Brescia-Sassari, le parole nel post-partita di Diana e Pasquini

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ANDREA DIANA (FONTE: Ufficio Stampa Basket Brescia Leonessa):“La sconfitta ci lascia amareggiati, soprattutto per come è arrivata. Sapevamo che Sassari sarebbe partita forte e avremmo dovuto avere un approccio più duro e non andare sotto nel punteggio. Dopo lo sforzo per recuperare ci siamo compattati e abbiamo eseguito il nostro piano partita, andando a prendere un vantaggio meritato, costruito con una difesa dura. Nel finale abbiamo pagato dazio sugli ultimi possessi, dove non abbiamo fatto una buon esecuzione a livello offensivo e abbiamo abbassato le nostre percentuali. Complimenti comunque a Sassari, che si è fatta trovare pronta sui possessi decisivi. Restiamo convinti del lavoro che stiamo facendo, anche se stasera siamo stati meno precisi rispetto ad altre partite, non sfruttando in pieno la nostra capacità di muovere il pallone in attacco. Il tecnico a Moss? È un errore grave, che sicuramente ci ha condizionato. L’ultimo possesso? Mi fido della nostra difesa, ero convinto che loro potessero non segnare ma alla fine sono stati bravi loro a prendere il fallo dentro l’area”.

FEDERICO PASQUINI (FONTE: Ufficio Stampa Dinamo Sassari):”Sono molto soddisfatto della partita che abbiamo giocato contro una avversaria molto forte, che ha una grandissima capacità di presentarsi con assetti diversi e grande lucidità nel cercare i punti deboli dell’avversario. Sono contento dell’approccio, con una partenza decisa che ci ha dato grande fiducia. Siamo poi stati bravi a reggere, specie nel secondo quarto, quando loro sono entrati in gas e stavano facendo molto canestro e trovando grande fluidità offensiva. L’altra cosa importante è stata che abbiamo attaccato bene le loro zone, i loro cambi di difesa, sempre avendo pazienza e cercando nel primo quarto il lungo e nel terzo e quarto quarto il piccolo, perché credevo che a quel punto aprendo il campo fosse più facile avere degli extra pass piuttosto che dare la palla dentro ai lunghi visto che loro stavano riempendo l’area. Nel terzo e nel quarto quarto ho abusato un pochino della zona 2-3 – anche se loro erano andati in ritmo e segnavano da tutte le parti da tre punti – perché volevo preservare i due lunghi, Planinic e Jones, a livello di falli, ed era l’unico modo per coprirli. Nel momento in cui si decideva la partita, negli ultimi 5 minuti, siamo stati bravi a difendere uomo contro uomo, con un assetto particolare con Pierre”

Federico Gaibotti

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