Bentornato Paul George!

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Ci è voluto più di un anno, ma alla fine Paul George è tornato e lo ha fatto, per ora, in modo davvero convincente. Dopo il bruttissimo infortunio (frattura di tibia e perone) subito nel corso di un amichevole estiva con Team USA, Paul George ha tenuto con il fiato sospeso tutti i tifosi NBA per tutta la scorsa stagione. Oggi, ad oltre 15 mesi da quel drammatico giorno possiamo gridarlo: Paul George è finalmente tornato!

george

I tifosi dei Pacers hanno passato una stagione “vuota”, senza aspirazioni, con un gioco che stentava a decollare e con la speranza che il loro miglior giocatore recuperasse al meglio. Per loro fortuna, le loro preghiere sono state ascoltato e Paul George è tornato in grandissima forma, riprendendo la squadra nelle proprie mani e dimostrandosi disposto ad aprire un nuovo ciclo, più improntato su un basket moderno che su quello lento focalizzato sul contributo di West e Hibbert che comunque ha portato ad ottimi risultati.

A dir il vero, gli Indiana Pacers non hanno cominciato la stagione nel migliore dei modi, ma dopo aver perso le prime tre partite con un George del tutto normale le cose son cambiate. Sono arrivate quattro convincenti vittorie contro Pistons, Celtics, Heat e Magic e la sconfitta contro i superiori Cleveland Cavaliers che però hanno rischiato grosso in casa loro. In queste ultime 5 partite le medie di Paul George sono da MVP: 27.4 punti, 9.2 rimbalzi, 5 assist e 2 palle rubate. Fondamentale vista la carenza di tiratori in squadra la netta inversione che c’è stata nel tiro da tre punti: 4/20 nelle prime gare, 13/29 dopo. Aldilà dei numeri PG13 da l’impressione di essere un giocatore totalmente recuperato: sempre presente, in ottima forma fisica, sottocontrollo e pronto a colpire nei momenti decisivi dei match.

Abbiamo accennato al fatto che ad Indianapolis stanno provando a cambiare totalmente il loro gioco rispetto al recente passato tanto che Frank Vogel aveva anticipato alcune settimane fa che avrebbe schierato George da Ala Grande titolare. Il giocatore non è sembrato convinto ed in effetti ciò non è avvenuto anche se i minuti da 4 tattico sono decisamente aumentati rispetto al passato. Nonostante ciò le sue zone preferite continuano ad essere di gran lunga quelle esterne e a riguardo bisognerà trovare dei migliori equilibri con Monta Ellis autore di una partenza sottotono. I due amano tenere la palla in mano, giocare il pick’n’roll e creare dal palleggio ed ancora non sembra esserci una grande intesa. In queste prime partite l’attacco è stato gestito abbastanza evidentemente da George che sembra addirittura migliorato in alcuni aspetti del gioco come, per esempio, le scelte sui pick’n’roll, anche se il reparto lunghi non eccessivamente tecnico e talentuoso non aiuta nel gioco di questo fondamentale. Anche se il campione di partite è ancora troppo piccolo sorprende la qualità dei passaggi (direttamente collegata con le migliori letture e scelte) di George che sembra esser diventato un signor assistman, soprattutto nel traffico.

Nonostante il grande ritorno di Paul George, gli Indiana Pacers non sono attualmente tra le migliori squadre della Eastern Conference. Potrebbero fare un grande salto di qualità se riuscissero a inserire nel loro gioco il miglior Monta Ellis e, magari, sfruttare George anche in altre situazioni. Ma considerando il tempo molto ristretto che i due hanno passato assieme il problema non è ancora da considerare serio. Discorso diverso invece per quanto riguarda il reparto lunghi: Lavoy Allen, Jordan Hill e Ian Mahinmi sono dei giocatori molto utili, ma con degli evidenti limiti tecnici e affidarsi a loro per 30 o più minuti non sembra essere una saggia scelta della NBA di oggi. Pertanto non ci sarebbe da sorprendersi se Larry Bird e compagni si muovessero sul mercato nei prossimi mesi per ritoccare il roster e permettere a Paul George di tornare a giocare per il titolo o comunque per gli obiettivi che un giocatore del genere si merita.

* Risultati e statistiche sono aggiornati all’11-11-2015

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