Azzurri ai raggi X: O capitano mio capitano, Luigi Datome.

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Continuiamo con la rubrica speciale di BasketUniverso “Azzurri a raggi X”, volta ad analizzare ed approfondire la squadra che affronterà l’Europeo di basket che inizierà il 5 settembre. Dopo aver parlato dei tre “Italiani d’America” Bargnani, Belinelli e Gallinari ora è il turno di un altro ex italiano d’America, la cui carriera NBA prima con i Detroit Pistons, andata non nel migliore dei modi (ricordando la parentesi in D-League) e poi con i Boston Celtics, dove ha in parte espresso il suo talento, si è chiusa all’inizio di luglio, ma a cui farà seguito quella turca, tra le file del Fenerbahçe di Željko Obradović. Si parla ovviamente di Luigi “Gigi” Datome.

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Il titolo di oggi, preso da una delle più famose poesie del poeta statunitense Walt Whitman, non è un caso: Gigi è infatti il capitano della Nazionale da Eurobasket 2013, quando, con una nazionale forse meno “pregiata” di quella attuale, viste le assenze di Bargnani e Gallinari, si è dimostrato uno dei trascinatori con una media di 13,8 punti, 4,8 rimbalzi e 1,4 assist. E probabilmente è stato quell’Europeo a convincere i Detroit Pistons a scommettere sull’ala piccola sarda.

Una carriera in Nazionale da vero leader la sua, con 76 presente e 661 punti al seguito, due Europei già alle spalle e la voglia di vincere e portare finalmente a casa quel trofeo che manca dal 1999.
Datome che però, proprio giorni fa, si è visto quasi scappare il terzo Europeo, a causa di un problema muscolare all’inguine riscontrato dopo la gara contro la Slovenia a Capodistria poi rivelatosi solo un affaticamento; segno del destino per un giocatore che non dovrà mancare in una competizione così importante, visto che ci si gioca anche un eventuale presenza alle Olimpiadi di Rio e vista l’importanza del suo ruolo.

Perché Gigi non porta solo spirito motivazionale o esperienza, ma porta con sé caratteristiche tecniche fondamentali per coach Pianigiani: a partire dalla sua propensione difensiva, data la presenza fisica (203 com per 100 kg) e la sua bravura nella stoppata (Victor Claver ne sa qualcosa), fino alla sua duttilità nei ruoli, tanto che riesce a coprire ruoli da 3, da 4 e, all’occorrenza, da 2. Senza dimenticare uno dei suoi pregi migliori: un pregevolissimo tiro, letale sia dalla media che dai 6,75, che riesce a costruire da solo o da un uscita dai blocchi, schema che abbiamo visto tanto in questi ultimi tornei estivi della Nazionale.
L’ultima stagione ai Celtics ha poi confermato queste caratteristiche, con Gigi non più visto solo come un tiratore, benché coach Stevens lo definisse come “uno dei migliori tiratori che abbia mai visto” e un Boston Garden incantato dalle sue giocate.

Giocatore fondamentale, spirito guida e uomo spogliatoio: Gigi Datome è pronto a caricarsi sulle spalle la Nazionale forse più talentuosa degli ultimi anni, da capitano, nello scetticismo o nell’elogio del pubblico, nella vittoria e nella sconfitta.
Per uno che ha sempre difeso la Nazionale dando tanto per essa, la possibilità di alzare la coppa sarebbe il ringraziamento perfetto. E il miglior biglietto da visita da portare a Istanbul.

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