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All’Italbasket manca (quasi) sempre il centesimo per fare l’euro

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La storia dell’Italbasket post Atene 2004 è fatta di tante ottime prestazioni che raramente e soltanto per piccoli dettagli non sono state coronate dal successo. Con un’unica felicissima eccezione: la finale del Preolimpico di Belgrado. Per il resto, dal 2006 al 2019, una serie di cocenti delusioni, al termine di gare decisive nelle quali non siamo mai stati capaci di piazzare la zampata vincente. Partite e competizioni diverse fra di loro, alcune giocate malissimo, altre da applausi, appuntamenti ai quali siamo arrivati da favoriti o sulla carta già battuti, con tante speranze o credendoci in pochi. Alla fine però il risultato è stato sempre pressoché lo stesso: tanti rimpianti per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato.

Nessuno toglierà mai gli applausi a diverse versioni dell’Italbasket, quella 2022 su tutte, ma è necessaria anche una dose di cinismo nel constatare che da quasi 20 anni, nei momenti che contano, la Nazionale si scioglie e torna a casa a mani vuote. Le motivazioni sono diverse, i protagonisti cambiano ma bisogna amaramente ammettere che i finali caldi, da anni, non ci sono favorevoli. A volte ci siamo (e ci hanno) fatto i complimenti, molte altre ci sono state critiche feroci ma alla fine, tirando le somme, quel famoso centesimo continua a mancare.

Riavvolgiamo il nastro.

Mondiali 2006

Partiamo dal 2006. Ci presentiamo in Giappone con una wild card, giochiamo un ottimo girone e spaventiamo gli Stati Uniti con una prova pazzesca di Marco Belinelli. Agli ottavi la Lituania: sotto di 10 nel quarto periodo, rientriamo e a 8″ dalla fine Belinelli sbaglia un tiro libero che sarebbe valso il pareggio. La cosa più rocambolesca però avviene a 1″ dal termine, con gli Azzurri sotto di 3 e Gianluca Basile che sbaglia per tre volte dalla lunetta. Il capitano azzurro chiederà con 0 punti in quella che è stata la sua peggior gara con la maglia dell’Italia.

Europei 2007

Il mix di veterani (Basile, Bulleri, Marconato, Soragna) ed emergenti (Belinelli, Bargnani, Gigli) non convince, in campo si fa fatica a trovare l’amalgama. Nella gara decisiva del secondo girone arriva la Germania, Nowitzki gioca una partita normale ma il match lo tengono sempre in mano i tedeschi. Il Beli e il Mago guidano la rimonta che si spegna sul -2, stoppata dagli insospettabili Herber e Jagla.

Europei 2011

Usciamo meritatamente nel Girone, stavolta da 6 squadre. Nella penultima gara grande prestazione azzurra per tre quarti, poi la Francia spedisce in panchina Parker (fino a quel momento capace di tenere a galla i suoi) e piazza la rimonta, guidata da Diaw. Poi la partita ininfluente con Israele, quella del “facciamo a cazzotti almeno” di Pianigiani, perfetta descrizione di una squadra passata in mano ai nuovi talenti NBA ma incapace di sporcarsi le mani.

Europei 2013

Tante assenze e squadra molto più operaia (fuori Bargnani, Gallinari, Hackett e Mancinelli) che fa filotto nel primo girone e si regala una memorabile vittoria sulla Spagna nel secondo, con la stoppata di Datome su Rudy Fernandez che resterà nelle menti di tutti gli appassionati. Nei quarti la Lituania che conduce fino al +15, recupero dell’Italbasket con un insospettabile Cinciarini ma due lay up falliti da Aradori stoppano la rimonta. Beffa doppia perché falliamo anche la qualificazione ai Mondiali. Contro l’Ucraina una nazionale spenta, fatta a fette da Pooh Jeter e poi un confronto impari con la Serbia.

Europei 2015

Le imprese di Berlino con Spagna e Germania portano alla rivincita dei quarti con la Lituania, passando per un agevole ottavo con Israele. Si tratta dell’Italbasket che più di tutte dà l’impressione di potercela fare, di poter raccogliere quanto seminato. Contro i lituani match leggendario, di un livello elevatissimo. Lo pareggia Gallinari a 27″ dalla fine, Maciulis sbaglia, abbiamo la palla per vincere ma Gentile la gioca malamente e i baltici prevalgono all’overtime.

Preolimpico 2016

Altra cocente delusione con la Croazia che festeggia a Torino in un PalaIsozaki che si svuota per non assistere alla consegna del biglietto per Rio agli avversari. Una serata che sarebbe dovuta essere di festa e invece è di tensione fin dall’inizio, con i problemi di falli e una squadra che non trova fluidità. Neanche l’epurazione di Pianigiani in favore di Messina serve a far brillare “la Nazionale più forte di tutti i tempi” che rapidamente si ritrova dai sogni di gloria alla paura di restare sempre incompiuta. L’Italia gioca male quella finale, spreca diverse occasioni per vincerla nel quarto periodo, agguanta l’overtime grazie a Melli (che all’epoca non era un protagonista designato) e soccombe al supplementare, quando le varie stelle non trovano mai la via del canestro.

Mondiali 2019

L’Italia arriva al gara decisiva per il passaggio del secondo girone contro la Spagna. Si gioca in quella Wuhan che da lì a qualche mese diventerà tristemente famosa come la città che ha cambiato la storia recente del Mondo. L’Italbasket non è nella sua versione più scintillante, vista spesso con Sacchetti, ma morde in difesa e per larghi tratti comanda il match. La Spagna resta agganciata con la classe e l’esperienza dei suoi veterani e nel finale si ripete un film già visto. Stavolta a steccare è Belinelli con tanti errori e scelte sciagurate, mal supportato da un Gallinari eclissatosi nei momenti chiave. Dall’altra parte bastano Rubio, Llull e un canestro (l’unico della serata) di Gasol per passare il turno. Da questa gara la Spagna cambierà volto e arriverà fino alla medaglia d’oro.

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