Avellino-Virtus, le pagelle: Taylor e Punter sontuosi, Costello e Cole non bastano

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La Virtus Bologna ha fatto suo il big match del terzo turno della Serie A 2018/2019, andando ad espugnare il PalaDelMauro per 90-96. Una prova di forza dei ragazzi di Sacripanti, che contro il proprio recente passato non ha fatto sconti nonostante l’assenza di Qvale. Dall’altro lato Vucinic dovrà tornare subito al lavoro, per correggere gli errori in vista del prossimo impegno in Basketball Champions League.

Andiamo a vedere ora le pagelle della sfida.

Sidigas Avellino

Norris Cole: 7 – già 10 punti nel primo quarto, così per presentarsi. Abile nel lasciare spazio ai compagni nella fase centrale del match, per poi tornare in cattedra nell’ultimo periodo.

Lorenzo D’Ercole: 5 – Passa 12 minuti sul parquet dove si fa notare solo per una spinta subita a palla lontana.

Demetris Nichols: 6 – Fa valere la sua esperienza e si sacrifica nel pitturato, portando a casa anche 7 rimbalzi. Nelle battute finali però arriva col fiato corto e alcuni errori li paga a caro prezzo.

Stefano Spizzichini: 5.5 – Un solo passaggio in campo, buon canestro e tanta sofferenza.

Kiefer Sykes: 7 – in Irpinia viene paragonato a Ragland, si sta inserendo in questo solco. Tanta energia su entrambi i lati e pericolosità offensiva costante.

Matt Costello: 7,5 – Costante nella sua produzione offensiva, meglio di N’diaye. In difesa soffre Badi Rossi quando deve inseguirlo fuori dall’area, ma è l’unico neo in una partita da dominatore.

Ariel Filloy: 6,5 – Porta sempre quello che gli viene richiesto: regia e velocità al fianco o al posto di Cole, con anche un paio di triple pesanti.

Caleb Green: 6,5 – ci mette un quarto ad ingranare, ma poi mette in mostra tutto il suo talento.

Hamady N’Diaye: 5 – non sfrutta lo strapotere fisico di cui dispone, soprattutto considerando l’assenza di Qvale. Quando sfida Kravic crea sempre grattacapi per la difesa ospite, ma sembra il primo a non credere in queste situazioni.

All. Nedad Vucinic: 5,5 – Aveva dichiarato di voler vendicare la sconfitta di Cremona, ma anche stasera esce dalla contesa con il cerino in mano. Non riesce a trovare contromisure efficaci alla zona e con il tiro da fuori che non lo premia (5/22), è costretto ad inseguire gli avversari per quasi tutto l’arco del match.

 

Virtus Segafredo Bologna

Tony Taylor: 8 – Mostruoso nella sua freddezza e lucidità. Dall’inizio guida i compagni, mettendo la firma solo quando necessario. Poi nel momento di massima difficoltà dei suoi, decide di dare lo strappo decisivo in solitaria, dominando senza sbagliare una scelta.

Kevin Punter: 7,5 – È la solita principale bocca da fuoco e anche oggi chiude come top scorer. Bravo a supportare Taylor e a tornare in scena nei minuti finali.

Pietro Aradori: 6 – Continua il suo momento di difficoltà atletica, ma mette canestri importanti.

Amath M’Baye: 6,5 – Unico bianconero con le percentuali sporche, a volte forza un po’ troppo. Utile comunque su entrambe le metà campo dove non lesina mai l’impegno.

Kelvin Martin: 7,5 – dopo serate di gregariato di lusso, oggi si prende la scena. Un fattore in difesa e a rimbalzo, anche davanti domina nei quarti centrali e si fa sempre trovare pronto.

Filippo Baldi Rossi: 6 – Buon avvio con tripla, poi cala alla distanza. Quando chiamato in causa però porta sempre il proprio contributo.

Dejan Kravic: 7,5 – Una sentenza quando attacca in velocità fronte a canestro, in difficoltà quando è spalle al ferro. Cresce con la partita, nonostante il problema alla caviglia, si trasforma in lavatrice catalizzando tutti i palloni sporchi.

Alessandro Pajola: s.v. – Fugace apparizione, non era la sua partita.

David Cournooh: 6 – Dei tre dietro Taylor è quello che colleziona più minuti, un paio di accelerazioni e tanto lavoro sporco in difesa.

Allenatore Pino Sacripanti: 7 – Partita perfetta dei suoi, 96 punti segnati in trasferta su un campo difficilissimo. La sua Virtus resta quasi sempre avanti e anche quando viene ripresa e superata, non si scompone rimanendo fedele alle proprie idee. Ottima la gestione delle responsabilità anche quando l’eccellente circolazione dei primi due quarti viene meno, cavalca per larghissimi tratti la zona che si rivelerà essere una scelta vincente.

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