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Brad Stevens ha spiegato la decisione dei Celtics di cedere Jaylen Brown a Philadelphia

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Per giorni i tifosi dei Boston Celtics e in generale gli appassionati NBA si sono chiesti per quale motivo Jaylen Brown fosse stato ceduto ai Philadelphia 76ers, per altro in cambio soltando di Paul George e un paio di scelte del primo turno al Draft. Oggi Brad Stevens, presidente della franchigia biancoverde, ha dato la propria spiegazione in occasione della conferenza stampa convocata proprio dai Celtics per commentare le mosse finora fatte nella offseason.

Stevens ha imputato al regolamento NBA e alla distribuzione dei salari la decisione di cedere Brown in questo momento: Quando ho guardato la nostra squadra e la direzione in cui la Lega sta andando, il cammino mi sembrava un po’ più difficile con il 70% del nostro salary cap e un utilizzo così elevato dedicati a soli due giocatori [Brown e Tatum, ndr]. Per difendere la nostra scelta che sicuramente sarà analizzata nel dettaglio: ci conviviamo tranquillamente, ma siamo tristi come voi che Jaylen non sia più qui con noi”. In quest’ottica però Boston non ridurrà il monte stipendi, visto che Brown e George prendono circa 57 milioni di dollari a testa: la differenza è che il contratto di PG scadrà nel 2028, mentre quello di Brown sarebbe durato fino al 2029 salendo fino a 65.9 milioni di dollari nell’ultima stagione.

Poi Stevens ha proseguito: “Il nuovo CBA [il contratto collettivo NBA, ndr] è arrivato 7 anni dopo l’introduzione dei supermax… Forse non saremmo qui oggi se nel CBA ci fosse una regola che stabilisse che i giocatori scelti al Draft e messi sotto contratto con un supermax al 35% pesassero solo per il 25% sul salary cap, perché questo ti permetterebbe di costruire la squadra verso gli apron con molta più flessibilità… Quando abbiamo vinto il titolo, il 47% del nostro cap era occupato da Brown e Tatum, e questa cifra è destinata a salire sempre di più, ed è una situazione difficile. Brown ceduto per una questione economica? No, questa mossa ci mantiene competitivi e ci dà maggiori possibilità di azione andando avanti”.

La NBA da qualche anno ha introdotto importanti novità salariali che impediscono alle squadre di rimanere competitive a lungo, penalizzandole gravemente quando superano gli apron, ovvero soglie di salary cap. Nel caso dei Celtics, dopo la vittoria del titolo, è stato necessario smantellare parzialmente il roster facendo partire Jrue Holiday, Kristaps Porzingis e ora lo stesso Brown.

Francesco Manzi

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