Azzurri a raggi X: Nicolò Melli, “il ragazzo della porta accanto”

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Si è appena concluso anche il torneo di Trieste, che ha visto protagonisti i nostri in maglia azzurra: una volta battuta la Russia abbiamo alzato la coppa e da imbattuti abbiamo vinto la manifestazione. Oramai manca meno di una settimana all’esordio europeo e il coach Simone Pianigiani dovrà fare alcune scelte. Di questa speciale rubrica entra a far parte anche Nicolò Melli, ala grande classe 1991, che dopo quattro stagioni con l’Olimpia EA7 Milano ha deciso di andare in Germania al Bamberg di Andrea Trinchieri.

Si conclude quindi per il momento la carriera in Italia per Melli, che viste le decisioni prese dalla dirigenza milanese, ha preferito andare all’estero per una nuova avventura e per acquisire un’esperienza di carattere internazionale. Arrivato all’Olimpia dopo aver appena compiuto 20 anni, non sembrava destinato a doverci rimanere a lungo, considerate le ambizioni di una squadra che non alzava al cielo un trofeo dal 1996: Nicolò riesce però subito a far ricredere tutti gli scettici e porta in campo le sue doti migliori, ossia energia e versatilità.

Nicolò Melli
Nicolò Melli con la medaglia d’argento al collo nel 2011

Protagonista della nazionale Under 20 che nel 2011 ha vinto una medaglia d’argento ai campionati Europei, Melli si distingue immediatamente per l’intensità che mette sul campo: mostra subito una difesa asfissiante, discreti movimenti in post basso, un ottimo senso della posizione a rimbalzo e un buonissimo tiro dalla media distanza.

Nel corso delle amichevoli in preparazione ad Eurobasket il nostro si è come sempre distinto, non tanto per i numeri messi a referto, ma per l’inerzia che porta ogni volta che si alza dalla panchina: parliamo di un giocatore equilibrato, che difficilmente perde il controllo, nonostante in campo non riesca a nascondere le proprie emozioni. E’ stato spesso impiegato da Pianigiani come centro di riserva, ruolo nel quale la nostra nazionale è evidentemente in difficoltà, visti anche gli acciacchi di Andrea Bargnani e Marco Cusin: il rischio principale è quello di soffrire i lunghi europei soprattutto in difesa, considerando che Melli è alto solamente 2.05 metri, ma potrebbe essere un punto di riferimento se si decidesse di giocare piccoli, la tanto acclamata “small-ball”,  vista anche la qualità dei nostri esterni.

Sicuramente non si chiede a Nicolò di essere il lungo titolare della nostra nazionale: non è il classico giocatore che gioca 35 minuti a partita e fa la differenza, ma senza ombra di dubbio sarà FONDAMENTALE dando minuti di riposo al già citato Bargnani, visti i tanti punti interrogativi del nostro reparto lunghi, e che insieme a Gentile e Hacket “spacchi” la partita giocando nella second unit, cambiando l’inerzia della gara.

Mai nessuno scandalo, mai sopra le righe fuori dal campo, sempre puntuale agli allenamenti, dieta regolare, instancabile lavoratore e un viso da “bambino”: il classico ragazzo della porta accanto insomma, quella che dareste in sposa a vostra figlia. Un giocatore tanto “docile” quanto esplosivo una volta messi i piedi sul parquet: un elemento che secondo me, alla nazionale potrebbe fare molto comodo e che per questo merita la convocazione.

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