A tutto DMC su Slam: “Sono di gran lunga il miglior lungo NBA. Amo Sacramento, ma non cambierò”

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DeMarcus Cousins è senza ombra di dubbio una delle maggiori teste calde della NBA, talento infinito ma moltissimi problemi fuori dal campo, non nella vita privata, di cui anzi si parla pochissimo, ma nello spogliatoio, dove spesso cozza con coach e compagni. Il caso più famoso è quello che si protrae dall’estate con George Karl, allenatore dei Sacramento Kings mai amato da Boogie e che ha più volte rischiato il posto per il malumore della stella della squadra.

DMC ha rilasciato una lunga intervista a Slam Magazine dal titolo “Antidote”, denominazione che la dice lunga sul personaggio e sul tipo di dialogo. Cousins ha parlato di se stesso, dei suoi miglioramenti e del legame con la città di Sacramento, è infatti ormai da mesi al centro di rumors di mercato che lo vorrebbero lontano dai Kings in futuro.

Amo Sacramento. La considero casa, quindi non è questo il problema. Perdere è il problema.

Mentre di se e dell’immagine di cattivo ragazzo che ormai è di dominio pubblico dice:

Similitudini tra me e Garnett? Probabilmente. Ma questa è la conclusione a cui sono arrivato: vincere cambia tutto. Se KG avesse sempre perso e fosse rimasto la stessa persona, tutti lo avrebbero considerato il peggiore di sempre. Questa è di base la situazione in cui mi trovo. Finché perdo, nessuno amerà un perdente, tutti amano il vincente. Così è come stanno le cose. Non vedo differenze tra me e Joakim Noah. Forse Joakim ha più momenti di pazzia di me, ma la sua è passione, i miei invece sono problemi di attitudine e rabbia.

Non cambierò me stesso, sono chi sono. Sto bene nei miei panni, come ho detto: tutto cambia con le vittorie.

Ma Boogie dimostra anche di avere quella che in America chiamano confidence, la fiducia in se stesso:

Se penso di essere il miglior lungo NBA? Nella mia testa non c’è proprio paragone tra me e il secondo. Direi che dietro di me c’è Anthony Davis, ma non si avvicina neanche, nella mia testa.

La squadra contro cui preferisco giocare sono i Clippers, sono grandi partite per me. Io contro Blake Griffin e tutti gli altri è come il campione da poster contro il cattivo ragazzo.

Concetto su cui insiste anche quando Tzvi Twersky, autore dell’intervista, racconta di una frase detta da una persona anonima dopo una partita dei Kings quest’anno: “Se dovessi scegliere con una pistola puntata alla testa un giocatore che mi rappresenti in un 1vs1 in cui se vinco vivo e se perdo muoio, sceglierei DeMarcus Cousins sopra tutti. Non c’è nulla che non sappia fare e odia davvero perdere”.

Sul campo per me è così facile, assolutamente, identificarmi in questa storia. Nessuno può marcarmi. Detesto sembrare altezzoso, ma avere medie di 25 e 12 per me è facile. Se sono il miglior lungo della Lega? Di gran lunga.

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