Belinelli, un mese in bianconero: l’antipasto è stato servito, ora si aspetta tutto il resto al tavolo della Virtus

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Dall’esordio con Milano alla gara del Pala Radi con Cremona è ormai trascorso poco più di un mese per Marco Belinelli in Italia. Il 27 dicembre contro l’Olimpia il debutto in maglia Virtus, anche se a referto Belinelli c’era già stato, in campionato, in occasione della gara casalinga dei bianconeri contro Sassari. In quell’occasione, però, la condizione fisica e un piccolo acciacco dell’ultima ora non avevano permesso a Djordjevic di far scendere in campo l’ex San Antonio Spurs.
Un colpo di mercato che ha fatto tanto clamore e che ha avuto una ridondanza mediatica anche oltre confine, trattandosi oltretutto di un giocatore che proprio fuori dai confini del Bel Paese ha trovato fortune negli ultimi anni. Un acquisto, quello di Belinelli, che ha portato tanto alla Virtus, sui social prima che sul campo, dal momento che dopo l’annuncio i numeri virtuali del club bianconero si sono impennati. Sia sul profilo Facebook che su quello Instagram la società bianconera ha avuto un aumento importante: quasi 15mila followers in più e interazioni triplicate rispetto al normale, tra l’annuncio ufficiale dell’acquisto e la diretta della conferenza stampa di presentazione. Un vero e proprio boom che ha avuto tanto peso nell’attuale era della digitalizzazione, dove lo sport non “parla” più solo attraverso il campo.

Poi c’è il campo, appunto, lì dove Belinelli ha iniziato con 9 punti contro Milano, 16 contro Pesaro, 15 a Trento, 6 con Cantù, 23 con Brescia e 17 a Cremona: 14.3 punti di media in 6 partite, escludendo la comparsa in panchina contro Sassari. 6 gare che hanno funto da antipasto, in cui l’impressione è stata quella di un giocatore ancora a metà del suo potenziale, che sta lavorando per arrivare al meglio agli appuntamenti importanti ma che in poco tempo è già riuscito a trovarsi a meraviglia con i nuovi compagni, Teodosic e Markovic in primis, pur giocando per lo più “in ciabatte” come si dice in questi casi.

Si è messo le scarpe eccome, invece, in EuroCup: 21.7 punti di media, con il 57% da tre, dimostrando di aver perfettamente compreso come il progetto Virtus (e quindi anche il suo dati gli altri due anni di contratto) passi necessariamente dal far bene in coppa. Tradotto: arrivare almeno in finale. Con Belinelli la squadra di Djordjevic ha alzato il numero di possessi, ha alzato il livello di pericolosità offensiva ed ha aumentato la produzione di punti segnati, ma è un po’ come dire di aver scoperto l’acqua calda. E non è un caso che, dall’arrivo del nativo di San Giovanni in Persiceto, gli assist di Markovic e Teodosic siano vertiginosamente aumentati. Non così difficile da pensare, no? Uscite dai blocchi, tagli sul fondo, ricciolo e taglio nel cuore dell’area avversaria, quelle giocate, alla base della sua carriera, che rendono anche più facile la vita a chi passa il pallone. Ciò che colpisce di più, però, è la disponibilità e la dedizione di Belinelli una volta entrato nel mondo Virtus: il primo ad applaudire i compagni, il primo ad incitare dalla panchina, il primo a scuotere i suoi nei momenti “down” della partita. Un giocatore, lontano dal basket europeo per oltre 13 anni, che una volta tornato “al di qua” non ha avuto particolari pretese ma soltanto la capacità di mettersi a disposizione, arrivando da un mondo cestistico spesso molto distante da quello nostrano, a cui ormai si era disabituato. 

Il viaggio bianconero di Marco Belinelli è iniziato da poco più di un mese ma si è già capito tanto. Ora la Virtus dovrà sfruttarlo al meglio, a partire dalla F8 di Coppa Italia, proprio la competizione che chiuse, di fatto, la scorsa stagione e che i bianconeri dovettero abbandonare principalmente per un motivo: serviva qualcuno che risolvesse i problemi insieme o al posto di Teodosic, qualcuno, oltre al serbo, a cui affidare il pallone della vittoria o un possesso altrettanto pesante. Dal 26 novembre quel qualcuno c’è e nei suoi primi 30 giorni l’antipasto è stato servito.

Foto Virtus Segafredo Bologna

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