Brandon Ingram: “Ai Lakers a volte perdevo la gioia di giocare”

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Brandon Ingram in estate è passato dai Los Angeles Lakers ai New Orleans Pelicans nell’ambito della trade che ha portato Anthony Davis in giallo-viola, e a NOLA sta vivendo quella che è nettamente la migliore stagione in carriera. Dopo tre anni ai Lakers in cui, seppur con cifre in crescendo, non era mai arrivato nemmeno vicino ai 20 punti di media, Ingram in queste prime 13 gare coi Pelicans sta mantenendo 26.2 punti, 7.2 rimbalzi e 4.2 assist a partita.

Il giocatore è stato oggetto di un approfondito articolo su Bleacher Report a firma di Mirin Fader. Ingram ha parlato, tra le altre cose, anche dei suoi tre anni ai Lakers e di come a volte gli capitassero momenti di grande tristezza, quasi depressione, per non riuscire a incidere in campo come avrebbe voluto e, secondo lui, potuto.

A volte perdevo la gioia. Perdevo la gioia perché sentivo di poter fare di più in campo. Sentivo che potevo aiutare di più la mia squadra. Sentivo che sarei potuto essere più coinvolto in attacco, che sarei potuto essere utilizzato un po’ meglio. Sono passato attraverso qualcosa simile alla depressione. Tornavo a casa nel mio appartamento e pensavo: “C***o, questo non sono io”. Stavo cercando di ritrovare me stesso. Ci sono stati momenti in cui mi chiedevo: “Dannazione, ne uscirò mai?”.

Problemi amplificati anche dai coaguli di sangue nel braccio che gli hanno consentito di giocare solo 52 partite lo scorso anno:

C’erano momenti in cui non sapevo se il mio braccio si sarebbe mai rinforzato, era estremamente debole. Non sapevo se sarei tornato al 100%. Avevo dubbi, non mi era mai capitata una situazione del genere.

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