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Come sono andate le italiane nelle coppe quest’anno? Escluse Trento e Varese, molto male. Abbiamo stilato un pagellone delle otto squadre italiane (prendendo in esame esclusivamente il percorso europeo) e i risultati non lasciano per nulla soddisfatti.

 

simon milanoOlimpia Milano 4,5, di Luca Consolati: La stagione europea di Milano è stata assolutamente negativa sotto tutti gli aspetti. La squadra era stata costruita per raggiungere almeno le Top16, capitando per giunta in un girone in cui il quarto posto era ampiamente alla portata. Sicuramente ad inizio anno in alcuni spot l’Olimpia era più ‘incompleta’ di come lo è ora, ma questa non deve essere assolutamente una scusante. Certo, i vari infortuni che han colpito a ripetizione elementi fondamentali come Gentile e Macvan nel girone hanno pesato, però certe sconfitte imbarazzanti (Cedevita e Limoges su tutte) non erano assolutamente ammissibili. Nonostante ciò Milano era partita bene con un’ottima vittoria sul Laboral (ora alle Final4), anche se probabilmente la chiave è stata la sconfitta interna con l’Oly. Quel canestro di Spanoulis nell’ultimo minuto (in quella che forse è stata però la miglior gara europea dei meneghini) ha rotto qualcosa. Da li in poi un tracollo, culminato con l’eliminazione e l’ultimo posto nel girone, a fronte di sole 3 vittorie e 7 sconfitte. La retrocessione in Eurocup poteva comunque in qualche modo salvare il cammino di Milano, partecipando ad una competizione dove aveva tutte le carte in regola per vincere, tenendo conto anche di aver aggiunto al roster due elementi come Kalnietis e Sanders. Dopo un girone giocato in maniera positiva, tolto l’esordio a Berlino, l’Olimpia si è ritrovata un tabellone ad eliminazione diretta con la strada abbastanza spianata verso un’ipotetica finale, avendo sempre il ritorno in casa per giunta. La doppia sfida col Banvit è stata più sofferta del previsto, ma portata a casa con autorità rimontando anche da meno 10. Nei quarti il derby italiano con Trento vedeva comunque i biancorossi nettamente favoriti, ma in 2 gare gli uomini di coach Buscaglia hanno letteralmente sovrastato in tutto e per tutto la compagine di Repesa, rifilando un complessivo meno 23 che ancora adesso fa male per i tifosi milanesi. Di conseguenza cosa resta da salvare di questa stagione europea dell’Olimpia? Nulla. Si spera però che si sia acquisita consapevolezza per il prossimo anno, che per gareggiare a questi livelli serve un roster estremamente competitivo, vista anche l’EL che ci sarà nel 2016/2017, uguale ad un campionato vero e proprio da 30 gare.

 

abass cantùFoxtown Cantù 4, di Alessandro Saraceno: i canturini hanno vissuto una stagione travagliata e ricca di cambiamenti ma l’eliminazione nel secondo girone di FIBA Europe Cup (terza coppa per importanza, dopo Eurolega ed Eurocup) è assolutamente inaccettabile.
Inizialmente la Foxtown aveva intenzione di affrontare questa competizione per far crescere i giovani, soprattutto le due stelline Ruben Zugno e Luca Cesana, ma anche alcuni stranieri, poiché l’età media della squadra costruita ad agosto era di gran lunga inferiore ai 25 anni. Cantù ha superato il primo girone con una giornata d’anticipo, nonostante la sconfitta in Francia contro Le Havre. E’ proprio qui che è arrivata una delle sconfitte più disonorevoli della storia dei brianzoli: la Foxtwon è stata battuta dagli austriaci del Kapfenberg in un palazzetto che sembrava una palestra di quartiere, con dei tavolini dietro i canestri impresentabili. La conseguenza di questa sconfitta è stata pesante anche dal punto di vista della classifica perché ha obbligato i brianzoli a dover passare il turno come secondi e quindi affrontare un secondo girone “difficile”, con anche una trasferta in Siberia, composto da Enisey, Chalon e Tartu Rock, squadretta (o forse squadraccia) estone. L’inizio è stato positivo, con la vittoria all’overtime contro l’Enisey ma, nonostante i due punti conquistati, poche ore dopo c’è stato l’esonero di coach Fabio Corbani e l’ingaggio di Sergey Bazarevich, che verrà presto dimenticato dai tifosi canturini. Cantù ha battuto il Tartu in Estonia per poi perdere contro Chalon in Francia, Enisey in Siberia e anche contro lo stesso Tartu al Pianella, arrivando davvero al punto più basso (o poco ci manca) della sua storia. La Foxtown si è presentata all’ultima giornata con la necessità di vincere di almeno 29 punti contro Chalon; per larghi tratti ha sfiorato quella cifra mirabolante, ma alla fine il divario è stato di solo 13 punti.
Detto in tutta onestà, Cantù aveva tutte le carte in regola per alzare quest’ennesimo trofeo europeo, forse anche con la squadra d’inizio stagione, tutt’al più con gli innesti fatti durante l’anno, davvero di un’altra categoria rispetto alla FIBA Europe Cup. Uscire al secondo girone, perdendo in casa contro una squadra che non si conosceva fino a poche settimane prima, è inaccettabile ma è anche lo specchio della stagione dei canturini, la peggiore per numeri degli ultimi dieci anni.

 

pascolo trento

Dolomiti Energia Trento 9, di Alessandro Saraceno: i trentini sono la grande sorpresa europea nostrana, forse il nostro più grande orgoglio, nonostante la finale di Varese, ma arrivata in una coppa che oggettivamente aveva al suo interno squadre meno blasonate e, soprattutto, di valore inferiore. L’Aquila è stata la Cenerentola di questa Eurocup perché era alla sua prima partecipazione e ha sfiorato la finale contro il Galatasaray, risultato davvero storico per una squadra che fino a cinque anni fa non si sapeva nemmeno della sua esistenza a livello cestistico. Trento è partita molto bene, classificandosi seconda in un girone complicato al cui interno erano state inserite compagini molto più titolate e con giocatori che avevano alle spalle anni e anni di competizioni europee; gli unici che sono riusciti a fare meglio degli italiani sono stati gli spagnoli di Bilbao, i quali hanno chiuso al primo posto nel primo girone. Trento invece ha vinto quello delle Last 32, battendo Reggio Emilia al PalaBigi con un Davide Pascolo fenomenale (tra l’altro inserito nel quintetto ideale della competizione). Agli ottavi di finale l’Aquila ha eliminato il CAI Zaragoza, privo però di Drake Diener, che aveva rescisso da poco con gli spagnoli: doppia vittoria che li ha portati a scontrarsi con l’Olimpia Milano, il vero miracolo europeo della Dolomiti Energia. La vittoria in casa di 10 è stata fondamentale e stupenda per com’è arrivata, con un Peppe Poeta in versione Monstars, ma soprattutto quella conseguita al Forum, con centinaia di trentini che si sono sobbarcati la trasferta, rimarrà nella storia di quest’Aquila. Purtroppo la semifinale ha lasciato loro l’amaro in bocca perché, dopo la vittoria di sei punti a Strasburgo, bastava una gestione del vantaggio maggiormente oculata per accedere alla finale, ma purtroppo Strasburgo è scappata a cavallo tra il terzo e il quarto quarto e Trento non è più riuscita a rientrare sotto quel margine, perdendo di otto punti alla fine, davvero un’inezia. Non abbiamo voluto dare il massimo voto ai trentini (dieci) perché la finale era alla portata, vista come si era messa gara 1, ma la stagione europea di Trento, prima della sua storia, con tantissimi ragazzi che non avevamo mai giocato una competizione europea, è da dieci e lode. Quella sera, con il PalaTrento gremito, tutti quanti gli italiani del basket erano pronti ad esultare per quest’Aquila meravigliosa, ecco che quindi è rimasto un po’ di amaro in bocca anche a tutti noi ma allo stesso tempo siamo stati orgogliosi di aver potuto ammirare queste meravigliose gesta di Pascolo e compagni.

 

banks brindisiEnel Brindisi 4,5, di Andrea Pezzuto: davvero da dimenticare la prima esperienza in EuroCup per i pugliesi. Brindisi, in estate, si era approcciata con grande entusiasmo a questa nuova avventura, in quanto la partecipazione ad una coppa così prestigiosa avrebbe potuto significare un ritorno economico ed un ritorno di immagine. In realtà l’Eurocup si è trasformata in un incubo, complice il fatto di averla affrontata con un roster corto, con Reynolds costantemente ai box e con Scott, Zerini, Cournooh e Cardillo a turno fuori uso per alcune settimane. Ciò ha esautorato le energie degli uomini di Bucchi, i quali hanno pagato lo sforzo anche in campionato. Se a questo quadro si aggiunge una deludente partecipazione di pubblico ed un record di 1 vittoria (in casa contro Reggio Emilia) e 9 sconfitte, non si può che derubricare come “fallimentare” questa esperienza. Eppure il cammino dell’Enel sembrava essere iniziato sotto i migliori auspici, con una sconfitta subita al fotofinish in casa di Reggio, dopo aver dominato per 38′ il match. Tre giorni dopo, però, è arrivato l’infortunio di Reynolds che ha compromesso il cammino nella competizione dei biancazzurri. Così sono arrivate le sconfitte in casa con Le Mans, il “cappotto” subito a Las Palmas, le sconfitte di misura con Lugdwisburg e Berlino, che hanno ridotto al lumicino, sin dal girone di andata, le possibilità di passaggio del turno. La vittoria con Reggio aveva riaccesso una flebile speranza, subito spenta, però, dalle successive “larghe sconfitte” subite a Le Mans ed in casa con Gran Canaria. A parziale discolpa di Brindisi, vi è da sottolineare l’oggettiva forza dei competitor: Gran Canaria, infatti, è arrivata sino alle semifinali mentre l’Alba Berlino ha arrestato la sua corsa alle porte dei Quarti per mano del Bayern Monaco. Insomma, un vero peccato che una festa si sia trasformata in un trauma.

 

owens veneziaReyer Venezia 5.5, di Giorgio Giovannini: A metà agosto, BasketUniverso era presente al media day dell’Umana Reyer Venezia, tenutosi al Taliercio: tra un’intervista e l’altra, il leader dello spogliatoio, Tomas Ress, ha delineato gli obiettivi stagionali. Oltre a bissare l’ottima stagione precedente, l’ala veneziana ha considerato il passaggio del primo turno di Eurocup come obiettivo principale. Detto fatto, la Reyer Venezia ha raggiunto le Top-32 della rassegna continentale. Basta per dare la sufficienza alla stagione europea dei lagunari? Nisba, Top-32 raggiunte per il rotto della cuffia, sia il primo turno, che il secondo, erano molto alla portata dei veneti, se eccettuiamo alcune squadre, come Valencia e Zenit (decisamente più la prima, che la seconda), Venezia aveva le carte in regola per inserirsi tra le prime sedici d’Europa. Troppi alti e bassi per gli orogranata, che ha alternato spaventosi blackout, con partite decisamente memorabili: a partire dall’esordio, più che dimenticabile, in terra tedesca, contro l’ULM (terminata 87-68 per i padroni di casa), per poi rifarsi in casa sempre contro di loro. Vista la profondità del roster e l’esperienza in campo internazionale dello zoccolo duro, era lecito aspettarsi una gestione più assennata e lucida dei finali di gara, viste le quattro sconfitte maturate con meno di quattro punti di scarto, in particolare nell’esordio nelle Top-32, contro lo Zenit San Pietroburgo: a Green trema la mano dalla lunetta negli ultimissimi secondi, spegnendo le speranze dei lagunari, che si sono ritrovati subito con la strada in salita nella seconda fase. L’impegno europeo ha logorato le forze dei lagunari, che ne hanno risentito in campionato, vista la mole di infortuni, in particolare il duo americano, Green e Goss, che hanno saltato diverse partite per via di infortuni muscolari, mentre Peric ha dato forfait per tutto il secondo turno per un infortunio alla mano in allenamento, lasciando scoperto lo spot di quattro titolare. Tuttavia, la prima esperienza europea dei veneti, dopo trent’anni di assenza, non è da dimenticare completamente e le cinque vittorie ottenute sono lì pronte a dimostrarlo. Rimandati alla prossima stagione, in attesa di sapere quale sarà il loro prossimo palcoscenico internazionale, playoff italiani permettendo.

 

veremeenko reggio emiliaGrissin Bon Reggio Emilia 6,5, di Marco Fontanesi: la stagione europea della squadra di coach Menetti, per quelli che erano gli obiettivi dichiarati dalla società biancorossa, non può che considerarsi positiva. L’approdo alle Last32 era  l’obiettivo, ed è stato raggiunto brillantemente. Il record degli emiliani è di 8 vittorie e altrettante sconfitte. Una prima parte ottima, nella quale la Grissin Bon si qualifica cogliendo anche due vittorie in trasferta in quel di Ludwinsburg e LeMans arrivando all’ultimo scontro diretto giocandosi il primo posto, poi perso in favore della corazzata Gran Canaria. Nelle Last32 inizia la solita grande emergenza che accompagna costantemente  il sodalizio reggiano: da qui, ma non solo, derivano due roboanti sconfitte con Trento, poi semifinalista, che si aggiungono ai match di Trebisonda e Izmir. Proprio col Pinar Karsiyaka la Grissin Bon si gioca le ultime fievoli speranze con solo 8 effettivi a disposizione con 3 Under 20 di cui due esordienti assoluti in prima squadra. Vero che l’appetito vien mangiando e che le carte in regola per passare il turno, così come dimostrato da Trento, c’erano, ma la situazione infortuni reggiana è stata l’ago della bilancia proprio quando i match si sono fatti decisivi.

wright vareseOpenjobmetis Varese 9,5, di Fabio Silietti: la stagione europea di Varese è stata un successo, visto che la squadra allenata da coach Paolo Moretti è arrivata ad un passo dalla gloria. I biancorossi, infatti, si sono fermati proprio sul più bello, quando mancava pochissimo alla vittoria della Fiba Europe Cup, sconfitti solo nell’ultimo minuto della finale dai tedeschi del Fraport Skyliners. E’ mancata, quindi, solo la ciliegina sulla torta alla Pallacanestro Varese, tanto che il nostro voto poteva anche essere un dieci se non fosse stato per la sconfitta in finale. Varese, difatti, ha fatto vedere la sua forza di squadra in tutta la competizione dimostrando il proprio valore mettendo in pratica nel migliore dei modi le indicazioni date dal proprio coach. I varesini sono arrivati secondi nel loro girone di regular season affrontando squadre comunque ostiche, come l’Ostenda, chiudendo con 3 vittorie e 3 sconfitte e poi primi nel loro gruppo del round 32, dove hanno collezionato solo una sconfitta e hanno giocato alla grande contro l‘Aek Larnaca e il Cmomki Minsk. Agli ottavi se la sono vista con i turchi del Gaziantep BSB, superati in tre gare con un po’ di fatica e poi ai quarti con l’Anversa, sempre battuto in tre partite. In semifinale hanno eliminato un’avversario di tutto rispetto come l’Elan Chalon ma poi hanno perso, come detto prima, proprio la finale del torneo e non sono riusciti ad alzare al cielo la coppa. Un vero peccato per una squadra che avrebbe meritato la vittoria visto l’ottimo cammino nella competizione, cammino guidato dalla grande esperienza del capitano Daniele Cavaliero. Inoltre si sono contraddistinti anche gli americani Maalik Wayns e Chris Wright che sono stati fondamentali per la vittoria di alcune partite, oltre al talento di Brandon Davies e all’intelligenza di Rihards Kuskis, giocatori che hanno espresso tutte le loro qualità durante il torneo, ma hanno deluso proprio nella gara più importante, la partita dei finale. Così Varese si è dovuta accontentare della seconda piazza e non ha aggiunto alla sua bacheca un’altra prestigiosa coppa europea.

 

logan sassariDinamo Sassari 5, di Fabrizio Pinna: L’iniziale obiettivo societario era quello di migliorare la fallimentare stagione europea dello scorso anno, passata in secondo piano grazie ai successi ottenuti in Italia con la conquista della Supercoppa, Coppa Italia e dello Scudetto. In questa stagione, però, il bilancio totale tra Eurolega ed Eurocup è stato di 3-13, e per il secondo anno consecutivo i sassaresi non sono riusciti a ottenere il pass per le Top 16 di Eurolega e neanche per quelle di Eurocup. Anzi, a differenza della scorsa stagione, stavolta Logan e compagni non hanno ottenuto nessuna vittoria nella massima competizione continentale chiudendo con una differenza canestri di -149 (690-839), la peggiore in assoluto tra tutti i gironi. La gara d’esordio, contro il Darussafaka, persa a causa di un sciagurato finale che ha visto i turchi prima recuperare 5 punti in meno di 1’ ai sassaresi e poi dilagare all’overtime, aveva fatto ben sperare il pubblico sassarese. Le successive sconfitte subite nel corso di tutto il girone di ritorno hanno però fatto capire ai supporters biancoblù che anche in questa stagione la loro squadra avrebbe subito una mesta retrocessione in Eurocup. Nel girone di ritorno la musica non è cambiata e i turchi sono riusciti a sbancare, a sorpresa, anche il PalaSerradimigni (68-60 il finale con 26 punti di Harangody). Sono solo quattro le partite chiuse con uno scarto inferiore ai 10 punti e oltre che il Darussafaka, la Dinamo è riuscita a mettere in difficoltà il CSKA (93-87) e  il Maccabi (74-76), eliminato a sorpresa e retrocesso, insieme ai sardi in Eurocup. Vista la difficoltà del girone e la poca esperienza di molti giocatori in questo tipo di palcoscenici, il passaggio del turno pareva pressoché proibitivo, ma chiudere il girone con 0 vittorie all’attivo è sicuramente qualcosa di molto negativo.
Anche nella seconda competizione continentale i sassaresi sono stati subito sconfitti alla prima giornata dal Szolnoki Olaj, compagine ungherese che chiuderà poi le sue Top32 con una sola vittoria all’attivo. Alla giornata successiva, dopo 11 ko consecutivi, arriva finalmente la prima vittoria: a inchinarsi alla compagine biancoblu è il Galatasaray futuro vincitore della competizione. I sassaresi, grazie ai 19 punti di Logan e Haynes sconfiggono per 79-75 il Gala e si portano 1-1 dopo due giornate. La doppia sfida contro il Saragozza, ormai priva di Drake Diener da dicembre, si rivela decisiva per il passaggio del turno. I sassaresi perdono prima la partita in Spagna con 12 punti di scarto, per poi vincere in Sardegna 75-72 senza ribaltare quindi la differenza canestri. Alla quinta giornata arriva la facile vittoria contro gli ungheresi, ma la situazione di classifica vede i sassaresi obbligati a vincere in Turchia contro il Galatasaray per poter ottenere il pass per le Top 32. I sassaresi reggono solo 20′ prima di arrendersi ai canestri di Guler e compagni e salutano così l’Europa con solo 3 vittorie all’attivo.

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