Achille Polonara, nemo propheta in patria

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Gregor Fucka, Gianluca Basile e, da ieri, Achille Polonara. Vi chiederete cos’hanno in comune questi tre giocatori: bene, sono gli unici italiani capaci di vincere la Liga ACB.

I primi due ci riuscirono per per ben due volte: Fucka nelle stagioni 2002-2003 e 2003-2004, mentre Basile nelle stagioni 2008-2009 e 2010-2011, entrambi con la maglia del Barcelona.

L’ala ex Dinamo Sassari e Reggio Emilia, nella giornata di ieri, è stata tra i protagonisti del successo del Kirolbet Baskonia, proprio contro il Barça per 69-67. Ma torniamo un po’ indietro nel tempo. Polonara inizia a far parlare di sé fin dalla stagione 2012-2013, quando con la maglia di Varese contribuisce, con i suoi 8.5 punti di media, al primo posto dei lombardi al termine della regular season. Green e compagni verranno poi eliminati in semifinale contro la Montepaschi Siena, titolo che verrà poi revocato. La prima data importante nella carriera di Polonara.

 

Sassari, 24 giugno 2015

La finale del campionato italiano è inedita e vede affrontarsi la Grissin Bon Reggio Emilia e la Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Si decide tutto a gara 7. In gara 6, infatti, Reggio Emilia aveva avuto due volte l’occasione di vincere la partita e lo Scudetto, ma due errori di Andrea Cinciarini, all’epoca capitano biancorosso, avevano alla fine condannato i suoi prima al triplo supplementare e successivamente alla sconfitta.

Gara 7 sembra un film hollywoodiano, ma i protagonisti sono i sardi. In un PalaBigi infuocato, Reggio Emilia, dopo essere stata anche sul +17 (21-4), spreca tutto e nel finale subisce il sorpasso della Dinamo, guidata dal solito Dyson. I padroni di casa, sul -2, hanno tra le mani l’ennesima palla-Scudetto, ma il tiro di Drake Diener non tocca neanche il ferro e la Dinamo vince così il suo terzo titolo stagionale. Polonara ci va ancora più vicino di qualche anno prima, ma deve nuovamente uscire amaramente sconfitto.

Polonara esulta con i tifosi reggiani durante la finale contro la Dinamo Sassari.

La stagione successiva si apre in maniera opposta Reggio Emilia: arriva subito la Supercoppa Italiana, vinta contro l’Olimpia Milano per 80-68, con Polonara autore di 9 punti in 31′ di utilizzo. Prima di quella gara, i reggiani avevano eliminato proprio la Sassari che pochi mesi prima avevano stroncato crudelmente i loro sogno in gara 7.

Dopo un altro primo posto in stagione regolare, nell’annata 2015-16, Polonara si ritrova per la seconda volta consecutiva in finale Scudetto. Stavolta davanti a Reggio Emilia c’è la superpotenza Milano. Sul proprio cammino ai Playoff, i reggiani avevano eliminato prima Sassari e poi Avellino, quest’ultima in 7 partite. Nelle prime 5 partite della finalissima viene rispettato il fattore campo e così l’Olimpia si presenta a Reggio Emilia con il matchpoint. Nella decisiva gara 6, Reggio Emilia resiste 36′, per poi inesorabilmente arrendersi, perdendo nuovamente lo Scudetto ad un passo dal traguardo.

Quella successiva, chiusa con l’eliminazione al primo turno Playoff sarà anche l’ultima di Achille Polonara con la maglia biancorossa. L’ala marchigiana, una volta terminata la stagione, decide, anche abbastanza coraggiosamente, di trasferirsi in Sardegna, alla Dinamo Sassari, in una città che non lo aveva mai particolarmente amato. La prima stagione nella “Città dei Candelieri“, non si conclude nel migliore dei modi, anzi tutt’altro: la società del presidente Stefano Sardara, per la prima volta da quando è in Serie A (2010), non raggiunge i Playoff. Polonara però riesce subito a entrare nel cuore dei tifosi, dimostrando anche nell’isola di essere un giocatore duttile, capace di farsi sempre trovare pronto quando viene chiamato in causa.

 

11 febbraio 2019

In Sardegna la svolta arriva nella stagione 2018-2019, in un momento preciso. In una fredda giornata di febbraio, coach Enzo Esposito rassegna le proprie dimissioni dalla panchina della Dinamo. Al suo posto viene assunto Gianmarco Pozzecco. Con il coach friulano, la Dinamo dopo aver subito 3 sconfitte in 4 partite inanella una striscia di 22 vittorie consecutive, che vedono Polonara tra i protagonisti principali sia in Europe Cup che in campionato, soprattutto nella semifinale con Milano, vinta per 3-0. Durante questi successi, Polonara e la Dinamo riescono a portare in Sardegna il primo storico trofeo continentale, con l’ala marchigiana capace di realizzare 12.5 punti e 6 rimbalzi a partita. Questa volta tutto sembra andare per il verso giusto, lo Scudetto è distante di nuovo solo 4 partite. Tra Polonara e il suo primo tricolore c’è solo la Reyer Venezia.

 

22 giugno 2019

Le due squadre si rispondono colpo su colpo, nessuna arretra di un centimetro e si arriva così a gara 7. Ancora.

Bramos, Daye e l’ex MarQuez Haynes trovano spesso e volentieri la via del canestro. La Dinamo si arrende forse troppo facilmente e la sera del 22 giugno 2019 si trasforma in un incubo. D’altronde, nella vita reale non tutte le storie hanno un lieto fine. Venezia vince 87-61. Sassari e Polonara sono stati sconfitti. Per il ragazzo è la terza finale Scudetto persa, la seconda in gara 7.

 

28 agosto 2019

In estate Polonara firma il rinnovo di contratto a Sassari, con un unico obiettivo: riportare il tricolore in Sardegna. Durante il precampionato però l’ala della Nazionale riceve la chiamata da parte del Kiralbet Baskonia per giocare in Eurolega. Sa bene che, a 28 anni, potrebbe essere un treno che passa una volta sola: a fine agosto Polonair decolla per i Paesi Baschi.

L’inizio non è dei migliori e nei primi mesi coach Perasović gli concede pochi minuti sul parquet. I risultati sia in campionato che in Eurolega non sono dei migliori, la panchina viene quindi affidata a Duško Ivanović, che proprio con i baschi era stato capace di vincere gli storici scudetti del 2001-2002 e 2009-2010. L’inversione di marcia è netta.

Prima dello stop dell’Eurolega a causa del Covid-19, il Baskonia occupava la 13esima posizione nella massima competizione continentale, in coabitazione con Zalgiris, Valencia, Olympiacos e Olimpia Milano, a una sola vittoria dall’ottavo posto. In campionato, invece, Shengelia e compagni avevano chiuso la regular season all’ottavo posto. Nel primo mese con il nuovo allenatore, Polonara continua a non trovare spazio. Poi la svolta.

 

 19 gennaio 2020

Il Baskonia affronta in trasferta il Real Madrid, partita che i blaugrana vinceranno di un solo punto. Ma soprattutto Polonara gioca 24′, il più alto minutaggio della stagione: per l’ala italiana ci sono 12 punti, 3/3 da due, 2/4 da tre punti e 9 rimbalzi. Nella gara successiva, contro Andorra, Polonara toccherà i 28′ e in generale da lì fino al termine della stagione andrà sempre in doppia cifra di minuti tranne che in tre occasioni.

A differenza di molti altri campionati europei, compresa l’Eurolega, la Liga ACB decide di ripartire a fine giugno con un format speciale, disputato tutto a Valencia. Le dodici squadre partecipanti sono divise in due gironi da sei. Di queste, le prime due accedevano alle semifinali e poi alla finale, tutte gare ad eliminazione diretta.

Quando conta, come già successo più volte nel corso della sua carriera, Polonara alza l’asticella. Il Kirolbet passa il girone al secondo posto dietro il Barça. Nella semifinale contro i padroni di casa del Valencia, coach Ivanović concede a Polonara 18′ e l’ala marchigiana risponde con 12 punti, più 5 rimbalzi e 13 di valutazione.

 

20 luglio 2020

Il pronostico della finale sembra scontato, talmente scontato che coach Pesic, allenatore del Barcellona, durante le foto di rito del giorno prima, scherzando con Ivanovic, gli rivolge queste parole: “Toccalo adesso [il trofeo, ndr], perché dopo non si sa mai…”. Con quel sorriso beffardo di chi sa di avere un buon vantaggio tecnico.

Ma le gare secche, soprattutto nel basket, si sa, hanno spesso regalato grandissime sorprese. All’intervallo i catalani sono avanti 39-33, ma a inizio ripresa il Baskonia agguanta subito il pareggio e inizia una partita punto a punto che viene decisa solo nei secondi finali. Polonara è in campo in questo frangente. Un attestato di stima non indifferente. È però ancora a 0 punti dal campo.

Stavolta il film hollywoodiano è scritto per lui, e il lieto fine c’è. A 2’30” dalla fine, l’italiano realizza la tripla del vantaggio basco. Il Barça non molla la presa e pareggia nuovamente. La palla per vincere, per portare a casa il quarto titolo della storia del club, è del Baskonia. Sicuramente per Polonara sarà stato déjà-vu. Era capitato già a Reggio Emilia. Era capitato già a Sassari. Era già capitato l’anno scorso, durante gara 1 contro Venezia, quando Spissu aveva sbagliato il tiro della potenziale 23° vittoria consecutiva.

Stavolta il destino ha altri piani, stavolta volta qualcosa deve andare nel verso giusto. Finalmente. Shengelia è l’uomo prescelto per il tiro finale, ma non trova lo spazio per tirare. Scarica proprio per Polonara. Attimi di esitazione. Pensa al tiro, poi al consegnato. Poi qualcosa scatta, un’illuminazione. Un’idea geniale. Un assist al bacio per il taglio di Luca Vildoza. È +2, è vittoria. È Scudetto, per il Baskonia ma soprattutto per Polonara. Polonara che, appena suona la sirena, corre insieme a Diop sulle tribune. Pochi secondi dopo, ha la testa nella canottiera. Sta piangendo, stavolta sono lacrime di gioia.

Nell’ultimo anno Polonara ha lasciato una piazza dove era riuscito a farsi amare. Ha visto ridursi i minuti di gioco in maniera consistente. Ma, per citare Belinelli, “alla fine ha vinto”.

Quella di ieri è stata la rivincita di un giocatore che ha deciso di mettersi in gioco. La rivincita di un giocatore che nonostante il più che positivo campionato dello scorso anno era anche stato tagliato dalla lista di coach Sacchetti e non aveva disputato un Mondiale che, probabilmente, avrebbe meritato di giocare. La rivincita di Achille Polonara.

“Queste lacrime non sono più di dolore ma di felicità. La vostra invidia, la mia forza!”. Sono queste le semplici ed efficaci parole che Polonara ha scritto sui social qualche ora fa. Quelle lacrime che soprattutto la sera del 26 giugno 2015, vista la sconfitta in gara 7 con quella Sassari che sarebbe poi diventata la sua seconda casa, avevano un sapore amaro, si sono trasformate in lacrime dolci, in una sera, che rischiava di essere un ennesimo replay delle precedenti, ma che invece ha avuto un felice e radioso esito.

Fonte foto in evidenza: Liga ACB (J.M. Casares)

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