Ieri notte la NBA ha vissuto una serata storica: Bam Adebayo ha segnato 83 punti contro gli Washington Wizards. Non sono solo il record di franchigia per i Miami Heat, ma soprattutto la seconda miglior prestazione realizzativa della storia della Lega: dietro solo ai 100 punti di Wilt Chamberlain e davanti agli 81 di Kobe Bryant. Una notizia clamorosa, se si pensa anche a chi è il protagonista di questa storia: Adebayo, 28 anni, è una star in NBA ma sicuramente non tra le prime che vengono in mente, e non è certamente uno scorer. La sua media in carriera è di 16.1 punti di media, nella sua miglior stagione ne ha segnati 20.4 e prima di ieri il suo career-high era 41 punti. Il lungo di Miami è il primo giocatore della storia a più che raddoppiare il proprio record, passando appunto da 41 a 83 in una sola notte.
Se numerosi sono stati i colleghi ed ex colleghi che lo hanno applaudito, in primis LeBron James e Dwayne Wade su X, non sono state poche le critiche ad Adebayo e alla sua prestazione. I motivi sono molteplici, ma partiamo semplicemente dalla stats line: 83 punti, 9 rimbalzi, 20/43 al tiro, 7/22 da tre punti e soprattutto 36/43 ai liberi. Il tutto in una partita contro la peggior squadra NBA, Washington, mai veramente in discussione e vinta alla fine 150-129: i 42′ in campo di Adebayo sono lì a testimoniare che il record non è stato realizzato nel normale flusso del match, ma è stato voluto e cercato in primis dal diretto interessato e in secondo luogo dai suoi compagni e dallo staff. Il centro di Miami è stato sostituito non appena ha segnato il libero dell’83° punto, utile a superare il bottino di Kobe raccolto nel 2006 contro Toronto.
Uno spettacolo discutibile
La partita tra Heat e Wizards non sarebbe stata spettacolare probabilmente nemmeno se Adebayo si fosse limitato a un ventello, ma nel secondo tempo ha assunto caratteri grotteschi. Il giocatore aveva segnato 30 punti nel primo quarto e ha probabilmente capito in quel momento di poter osare. Alla fine il concetto di rincorrere il record è stato esasperato a tal punto che nel quarto periodo i compagni hanno iniziato a fare fallo sistematico solo per mandare gli avversari in lunetta, fermare il cronometro e ridare palla a Bam il più rapidamente possibile. Una tecnica non nuova e additata, senza prove concrete in mancanza di video, anche alla leggendaria prova da 100 punti di Chamberlain. Per questo motivo Adebayo ha chiuso con l’abnorme totale di 43 liberi tentati, suo career-high e record di franchigia. In questa stagione, solo 14 squadre NBA hanno tirato più liberi (di squadra!) in una singola gara.
Lo stesso coach Brian Keefe, guida tecnica degli Wizards, ha sottolineato il povero spettacolo messo in scena nel secondo tempo con la collaborazione involontaria dei suoi giocatori: “Stavamo cercando di togliergli la palla di mano, ma ha comunque tirato dei liberi per dei falli a 12 metri dal canestro. Il quarto quarto si è trasformato in qualcosa che non assomigliava a una partita di basket, ma dobbiamo sicuramente fare meglio anche noi sul possesso di palla, abbiamo lasciato che Adebayo prendesse ritmo. È colpa nostra”.
The Heat kept fouling the Wizards to get the ball back so Bam can break Kobe’s record…
And the Wizards kept sending Bam to the free throw line
FOURTY-THREE free throws 😭 pic.twitter.com/onUU9jVK9d
— BrickCenter (@BrickCenter_) March 11, 2026
Un danno di immagine per la NBA?
In un’epoca in cui la NBA di Adam Silver è bersagliata da diverse critiche, la prestazione storica di Bam Adebayo può diventare anche un problema di immagine. Se all’indomani di una prova che, teoricamente, dovrebbe entrare nella leggenda ci sono più critiche che complimenti, un problema di fondo ci deve essere. E nella partita di Adebayo troviamo tutti i principali temi controversi della NBA moderna: l’eccessiva protezione arbitrale degli attaccanti, il tanking (gli Wizards hanno perso senza troppo impegno la 48° partita stagionale) e la facilità con cui ormai si realizzano prestazioni che solo 10 anni fa erano rarissime (ma non impossibili, basti pensare ai 30 assist di Scott Skiles, un buon playmaker mai stato nemmeno All-Star nella sua carriera). Insomma è una prestazione che indebolisce la NBA, più che rafforzarla.
Forse è vero che il peso dei record dipende da come vengono ricordati. Ma da oggi, alla voce “punti segnati in singola partita”, leggeremo Wilt Chamberlain, Bam Adebayo, Kobe Bryant. Fa già impressione così. E una domanda sorge spontanea: era davvero necessario?
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