L’ex giocatore dei Cleveland Cavaliers svela dei retroscena sull’esperienza di Blatt come coach NBA.

La scorsa stagione i Cleveland Cavaliers avevano sorpreso tutti affidando la squadra a un coach di formazione europea: David Blatt, vincitore di una fantastica Eurolega con il Maccabi. L’esperienza di Blatt sulla panchina dei Cavs è durata poco più di una stagione, poiché ieri sera è arrivato l’annuncio ufficiale del suo esonero.
Sin dalle prime partite, i media si erano scatenati su possibili faide tra LeBron e Blatt, speculando su ripetuti scontri tra i due – dovuti prevalentemente a vedute diverse. Il carattere forte di Blatt si sarebbe scontrato con il ruolo di leader di James; una situazione da due galli nello stesso pollaio, insomma.

Da quello che ho sentito dai miei ex compagni, David Blatt aveva “perso” definitivamente la squadra. Da subito, coach Blatt esitava molto prima di andare contro a LeBron. Era una situazione particolare: lui era un allenatore rookie e Lebron è all’apice della sua carriera. Semplicemente era troppo per Blatt. Mi ricordo che noi giocatori avevamo mandato James Jones a dirgli: ‘Hey, quando riguardiamo i video delle partite, non puoi semplicemente saltare gli errori di LeBron’. Spesso lo dovevamo riprendere: ‘Non hai detto niente riguardo quella situazione!’ Se Matthew Dellavedova non si trova nella posizione giusta in uno schema di attacco, devi dirgli qualcosa! Se Tristan Thompson non porta i blocchi nella giusta posizione, devi dirgli qualcosa! Una volta nella “film room” abbiamo avuto modo di rivedere un’azione in cui i Cavs subiscono un contropiede e LeBron non rientra in difesa. Blatt ha continuato a guardare il video della partita, non ha stoppato il film per commentare; c’era un silenzio di tomba nella sala.
Noi giocatori ci accorgiamo di queste cose… ed è lì che perdi fiducia nel tuo coach. Lentamente, è chiaro, ma in modo costante. Perdi fiducia nel tuo coach a tal punto che nemmeno io, un giocatore con 13 anni di esperienza alle spalle, mi permettevo di sottolineare un errore di LeBron.

Ma secondo Haywood, non c’è soltanto una questione di perdita del controllo della squadra alle origini dell’esonero di Blatt:
C’erano controversie tra lui e la società; la dirigenza e Blatt non erano d’accordo su chi dovesse giocare sempre.
Considerato l’amore e la stima di Blatt per Timofey Mozgov, chiuso dal contrattone appena firmato da Thompson, gli indizi sembrano spingere verso l’interpretazione che al centro delle discordie tra coach e società ci fosse il ruolo in squadra del russo…
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