Detroit: sarà ancora una pioggia di triple intorno al Totem Drummond

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Detroit Pistons

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Roster

PM: Reggie Jackson, Ish Smith, Michael Gbinije
G: Kentavious Caldwell-Pope, Stanley Johnson, Ray McCallum, Darrun Hillard
AP: Tobias Harris, Reggie Bullock
AG: Marcus Morris, Henry Ellenson
C: Andre Drummond, Aaron Baynes, Boban Marjanovic

 

La Stella

Al netto della passata stagione non ci sono dubbi: la stella di questi Pistons è sicuramente Andre Drummond. Il centro, pur con evidenti limiti tecnici che lo accomunano più ad un DeAndre Jordan che ad un Karl-Anthony Towns, è uno dei più dominanti della NBA, All Star e presenza intimidatrice sotto le plance. Nella scorsa annata ha chiuso con una doppia-doppia di media ed il titolo di miglior rimbalzista con la bellezza di 14.8 carambole a partita. E’ il vertice dell’attacco Van Gundyano, il “correttore” alla miriade di tiri che il gioco del coach lascia prendere agli altri quattro uomini sul parquet, ma si è adattato perfettamente a questo ruolo, facendo la differenza.

 

Pioggia di triple intorno al Totem

In una Lega che ha sempre più reso protagonista il tiro dalla lunga distanza nel proprio gioco, i Detroit Pistons sono tra i migliori interpreti. Se non per precisione (l’anno scorso appena 22° col 34%), per quantità di soluzioni: Jackson, Caldwell-Pope, Harris, Morris e tutti gli altri esclusi i centri hanno la capacità di aprire il campo e segnare da dietro l’arco, il che apre miriadi di opportunità a Drummond, Marjanovic o Baynes per catturare la palla sull’errore e concedere una seconda azione (non è un caso che i Pistons fossero secondi in tutta la Lega per rimbalzi totali e offensivi). E’ appunto da migliorare la precisione, perché la quantità c’è già: ben 26 triple abbondanti tentate di media nella passata stagione, al decimo posto in NBA.

 

Le mosse estive

Le mosse i Pistons le avevano fatte già in precedenza, prima della trade deadline: erano arrivati Tobias Harris e Donatas Motiejunas, giocatori funzionali al gioco di Van Gundy. Purtroppo per Detroit il lituano è stato poi vittima di un cavillo burocratico ed è dovuto restare a Houston. In estate si è compensato scegliendo Henry Ellenson (un 211 che può tirare da tre), che si somma all’altro rookie Michael Gbinije (che ha avuto il 39% da tre nell’ultimo anno a Syracuse) e a Boban Marjanovic, Ish Smith e Ray McCallum, uniche firme estive arrivate dalla free agency. Il serbo si giocherà il proprio posto di backup di Drummond insieme a Baynes, che a tratti era risultato molto utile nell’annata scorsa. Smith sarà invece un solido rincalzo per far rifiatare Jackson. Anche come contratti si è speso il giusto: 7 milioni all’anno a Marjanovic, 6 a Smith, 1 per McCallum. In sintesi ben pochi cambiamenti che impatteranno le rotazioni, ma sicuramente scelte al Draft e firme portate a compimento con grande criterio.

 

Cosa aspettarsi?

I Pistons vengono da una stagione chiusa come ottava forza ad Est ed un’eliminazione per 4-0 contro i futuri campioni dei Cavs, serie nella quale comunque non avevano sfigurato. L’obiettivo difficilmente sarà diverso quest’anno, Drummond e Jackson saranno chiamati a guidare ancora la squadra fino al massimo risultato, che sembrerebbe poter essere la qualificazione ai Playoffs. Difficile che i Pistons possano andare oltre il primo turno, anche perché non dovrebbero avere un piazzamento altissimo, diciamo tra il settimo e l’ottavo posto nella Conference.

 

Previsione: da 38 a 42W (-6/-2W rispetto all’anno precedente)

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1 thought on “Detroit: sarà ancora una pioggia di triple intorno al Totem Drummond

  1. Analisi che ci sta, ma ci si è dimenticati di John Leur, firmato con un contratto non indifferente durante l’offseason e che verrà utilizzato come primo back up all’ala grande e come centro in caso di small ball.

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