Dichiarazioni che non passeranno inosservate quelle che David Blatt, allenatore dei Cleveland Cavaliers, ha rilasciato al “Globes” di Israele, pubblicate nella giornata di venerdì. Si è parlato poco o nulla di pallacanestro ma, come è giusto che sia, è interessante sapere e documentare i pensieri che i nostri idoli hanno anche su ciò che accade al di fuori dai campi da gioco, soprattutto se su argomenti di stretta attualità.
All’ex coach di Treviso e Maccabi è stato espressamente chiesto un parere sulla guerra portata avanti da Israele a Gaza e, senza remore o timori, colui che sarà il primo coach europeo su una panchina Nba, si è schierato totalmente dalla parte del suo paese. Ecco alcune delle dichiarazioni in proposito:
“A mio parere, questa guerra è la più giustificata di Israele che posso ricordare negli ultimi anni, sono davvero dispiaciuto per quello che sta accadendo a Gaza, ma non c’è dubbio che abbiamo dovuto agire lì, in modo che Israele potrà stare tranquillo lì una volta per tutte, e vivere in pace“, ha detto Blatt, che ha aggiunto che gli è “scomodo” non essere in Israele durante questa guerra.
“Sono sempre stato in Israele nei momenti più difficili“, ha detto. “Da quando è entrato in funzione l’operazione protettiva Edge, mi sento di stare in Israele, è la cosa più naturale da fare per me. Il mio lavoro è qui, però, e devo essere pronto per la prossima stagione. Non è facile per me poiché penso sempre a ciò che sta accadendo in Israele “
Spazio anche per qualche considerazione sulla sua prossima avventura da coach e sull’uomo-simbolo della sua franchigia:
“Ovviamente siamo tutti entusiasti per il fatto che LeBron torni a casa. E ‘fantastico per la nostra squadra, è ottimo per la città di Cleveland, e per lo stato dell’Ohio. James alza l’asticella, senza dubbio, nei termini della sua grandezza come giocatore, la sua capacità di raccogliere quelli intorno a lui, così come il suo carattere e la sua grinta per avere successo, e la sua capacità di giocare ad un alto standard e con standard elevati anche per la squadra. ”
Un Blatt già ampiamente proiettato al suo futuro lavorativo ma che, da buon cittadino, non dimentica ciò che nel presente sta accadendo al suo paese.
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