Aradori glaciale: la Fortitudo piega Varese e torna in zona playoff

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Fortitudo Pompea Bologna 79 – 76 Openjobmetis Varese

(24-20; 44-48; 64-61; 79-76)

La Fortitudo Pompea Bologna ritrova dopo due sconfitte la via del successo e lo fa piegando l’Openjobmetis Varese 79-76. Un successo maturato grazie ad un secondo tempo solido dei biancoblu che hanno stretto a dovere le maglie difensive, subendo soltanto 28 punti (a fronte dei 48 siglati da Varese nei 20’ iniziali) e in attacco hanno colpito con le stilettate di Pietro Aradori (21 punti di cui 12 siglati nel secondo tempo) che ha lenito a suon di canestri la verve di Varese. A dir poco preziosi però nelle file di Bologna anche il contributo di Henry Sims (14 punti, 8 rimbalzi) e quello della panchina che ha trovato in capitan Stefano Mancinelli (11 punti) e in Ed Daniel due salvagenti importanti per tenere a galla la barca biancoblu. A Varese, che era partita forte e anche ad inizio secondo tempo ha provato a scappare, non sono invece bastate le prove più che positive di Clark (13 punti) e Siim Sander-Vene, mentre è mancato Ingus Jakovics con il suo tiro da fuori.

Le triple di Clark, Mayo e Vene segnano il buon avvio di Varese che in meno di quattro minuti mette a ferro e fuoco la retina fortitudina e si porta sul 4-13 costringendo Martino al timeout. Il minuto di sospensione ridesta però Bologna: Robertson e Leunen, dalla lunga, rispondono infatti ai biancorossi e spingono a contatto (12-15) la Pompea che a 1’18” dal termine del primo quarto trova addirittura il colpo del sorpasso con la bomba di Aradori al culmine di un break di 15-4 (19-18). L’impeto biancoblu non si ferma neppure davanti al canestro di Simmons perché Cinciarini dall’arco e Aradori allo scadere siglano il 24-20 felsineo al primo mini-intervallo. Clark e Ferrero suonano la carica per i lombardi in avvio di secondo quarto (24-24), ma dall’altra parte arrivano quattro punti ravvicinati di Mancinelli che respingono l’assalto varesino e ridanno fiducia ad una Fortitudo presente a rimbalzo e capace di allungare a +6 spinta da Cinciarini e da un Sims che raggiunge ben presto la doppia cifra (36-30). L’ottovolante di emozioni non si arresta perché Varese non intende minimamente mollare e in un amen colma il gap con il tiro da fuori di Tambone e Mayo e poi riesce addirittura a rispondere ulteriormente ai canestri di Aradori e Stipcevic con un 9-0 chiuso dalla bomba di Tambone che sigla il 41-45 esterno. Un +4 che resiste anche alla difesa a zona di Bologna e alla tripla di Robertson poiché il punto esclamativo sul primo tempo lo mette dall’arco Peak (44-48).

Per restare aggrappata al match e replicare alle iniziative di Simmons e Vene in apertura di secondo tempo, la Pompea deve affidarsi ai muscoli di Henry Sims e alle triple di Aradori che valgono il -2 biancoblu a 5’30” dalla penultima sirena (54-56). La ciliegina sulla torta la mette Fantinelli con il sottomano della parità a quota 56. La tensione comincia a salire e lo percepisce quando a Cinciarini viene un po’ generosamente fischiato un antisportivo ai danni di Vene. La Fortitudo però non accusa il colpo e mette la freccia del sorpasso con un antisportivo questa volta fischiato ai danni di Daniel che in lunetta fa due su due. Non pago l’americano sul possesso seguente corregge a canestro un errore di Aradori con la spettacolare schiacciata del +4 biancoblu (64-60). Un vantaggio di due possessi che viene leggermente limato dall’uno su due dalla linea della carità di Mayo per il 64-61 a 10’ dalla fine. La “Dea Bendata” sorride ai biancoblu sputando fuori dal ferro le conclusioni di Mayo e Jakovics in avvio di ultimo quarto e accogliendo tra le maglie della retina biancorossa quelle di Mancinelli che ne mette cinque in fila e confeziona il +8 a 7’ dal 40° (69-61). Simmons, Clark e Vene fermano la fuga felsinea e dimezzano lo svantaggio della Openjobmetis che a 4’ dalla fine si ritrova con sole tre lunghezze da recuperare. Martino è così costretto a fermare il gioco con un timeout da cui la Fortitudo esce con il gioco da tre punti di Aradori che è ossigeno puro nei polmoni della Pompea (74-68) che pian piano allunga sfruttando anche un tecnico fischiato a Caja (77-70) e poi mette le mani sulla vittoria grazie ai sigilli finali di Aradori che respige gli ultimi tentativi vincenti di Ferrero e Mayo che ha persino sbagliato il tiro del sorpasso biancorosso ad una manciata di secondi dalla fine.

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