Brescia: Europa, PalaLeonessa e squadra, un mix intrigante per riaffermarsi in Italia

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Il primo anno la salvezza, l’anno scorso la semifinale playoff, quest’anno servirà la riconferma: la Germani Basket Brescia in versione 3.0 si prepara ad affrontare una nuova stagione con grande attenzione da parte degli addetti ai lavori della Serie A con nuovi componenti a roster, nuove sfide fuori dall’Italia e un nuovo PalaLeonessa completamente ristrutturato e pronto ad accogliere 5200 posti a sedere per vedere le sfide della compagine biancoblu.

Insomma tante novità in casa Brescia, ma ogni programmazione parte sempre da un base solida attorno a cui costruire il nuovo roster e, sotto questo profilo, la società lombarda ha impostato una base solida a lungo termine: per spiegare meglio, alcuni giocatori hanno accettato di far parte del progetto con contratti garantiti fino al 2020/2021, quindi per almeno altri 2-3 anni; in particolare, sono stati i giocatori di esperienza ad accettare questo tipo di proposta quali Luca Vitali (2022), Brian Sacchetti (2021) e David Moss (2020 già in essere). Il playmaker della nazionale, oltre ad essere in regia per i prossimi 4 anni, ha anche accettato di fare da testimonial di tutte le iniziative del settore giovanile, rendendosi disponibile a una società che ha ottenuto un lodevole 4° posto alle Finali Nazionali U15 spingendo di fatto a valorizzare anche la propria linea verde; per quanto riguarda il figlio del CT azzurro, si è rivelato una componente fondamentale nei successi bresciani nell’annata precedente come perno di squadra (in particolare agendo da 3/4 sul perimetro) e con un repertorio a tutto tondo risultati spesso decisivi. Infine l’ormai 35enne capitano della squadra ha ancora qualche cartuccia da sparare, essendo capace ancora di reggere il confronto con il massimo campionato agendo sia da starter che in uscita dalla panchina portando energia, difesa e una mano ancora pericolosa sul tiro dalla media e lunga distanza.

Sotto le conferme però pesano le partenze di Michele Vitali (Andorra, Liga Endesa) e Marcus Landry (Corea del Sud), perni cardine della formazione negli ultimi due anni, oltre a quella del beniamino dei tifosi Lee Moore (MBC, Germania). Ma per ogni giocatore che esce arrivano volti nuovi in casa bresciana: al posto della guardia azzurra classe 1991, ecco Awudu “Abi” Abass, nel ruolo di 3 titolare capace di garantire atletismo, energia e freschezza e per il quale sarà importante ritrovare il “feel of the game” e minuti importanti; come guardia, al posto di Moore, è arrivato Bryon Allen, comboguard già vista in Italia a Roseto e che avrà un ruolo chiave nello scacchiere bresciano: a lui spetterà il compito di creare il vantaggio dal perimetro tra pick n roll (se verrà chiamato in causa) e giocate in isolamento, più cercare di chiudere la difesa in area per aprire il gioco sull’arco per i tiratori. A coprire il ruolo di 4 lasciato libero dalla stella Landry, è stato selezionato Jordan Hamilton: ala classe ’90 con molta esperienza NBA alle spalle, anche a lui spetta il compito di creare e concretizzare i vantaggi offensivi mostrando atletismo ed esplosività nelle penetrazioni e il tiro dall’arco in isolamento; a completare lo starting five, la Leonessa ha puntato forte nel ruolo di centro (al posto di Dario Hunt, finito a Charleroi, Belgio) su Eric Mika, classe ’95 nella scorsa stagione in forza a Pesaro, un mix di muscoli e solidità a rimbalzo che può valorizzare il pick n roll di Luca Vitali come finisher ma anche capace di giocare forte spalle a canestro. Dalla panchina ecco i seguenti cambi: in uscita Andrea Traini e Martino Mastellari (Montegranaro), Abdel Fall (Eurobasket Roma), Bryce Cotton (Perth Wildcats, Australia) e Benjamin Ortner (free agent); in entrata Tommaso Laquintana come rincalzo in cabina di regia per portare difesa e affidabilità, Marco Ceron come cambio degli esterni per dare ritmo all’attacco e personalità, Andrea Zerini come lungo di esperienza, solido e con una mano educata vicino e lontano da canestro e infine Gerald Beverly, anche lui come cambio dei lunghi, fisicamente ben definito e con un potenziale repertorio tecnico ancora emergente. Completa il roster Matteo Caroli, guardia classe ’95 proveniente da Rimini.

Il tutto naturalmente sotto la guida del coach Andrea Diana, alla sua settima stagione come coach della Leonessa (quarta da allenatore capo), confermato assieme al suo staff di assistenti (Magro, Cotelli e Giannoni).

Passiamo al pre-campionato: si sono registrate 3 vittorie e 4 sconfitte nelle amichevoli in preparazione alla nuova stagione. Dopo un primo test con buoni risultati contro la Juvi Cremona, sono arrivate 3 sconfitte di fila a Bormio contro formazioni anche di un certo spessore e con una preparazione più avanzata rispetto alla Germani quali i tedeschi di Wurzburg, i russi dell’Enisey Krasnodar e la corazzata Efes Istanbul. Il ritorno a Brescia trova una nuova sconfitta a Lumezzane contro i campioni dell’Eurocup del Darussafaka, prima di ritrovare il sorriso aggiudicandosi il trofeo Ferrari nel nuovo PalaLeonessa superando Pesaro e Varese. Nel precampionato però bisogna considerare un aspetto importante: molte di queste amichevoli sono state giocate con tre pedine cardine quali Vitali, Abass e Sacchetti impegnati con le partite di qualificazioni ai Mondiali 2019 con la nazionale, mentre Mika ha ripreso confidenza con il campo solo a partire dalla partita di Lumezzane. Limiti che di fatto hanno portato allo stop pesante in SuperCoppa contro la corazzata Milano che ha rifilato un +22 ai biancoblu al suo primo banco di prova in vista del nuovo ciclo annuale.

Infatti per questo inizio di stagione il processo di crescita e di condizione, di dialogo di squadra e di pieno inserimento dei tanti volti nuovi negli schemi e nelle modalità di gioco richieste da coach Diana sarà il punto chiave per il proseguio dell’annata: l’obiettivo è sempre quello di poter rendere al meglio sul campo per raggiungere una posizione ai playoff e alimentare lo stesso entusiasmo che ha contraddistinto gli anni precedenti. Nuovi stimoli e nuove basi per una Germani che vuole ancora stupire.

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