Brescia-Cantù: le parole nel post-partita dei coach Pashutin e Diana

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ANDREA DIANA (Fonte: Ufficio Stampa Basket Brescia Leonessa):”La nostra è una vittoria figlia di tre giorni di allenamento di grande durezza, voglio rendere merito ai ragazzi per la loro disponibilità. Voglio ringraziare in particolare David Moss, Luca Vitali e Brian Sacchetti, che sono i nostri tre pilastri e che mi rendono orgogliosi di essere il loro allenatore. La squadra ha reagito alla sconfitta di Belgrado, a quel 65-22 di fine primo tempo che da giovedì scorso durante ogni allenamento i ragazzi hanno rivisto sul tabellone del nostro palasport. Quella di oggi è il primo minuto di una lunga partita, che inizia ora e andrà avanti per tutta la stagione. La mia espulsione? Innanzitutto chiedo scusa alla squadra per averla lasciata da sola. Voglio che sia chiaro: il mio non è stato un gesto dettato dal nervosismo, ma da un alto livello di esigenza. Non ero nervoso per il momento che stiamo vivendo, ma solo esigente con la squadra. Voglio che tutti siano sulla stessa pagina, che è l’unico modo per riacquistare fiducia in noi stessi e anche quella dei nostri tifosi.

EVGENY PASHUTIN (Fonte: Ufficio Stampa Pallacanestro Cantù):”La squadra ha lavorato molto in settimana per prepararsi all’attacco di Brescia. Abbiamo preparato diversi schemi difensivi che, però, non sono stati messi in pratica. In particolare, ci eravamo preparati a difendere forte su Hamilton, per impedirgli tiri da tre. Ma come avete visto, è stato proprio lui a punirci dall’arco, fin dai primi minuti. Non siamo stati mentalmente pronti a combattere per tutta la partita. Questa è sicuramente una mia responsabilità ma la difesa in campo è stata davvero pessima.Onestamente credo che in questo momento la squadra non abbia la giusta mentalità per stare concentrata, sia in difesa che in attacco, per tutti i quaranta minuti. Non è sufficiente giocare per due quarti, anche perché poi permetti agli avversari di prendere fiducia ed è difficile batterli. Così è stato. Ci sono state troppe palle perse che non ci hanno permesso di recuperare. Spesso abbiamo avuto anche poca pazienza, tirando senza pensare e prendendo decisione sbagliate. Dovevamo essere più intelligenti nel controllare la partita, mettendo in campo una buona difesa. Abbiamo concesso troppi tiri e questo ha dato fiducia a Brescia che ha continuato a portare avanti il proprio gioco. Non è una scusante, ma in questo momento Cantù deve pensare a salvare il club. Noi, dal canto nostro, non dobbiamo mollare, dobbiamo andare avanti. Dovevamo giocare con grinta e passione, cosa che ho visto dalla panchina. Ho apprezzato molto l’impegno di Parrillo, Tassone e Quaglia. Non è abbastanza però. Brescia ha meritato la vittoria, ha giocato molto bene.

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