Adam Silver sul dominio Warriors: “Non è per forza un male, l’importante sono le pari opportunità”

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Molti utenti (compreso Enes Kanter) hanno accusato negli ultimi giorni Adam Silver di aver consentito ai Golden State Warriors di mettere insieme quella che potrebbe essere la miglior squadra della storia, con l’aggiunta di DeMarcus Cousins. Il commissioner NBA, che ha appena rinnovato il contratto, ha dichiarato dopo il Board of Governors di ieri in proposito:

Non sta a me o al nostro comitato di lavoro sederci al tavolo coi giocatori o i loro dirigenti e convincerli che c’è un modo migliore di fare le cose. Intendo in termini di cambiamenti nel contratto collettivo… Non penso che il dominio degli Warriors sia, di per sé, una cosa cattiva. Non vogliamo creare un equilibrio forzato. Quello su cui siamo concentrati è una parità in quanto a opportunità.

Silver ha anche ammesso che in futuro con ogni probabilità si eliminerà, o almeno muterà, la regola degli One-And-Done, che obbliga i ragazzi a passare almeno un anno al college prima di entrare in NBA dal Draft:

Mia mia visione personale è che siamo pronti a fare questo cambiamento. Non avverrà immediatamente. Quando ho soppesato i pro e i contro, assunto che Condoleezza Rice e la sua commissione hanno raccomandato alla NBA che questi giocatori one-and-done arrivino direttamente nella Lega, e visto che la comunità di college dice che non vogliamo più questi giocatori, è stato chiaro nella mia mente che dovremmo pensare seriamente ad abbassare l’età minima ai 18 anni.

Infine il commissioner ha anche speso qualche parola sulla possibilità di un re-seeding dei Playoffs, con le 16 migliori squadre classificate e non le migliori 8 di ogni Conference.

L’ostacolo più importante nel seeding 1-16, nonostante sia qualcosa di gradito a me e penso a molti tifosi, sarebbe il drammatico aumento dei viaggi che le squadre dovrebbero affrontare. Nelle nostre stime, significherebbe il 40-50% in più di viaggi. Questo non vuol dire che non possiamo farlo, ma non possiamo farlo rapidamente. Serve prima un’intera riesamina di come facciamo i calendari, di come funzionano i contratti con le TV… Dobbiamo pensarci. So che sarebbe una cosa che farebbe piacere alle squadre e ai fans, ma non è una cosa semplice da fare.

Francesco Manzi

Milano native. Laureato in Scienze Politiche all'Università Statale di Milano, studente di Comunicazione per le Organizzazioni e le Imprese all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Tifoso degli Orlando Magic e dell'AC Milan, fondatore di BasketUniverso con una passione smodata per sport e musica rap.
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