimissimo a gestire le rotazioni del suo roster così da far riposare i giocatori più importanti: tolto Kawhi, nessuno ha giocato più di 30 minuti di media a partita.

 

Memphis Grizzlies

Randolph_Zach

Zach Randolph 7.5: dopo una gara 1 a dir poco sotto tono, sfodera due doppie doppie (11+12 e 20+15) e gara 4 la termina con 15 punti e 7 rimbalzi, tirando con un discreto 54% dal campo. Sotto canestro lotta in tutti i modi contro i lunghi di Popovich e conclude comunque positivamente a livello individuale una serie già persa in partenza.

Vince Carter 7: 39 anni e non sentirli. Dopo un’ottima gara 1 chiusa con 16 punti in meno di 20 minuti, le percentuali calano soprattutto in gara 3 (3/12 dal campo), in un attacco male organizzato e senza alcun leader, Vincredible riesce a dare il suo contributo.

Matt Barnes 6.5: inizia male la serie, ma si rifa nelle ultime due partite con l’exploit in gara 3 chiusa con una doppia doppia da 17 punti e 11 rimbalzi. Anche in difesa sicuramente ha dato il suo e non si poteva pretendere di più considerata la situazione.

Tony Allen 6: è l’anima di questa squadra e rappresenta in tutto e per tutto il motto grit and grind dei suoi Grizzlies. L’ultimo ad abbandonare la nave: chapeau.

Lance Stephenson 6: dopo una stagione travagliata, per un motivo o per un altro trova tanti minuti e chiude con l’exploit di gara 4 (26 punti e 11/16 dal campo). Per il resto il solito Lance, poco lucido in attacco e in difesa al di sotto del suo potenziale.

JaMychal Green 6: ha vita dura contro i lunghi degli Spurs, ma dalla panchina riesce comunque ad essere un innesto di qualità per i Grizzlies.

Jordan Farmar 5: titolare per mancanza di alternative, fa tanto lavoro sporco e in difesa non delude le aspettative, ma incontra tanta difficoltà al tiro per tutta la serie.

Chris Andersen 6: anche lui titolare vista l’assenza di lunghi, a rimbalzo fa un lavoro eccellente (7.7 a partita) e di più oggettivamente non gli si può chiedere.

Coach Dave Joerger 6: Non si può giudicare insufficiente il suo operato. Una squadra sfortunatissima quest’anno, che in una serie senza speranze ha comunque tenuto gli Spurs sotto i 100 punti in gara 2 e 3. Le lacrime post gara 4 forse ci hanno intenerito, ma il cuore di questi Grizzlies merita almeno la sufficienza.

 

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