Big Ben Wallace: Luminare difensivo d’altri tempi

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Ben Wallace

Nato il 10/09/1974 a White Hall nell’Alabama,Ben Wallace trascorse un’infanzia tutt’altro che facile. Decimo di undici fratelli,viveva insieme alla madre e al patrigno, Johnny Wallace, dato che il padre naturale era morto parecchi anni prima. La situazione economica non agevolò la vita familiare e la madre dovette lavorare talvolta anche 15 ore al giorno per garantire un piatto caldo da mangiare e un tetto sotto cui dormire per i figli. Ben e i fratelli però,cercavano di distogliere l’attenzione dai problemi economici che accompagnavano la famiglia,ed un giorno decisero di iniziare a giocare a basket,ma non nelle palestre,sfruttando palloni adeguati e canestri veri,bensì nel proprio cortile,con una retina attaccata ad un albero ed un pallone fatto di stracci.

Tutti,compreso lui,cercarono di dare un aiuto economico quando potevano: in particolare Ben,lavorò presso un barbiere che gli “garantiva” 3 dollari a taglio. A fine mese una volta racimolò 240 dollari,desideroso di consegnarli alla madre,ma quest’ultima gli rispose che doveva tenerli per se e spenderli come gli pareva. Il 4 volte Difensore dell’anno non esitò un attimo e,dopo aver messo alcuni risparmi da parte,si comprò un pallone da basket,in cuoio.

Come tutti i suoi fratelli frequentò la Central High School ma rispetto a loro si fece notare per le spiccate abilità fisiche,infatti,faceva parte della squadre di baseball, football, atletica e come se non bastasse d’estate militava in alcune leghe estive con la squadra di basket allenata da suo fratello, il reverendo Paul McBride. Durante il suo ultimo anno di High School prese parte ad un Campo Estivo tenuto da Charles Oakley a Livistingon in Alabama. Qua Oak lo spinse a dedicarsi completamente al basket spiegandogli quali esercizi fare per aumentare la muscolatura e lo aiutò anche ad ottenere una borsa di studio per il Cuyahoga Community College.

Resta due anni in questo college principalmente per perfezionare la sua tenuta fisica,ed i risultati non tardarono ad arrivare,dato che nel suo ultimo anno tenne una media di 12.5 pnt,10.5 rim e 3.6 stoppate ,guidando la sua squadra ad un notevole bilancio di 28 vinte – 3 perse.

Decise di provare a passare per il Draft NBA ma non venne chiamato da nessuna squadra. Boston si interessò a lui tanto da fargli fare un provino,ma alla fine M.L. Carr gli disse che si sarebbe dovuto allenare ancora tanto per diventare una buona ala piccola che sarebbe uscita dalla panchina. Ben non si diede pace ed iniziò a lavorare duramente,venendo chiamato dagli Washington Wizards nel 1996. Trascorre i primi 2 anni a giocare nel garbage time,ma al terzo anno fece notare un ottimo impatto difensivo,grazie agli 8.3 rimbalzi che catturò in meno di 27 minuti di gioco. Alla fine della stagione 1998-99 viene inserito in una trade con Tim Legler, Terry Davis e Jaff McInnis e scambiato con i Magic per Isaac Austin.

Con i Magic riesce a mettersi in mostra, ottenendo dopo un anno il trasferimento a Detroit
Con i Magic riesce a mettersi in mostra, ottenendo dopo un anno il trasferimento a Detroit

Ad Orlando resta un anno dove parte titolare 81 volte su 81,giocando 24 minuti a serata con 4.8 punti, 8.2 rimbalzi e 1.6 stoppate. Ancora una volta a fine stagione viene inserito in uno scambio con Chucky Atkins e parte per Detroit e al loro posto arriva Grant Hill.

A Detroit vede i suoi numeri aumentare notevolmente con 34.5 minuti, 13.2 rimbalzi, 2.33 stoppate e 6.4 punti nel 2000-‘01. L’anno seguente migliora ancora,registrando 13.0 rimbalzi, 3.48 stoppate e 7.6 punti a sera,che gli garantiscono il trofeo di Difensore dell’Anno.

Il suo rapporto con il pubblico e la sua pettinatura “afro” lo proiettano come uomo immagine della squadra.  Nel 2002-‘03 il suo successo continua: 6.9 punti, 15.4 rimbalzi e 3.15 stoppate sono abbastanza per garantirgli il secondo trofeo come miglior Difensore della Lega e parte come centro titolare all’All Star Game di Atlanta. Nei Playoffs aumenta tutte le sue statistiche: 8.9 punti, 16.3 rimbalzi e 3.6 stoppate.Detroit accede per la prima volta dopo lungo tempo alle Finali della Eastern Conference,dove viene bruscamente eliminata per mano dei Nets con un secco 4-0.

Pochi giorni dopo l’eliminazione dai Playoffs 2003 venne assunto Coach Brown che cercò di coinvolgere maggiormente Big Ben nell’attacco della squadra. Wallace concluse il 2003-‘04 con 9.5 punti, 12.4 rimbalzi e 3.4 stoppate a partita. Durante la stagione regolare arrivò anche Rasheed Wallace,che si inserì subito bene nella squadra portando punti ma soprattutto alzando il fenomenale livello difensivo della squadra. Detroit, dopo aver chiuso con il secondo miglior record di tutta la Eastern Conference,eliminò i Bucks con un netto 4-1 al primo turno e affrontò New Jersey al secondo turno,eliminandola clamorosamente a gara 7 (dopo essere stati in vantaggio 2-0 ed essersi fatti rimontare 2-3). Per il secondo anno consecutivo i Bad Boys approdarono alle finali della Eastern Conference dove incontrarono gli Indiana Pacers. Detroit non si fece troppi problemi e grazie ad un eccellente lavoro difensivo di tutta la squadra spazzò via in 6 gare Indiana,approdando,per la prima volta dai tempi di Isiah Thomas,alle NBA Finals.

Pazzesca la tenuta difensiva del lungo di Detroit, capace di limitare il giocatore più pericoloso dei Lakers, Shaquille O'Neal
Pazzesca la tenuta difensiva del lungo di Detroit, capace di limitare il giocatore più pericoloso dei Lakers, Shaquille O’Neal

Sul palcoscenico più importante della stagione a Big Ben venne chiesto di occupare l’area,cercando di limitare (il più possibile) Shaquille O’Neal,centro e uomo immagine dei primi Lakers targati Phil Jackson. Detroit partì sfavorita sulla carta ma clamorosamente riuscì ad aggiudicarsi l’anello in 5 gare,grazie anche alle prestazioni fuori dal comune del proprio n°3: 10.8 punti, 13.6 rimbalzi, 1.4 assist, 1.8 recuperi e 1 stoppata ad incontro.

Nel 2004-‘05 grazie ad una media di 9.7 punti, 12.2 rimbalzi e 2.38 stoppate Big Ben torna ad imporsi come Difensore dell’anno (terza nomina in quattro anni) e Detroit, sotto la sua guida e quella di tutti gli altri Bad Boys,vinse la Central Division,laureandosi nei PO,per il secondo anno di fila,Campione della Eastern Conference. Nelle NBA Finals 2005 Wallace si occupò principalmente di Nazr Mohammed e di Tim Duncan, ma anche delle incursioni di Tony Parker e Manu Ginobili. Tuttavia,dopo 7 interminabili partite (dove registrò 10.7 punti, 10.3 rimbalzi e 3 stoppate) a trionfare furono i Texani.

Anche nell’annata 2005-‘06 Wallace riceve il premio di Difensore dell’anno e quindi raggiunge Mutombo a quota 4 trofei vinti. Chiude l’annata discretamente (7.3 punti, 11.3 rimbalzi e 2.21 stoppate di media),con Detroit in grado di compilare il miglior record vinte/perse di tutta la storia della franchigia. Nei Playoffs il suo rendimento ebbe un lieve calo (4.7 punti, 10.5 rimbalzi, 1.22 stoppate) e la MoTown, per la prima volta in tre anni, si arrese prima delle Nba Finals,cedendo il passo ai Miami Heat (capitanati da Dwyane Wade e Shaquille O’Neal),futuri Campioni NBA,

Diventato free-agent, giugno 2006, il suo rinnovo con Detroit sembrava solo questione di tempo ed infatti nessuno diede troppo peso alla visita fatta da Big Ben alla franchigia di Chicago. Ma l’offerta per Ben fu irrinunciabile: 60 mln in 4 anni (per un totale di 15 mln all’anno,10 in più di quelli che poteva offrirgli Detroit). Il GM dei Pistons,Joe Dumars,non se la sentì di pareggiare l’offerta e lasciò quindi partire il suo centro titolare.

Il rapporto con la Windy City stentò a decollare, complice un contratto esagerato che tradì le attese
Il rapporto con la Windy City stentò a decollare, complice un contratto esagerato che tradì le attese

Il 2006/07 per i Bulls non iniziò molto bene e gli addetti ai lavori non ci pensarono molto per far cadere tutte le colpe nelle mani di Ben. A far muovere il dito contro di Big Ben non era li suo rendimento, praticamente identico al passato (6.4 punti, 10.7 rimbalzi, 2 stoppate),ma il suo ingaggio (da vera superstar). Con il passare dei mesi però,Chicago iniziò ad ingranare e chiuse al terzo posto nella Eastern Conference,con l’apporto di Big Ben sotto i tabelloni che si poteva considerare come di vitale importanze per il raggiungimento di questo traguardo. Nei PO,gli Heat (campioni dell’annata precendete),andarono a sbattere contro il muro biancorosso e vennero eliminati con un secco 0-4. Al secondo turno di post-season Big Ben si scontrò con i suoi ex-compagni di Detroit,con i Bulls che uscirono sconfitti in 6 gare.

Nel corso della stagione successiva,il 21 febbraio 2008,il nativo di White All viene inserito in una trade a tre squadre che lo porta nelle file dei Cleveland Cavaliers insieme al compagno di squadra Joe Smith, Delonte West e Wally Szczerbiak. I PO 2008 sembrano destinati a rivelarsi decisivi per la franchigia dell’Ohio,ma i Cavs dovettero arrendersi a gara 7 ai Boston Celtics,al TD Garden.

La serie contro Orlando fu l'ultima per Ben Wallace, che iniziò a soffrire di dolori alla schiena e alle ginocchia
La serie contro Orlando fu l’ultima per Ben Wallace, che iniziò a soffrire di dolori alla schiena e alle ginocchia

L’annata successiva vide i Cavaliers dominare la RS con un record di 66-16 ma ancora una volta la franchigia deve arrendersi,a sorpresa,agli Orlando Magic per 2-4 nelle Finali della Eastern Conference.

Nel giugno 2009 viene ceduto ai Phoenix Suns, insieme ad Aleksandar Pavlović, in cambio di Shaquille O’Neal,ma viene immediatamente lasciato libero. Dopo essere diventato free agent nell’estate 2009, viene ricontattato dai Pistons che si accordano con il giocatore con un contratto da 1,3 milioni di dollari, il minimo salariale per un giocatore veterano nell’NBA. Nel 2012,rilascia una conferenza stampa,dove annuncia il ritiro al termine della stagione.

Il suo soprannome (Big Ben) ha fatto sì che, ogni volta che i Pistons e le squadre nelle quali ha militato dopo la sua prima permanenza a Detroit, giocavano in casa e Wallace segnava un canestro o eseguiva una stoppata, lo speaker facesse partire il campionamento di un rintocco del Big Ben di Londra.

La sua ineguagliabile attenzione alla propria metà campo,gli ha permesso di vincere ben 4 titoli di Difensore dell’anno,grazie ad un senso innato per le stoppate,una propensione fuori dal comune nell’andare a rimbalzo e una mente eccellente nel leggere con largo anticipo i giochi avversari.

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