Betaland Capo d’Orlando: per la sesta volta nell’Olimpo

Pagelle Serie A

BETALAND CAPO D’ORLANDO Voto 7

boatright orlandina

Stagione dai mille volti per l’Orlandina che però, tirando le somme, merita ampia sufficienza.
La squadra di Sindoni ha blindato la salvezza con 3 gare d’anticipo, aggiudicandosi il diritto di partecipare alla prossima Serie A per la sesta volta nella sua storia, nonostante a dicembre l’obiettivo sembrasse se non impossibile, quantomeno proibitivo. Basta questo per giustificare il voto? No, ma c’è tanto altro. Procediamo con ordine.

L’estate 2015 dell’Orlandina si apre con un nuovo main sponsor (Betaland) ed un progetto coraggioso: costruire una squadra fondata su gioco, filosofia ed atleti di matrice europea. I primi acquisti lasciano quasi perplessi gli addetti ai lavori. Nel momento in cui altre squadre ufficializzano acquisti come DJ White e Pittman, il DS paladino Peppe Sindoni annuncia le firme di giovani atleti sostanzialmente sconosciuti. Perl, Stojanovic, Ihring, Vujicevic e Babilodze. La carta d’identità recita anni di nascita tremendamente recenti. Poi le prime firme importanti, ed il quadro diviene magicamente più chiaro.

stojanovic orlandinaArrivano gli annunci di campioni europei come Jasaitis ed Ilievski (impegnato all’ora all’Europeo con la nazionale macedone) e il progetto prende forma. L’idea di affiancare giovani prospetti di talento a veri e propri Maestri, puntando sulla crescita dei ragazzi. In quest’ottica, la riconferma di Basile e Nicevic porta altri due tasselli fondamentali. Rischioso, ma è un rischio che ha pagato e pagherà importanti dividendi.
Sotto canestro, si decide invece di andare con una coppia di lunghi USA, Oriakhi e Bowers, che si conoscono per aver già giocato insieme al College.

Il campionato inizia bene, forse anche meglio di come ci si potesse aspettare. Arrivano 3 vittorie nelle prime 4 gare, con impresa sfiorata a Venezia. L’Orlandina gioca bene, divinamente a sprazzi, calamitando attenzione e rispetto di tutta la Serie A. Poi il blackout. I ragazzi di Griccioli sembrano non riuscire più a giocare come prima. In contumacia infortuni (Bowers, Nicevic, Ilievski e Jasaitis) vengono fuori 10 sconfitte in 11 gare, intervallate dalla quanto mai fondamentale vittoria esterna sul campo di Torino. Sembra il tracollo della squadra ed il fallimento di un progetto forse troppo ambizioso. Appunto, sembra.

di carlo orlandinaL’Orlandina non solo decide di non virare dalla rotta intrapresa in estate, ma rincara la dose esonerando Griccioli, ritenuto da molti uno dei coach più validi della Serie A, promuovendo al ruolo di primo allenatore il secondo Gennaro Di Carlo, alla primissima esperienza nella massima serie. Sembra follia pura, ma la fortuna, come i risultati, premia gli audaci.

Le prima due gare in Serie A da head coach sono da incubo per Di Carlo: -28 a Pistoia replicati la domenica successiva a Cantù. Roba da far quasi passare la voglia prima di iniziare. Eppure, nella conferenza stampa del Pianella, il coach dell’Orlandina pare determinato e convinto dei miglioramenti in corso nella sua squadra.

Nel frattempo fuori Metreveli in direzione Caserta, arriva Nankivil. Uomo squadra e spogliatoio, ma non il fenomeno che i tifosi si aspettavano. La società predica fiducia, e questa viene ripagata: davanti ad un PalaFantozzi gremito, l’Orlandina schianta Venezia e rinasce. Quelli che prima davano del matto quando Di Carlo parlava di miglioramenti tangibili, adesso devono ammettere che è esattamente così.

boatright orlandinaCapo d’Orlando conquista 5 vittorie in 7 gare, e le luci della ribalta ritornano ad illuminare la squadra siciliana. Anche perchè, con il suo modo di lavorare sotto traccia, mai invadente e mai appariscente, il DS Peppe Sindoni porta in Sicilia un fenomeno che, al pari di Austin Daye a Pesaro, è in grado di cambiare le sorti di una gara (e di una stagione) quasi da solo.
Ryan Boatright arriva a Capo d’Orlando vantando 11 di media in DLeague, che però dicono molto poco rispetto a ciò che realmente questo ragazzo sa dare sul parquet. Il suo impatto sulla squadra e sul campionato è devastante: 23 di media nelle prime 5 gare, quasi il 50% da 3 punti e giocate che mandano in Paradiso i tifosi paladini.

perl orlandinaIl resto è storia. Capo d’Orlando vince le gare che contano con le dirette concorrenti alla salvezza (Bologna, Torino, Caserta e Varese), sfiorando la vittoria anche sul campo di Pesaro. Deliziose ciliegine a guarnire una torta perfetta, le vittorie a Brindisi ed al PalaFantozzi contro l’Olimpia Milano.

Alla fine l’audacia ha dato ragione al DS Sindoni ed al suo progetto a lungo termine. Si ripartirà proprio da loro, da Perl e Stojanovic, da Ihring e dal confermatissimo Tommy Laquintana, da una Serie A che vedrà per la sesta volta l’Orlandina ai nastri di partenza, nell’augurio che Nicevic e Basile abbiano ancora voglia di insegnare pallacanestro.

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