Austin Rivers replica a Kyrie Irving: “La NBA distrarrebbe dalle proteste? Non vedo alcun collegamento”

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Poco fa Austin Rivers è stato il primo giocatore a replicare esplicitamente a Kyrie Irving, che da ieri sera si è fatto paladino della causa del non tornare a giocare in questa stagione perché le partite distrarrebbero le persone della proteste anti-razziste di queste settimane.

Rivers, point guard degli Houston Rockets, ha commentato un post su Instagram che parlava della questione, scrivendo:

Sto cercando di trovare un collegamento. Tornare a giocare farebbe arrivare soldi nelle tasche di tutti i giocatori NBA. Con quei soldi potremmo aiutare molte più persone e continuare a dedicare tempo ed energie al movimento Black Lives Matter. Col quale sono d’accordo al 100%, perché serve un cambiamento e sopportiamo ingiustizie da troppo tempo. Ma a parte questo, non si può non menzionare che ci sono tanti giocatori che conosco che hanno bisogno del loro stipendio… Il 99% della NBA non ha i soldi che ha Kyrie. Per non dire che il basket è uno sport in cui predomina il numero di giocatori afroamericani, e quindi anche una audience di questo tipo. Intrattenere e dare speranza a questi ragazzi è importante. Inoltre tenere dei ragazzi in casa a guardare il basket in tv invece che, magari, andare fuori e cacciarsi nei guai è altrettanto importante. Non sto dicendo che il basket sia la soluzione a questi problemi, ma può essere una distrazione. Per non menzionare tutte le conseguenze che non giocare avrebbe sugli accordi con le televisioni, il prossimo CBA [contratto collettivo, ndr], eccetera. Metterebbe davvero in pericolo il basket, potrebbe anche causare la cancellazione della prossima stagione. Adoro che Kyrie metta passione nell’aiutare questo movimento di protesta, è da ammirare ed è d’ispirazione. Sono con lui, ma non al prezzo delle carriere dei giocatori e dei lavoratori NBA. Possiamo fare entrambe le cose, sia giocare che cambiare il modo in cui i neri vengono trattati. Dobbiamo farlo! Ma cancellare o boicottare il ritorno in campo non aiuta in questo senso, secondo me. I ragazzi vogliono giocare a provare ad aiutare a produrre un cambiamento.

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