Azzurri ai raggi X: Achille Polonara, “White Men Can Jump”

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La rubrica “Azzurri ai raggi x”, volta ad analizzare ogni singolo giocatore della nazionale italiana che prenderà parte all’Europeo, è giunta al dodicesimo ed ultimo appuntamento. È arrivato il momento di parlare di Achille Polonara, “il nuovo Toni Kukoc”, secondo il giornalista sportivo Sergio Tavcar. Il ragazzo marchigiano ha una grande duttilità e sa fare davvero molte cose sul parquet. Le cifre lo dimostrano, la scorsa stagione ha chiuso con 12,2 punti, 8,3 rimbalzi e 1,4 assist ad allacciata di scarpe.

Due cose non bisogna dimenticare quando si parla dell’ala di Reggio Emilia: ha solo 23 anni e ogni anno ha saputo migliorare la media di punti, rimbalzi e assist. La carriera dell’azzurro è sempre stata in progressione, da futuro talento quale era ai tempi di Treviso e Varese, a giocatore di prima fascia nel campionato Italiano; basti pensare che nel 2013 non venne inserito tra i 12 che parteciparono all’Europeo in Slovenia, anche per colpa di un piccolo problema fisico, mentre nella spedizione tedesca prenderà parte nonostante la squadra, a livello di singoli, sia nettamente migliore rispetto a quella del 2013. Fino a che livello arriverà Polonara non è dato saperlo, ma ha dimostrato un gran potenziale e un’attitudine al miglioramento davvero importante.

hackett polonara italia
Hackett e Polonara.

Normalmente un giocatore giunge all’apice della carriera all’età di 27-28 anni, ancora quindi cinque stagioni in cui Achille avrà la possibilità di progredire, nella speranza della chiamata di un “top club” europeo o, perché no, di una franchigia NBA. Quest’anno ha saputo guidare Reggio Emilia fino al terzo posto in regular season e a gara7 della finale scudetto, record storico per gli emiliani, poi persa 73-75 contro la Dinamo Sassari.

 

Achi, come lo chiamano i tifosi reggiani, è alto 2.03, ha un buon tiro da tre, un ottimo atletismo, ma fa molto fatica ai tiri liberi (63% dalla linea della carità) così come nell’arresto e tiro. Ha una grande abilità a rimbalzo, possiede un eccellente primo passo ed è dotato di una difesa più che discreta.

In questa Italia Polonara avrà un ruolo da gregario data la quantità di giocatori presenti nello spot di ala. Gli azzurri possono infatti contare sui vari Datome, Melli, Gallinari, che però in questa Italia potrebbe giocare anche da ‘5’, e Gentile, che probabilmente svolgerà il ruolo di guardia. Il ragazzo di Ancona, in stagione, si è destreggiato soprattutto da ala grande, ma Pianigiani ha mostrato nei tornei sin qui disputati di preferirgli l’eclettismo del neo-Bamberg, oltre che i più quotati “Gallo” e “Gigione”.

Nelle amichevoli che hanno preceduto l’Europeo, Polonara non è stato impiegato granché, ma il 29 agosto, nel test a Trieste contro Michigan State, complici le assenze di Datome e Bargnani, ha giganteggiato chiudendo con una doppia-doppia, 17 punti e 11 rimbalzi, e il giorno seguente ha segnato 7 punti, terminando il cammino pre-europeo in progressione.

Al ventitreenne della Grissin Bon sarà richiesta molta energia dalla panchina, per fare rifiatare i giocatori più quotati. Se utilizzato in maniera ortodossa, potrà risultare una delle chiavi di questa nazionale e sarà, insieme ad Amedeo Della Valle, l’asso nella manica di Simone Pianigiani. Sperando abbia a disposizione un minutaggio consono, che gli permetta di esprimersi al meglio, secondo le proprie potenzialità, le stesse potenzialità che (salvo rocamboleschi scivoloni) lo porteranno negli anni a divenire una delle colonne portanti di questa Nazionale. L’augurio è che “PolonAir” non smetta mai di volare.

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