Biella&Veroli: le sorprese che non t’aspetti

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Budget nettamente inferiore alle altre squadre,giocatori semi sconosciuti in cerca di consacrazione,valorizzazione dei giovani.  Ecco i segreti delle due sorprese di Legadue Gold:

BIELLA

biella tifo

 

Dopo 12 anni di serie A fra gioie e dolori,la pallacanestro Biella s’è presentata ai nostri di partenza della legadue con tanta voglia di costruire un nuovo ciclo di vittorie. Per affrontare questo difficile campionato la società ha puntato soprattutto su quello che aveva in casa e cioè Laganà,Raspino e De Vico,oltre al ritorno dal prestito di Murta e Lombardi . Attorno  a questi ragazzi si sono aggiunti Bloise,Chillo,Infante,Berti,Voskuil e Hollis  per una squadra con un’età media di 24 anni,la più giovane di tutta la legadue. In panchina la scelta di coach Corbani,esperto di giovani,ha valorizzato ancor di più la stagione di Biella. L’allenatore milanese è stato bravissimo a creare un sistema di gioco divertente fatto molto di “run&shot”  e letture sui blocchi,complice soprattutto un grande interprete come Alan Voskuil. Il giocatore naturalizzato danese è stato il leader offensivo assoluto della squadra (18.5 pt. a gara) e le sue qualità di “shooter” in transizione e uscendo dai blocchi s’è perfettamente rispecchiato con la filosofia di gioco  del ex vice coach della nazionale italiana under 20. Il secondo straniero della squadra, Hollis, è stato una degna seconda scelta offensiva e la sua bidimensionalità,essendo un 3-4, è risultata fondamentale sia in difesa che in attacco. Il nativo di Fourt Lauderdale ha chiuso la sua stagione con 17.6 punti,il 63.6% da due, il 46.9 da tre ed ha aggiunto anche 7 rimbalzi a gara. Ma di questa Biella viene più da evidenziare il grande utilizzo dei giovani presenti nel roster: Raspino,ad esempio, è stata una vera e propria rivelazione per grinta e atletismo messo in ogni singola partita. Laganà,fino a prima dell’infortunio, è stato un leader per i compagni con i suoi 10 punti, 3,5 rimbalzi e  2,8 assist. Chillo, De Vico, Lombardi e Bloise  hanno dimostrato di poterci stare tranquillamente in questo campionato e non passare la maggior parte del tempo in panchina com’è stato in passato.  A loro c’è da aggiungere l’apporto di due meno giovani come Berti e Infante. I due ex Veroli hanno disputato una regular season di tutto rispetto,con il primo che s’è rivelato un play di assoluta sicurezza mentre il secondo ha disputato una delle sue migliori stagioni di legadue grazie a 7 punti di media ,4 rimbalzi e 2 assist.

Da cosa ripartire?

Innanzitutto dai giovani e dalla loro voglia di emergere. Non c’è campionato migliore come quello della legadue gold per mettere in mostra i giovani e Biella è stata l’unico società a capire la vera essenza di questo campionato. Poi c’è da riconfermare coach Corbani che con la sua voglia di lavorare ha portato grandi frutti ai giocatori e alla società. Il roster sarebbe da riconfermare in blocco e con l’aggiunta di un lungo Biella potrebbe seriamente pensare al ritorno in serie A.

I biellesi  hanno un grande amore per questo sport e la Pallacanestro Biella  è già pronta per una nuova avventura.

 

VEROLI

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Ripartita dalla sola conferma di Carenza rispetto alla stagione 2012/2013, la stagione di Veroli è andata oltre ogni più rosea aspettativa. Eppure ad inizio anno si temeva addirittura sulla possibilità di non avere una squadra visto una situazione economica precaria (tuttora persistente).  Salutato coach Marcelletti dopo una stagione deludente,la società ha deciso di puntare tutto su Marco Ramondino alla sua prima esperienza da capo allenatore. Il giovane coach Avellinese ha creato una squadra dalla spiccata identità difensiva (miglior difesa del campionato con 69,7 subiti) e con gerarchie offensive ben ripartite fra tutti gli interpreti del roster.  Se andate a cercare un giocatore di Veroli nei primi 10 realizzatori della legadue gold ,infatti,rimarrete delusi. Gli americani della squadra  li possiamo considerare come i più “europei” mai visti in questo campionato, visto che solitamente sacrificio e voglia di passarsi la palla non sono caratteristiche tipiche dei giocatori U.S.A. . I due “colored” si chiamano Jamar Samuels e Jamarr Sanders : il primo ha portato in ciociaria tanta esplosività e presenza sotto i tabelloni ,mentre il secondo si è rivelato un vero e proprio “all-around” chiudendo la sua stagione con 14 punti,5,4 rimbalzi e 2,9 assist. Da non sottovalutare come Samuels sia stato fondamentale soprattutto nella gestione di Cittadini visto che l’esperto lungo italiano ha potuto spesso  “riposare “ nella metà campo difensiva. Proprio il “Citta” ha disputato una positiva stagione chiudendo con 10 punti e 6 rimbalzi a partita, dimostrando che ancora può essere un fattore in questo campionato. Per Veroli la sorpresa più gradita è stata sicuramente quella di Andrea Casella che alla prima stagione in Legadue da titolare ha viaggiato a 10 di media con il 40% da tre. A dettare i ritmi di gioco c’ha pensato Tomassini, che è stato l’unico del quintetto titolare a non raggiungere la doppia cifra di punti a partita (6.3 pt.). Il “sesto uomo”, e che sesto uomo, è stato Brett Blizzard che ha garantito 24 minuti da 11 punti col 47% da  dalla linea dei 6,75. Dalla panchina, oltre al nativo di Tallahassee,si alzavano Rossi e Carenza che hanno avuto solo il compito di far rifiatare i titolari.

Da cosa ripartire?

In primis da coach Ramondino che ha creato una squadra solida ed efficace con il budget a disposizione. Dai 2500 spettatori che hanno assiepato il palazzo durante la serie contro Verona e che soprattutto hanno ritrovato  la voglia di identificarsi in una squadra che aveva perso appeal dopo stagioni di vani proclami. Da sottolineare come il prossimo anno si tornerà  a Veroli per disputare le partite e questo porterà ancora più sostegno alla squadra visto che la migrazione forzata a Frosinone aveva attenuato man mano la passione del pubblico.

In ciociaria si respira di nuovo basket,alla società ora il compito di farla vivere di palla a spicchi.

 

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