Brindisi-Pesaro, le pagelle: Chappell e Brown spiccano nell’ottima prova di Brindisi, per la Vuelle si salva solo McCree

Pagelle Serie A

HAPPY CASA BRINDISI

J. Brown 7,5: Una spina nel fianco per i lunghi pesaresi. Con Mockevicius condizionato pesantemente dai falli, sfrutta il divario tecnico con Ancellotti a suo vantaggio e nel terzo quarto, durante la fuga brindisina, fa la voce grossa dominando nel pitturato. Nel quarto periodo, quando ormai Brindisi ha la partita in tasca, aumenta il suo fatturato. Chiude con una doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi.

A. Banks 7: Durante il primo tempo non si nota molto in fase offensiva, se non per una tripla, anche perché a dominare la scena è Chappell e quasi tutti i palloni passavano dalle sue mani; però è uno di quei giocatori che quando è sul parquet può costruire e inventare qualsiasi cosa e i quasi 30 minuti che coach Vitucci gli concede nonostante una serata dove si è preso solo 6 tiri (di cui la gran parte negli ultimi minuti) ne sono la prova.

E. Rush 6: Una prova silenziosa quella di Rush per tutto il primo tempo dove quando può punisce gli errori della difesa pesarese e mette a segno alcune di quelle giocate che “non finiscono nelle statistiche”. Nel secondo tempo però per colpa di qualche fischio arbitrale rivedibile ai suoi danni e anche per la frustrazione accumulata fino a quel momento vista la sfortuna in alcuni suoi tiri, si fa fischiare anche un fallo tecnico prima di lasciare il campo e chiudere quindi la sua partita.

T. Gaffney 6,5: Nel primo tempo litiga molto con il ferro, riuscendo a realizzare solo uno (una schiacciata) dei sette tiri che si è preso nei suoi primi 19 minuti di gara; però riesce a farsi notare molto bene sotto i tabelloni (10 rimbalzi alla fine) e in fase difensiva. Nel secondo tempo non riesce a migliorare le sue percentuali, però continua ad essere un elemento fondamentale in difesa e anche nella circolazione di palla nell’attacco brindisino come testimoniano i 7 assist.

A. Zanelli 6: Tanta grinta, tanta voglia di fare ed essere presente nella partita; nonostante qualche errorino evitabile riesce comunque a non sfigurare per nulla.

R. Moraschini 7: Il break che Brindisi ha realizzato a metà secondo periodo passa anche e soprattutto dalle sue mani, con ottime giocate sia in difesa che in attacco (una su tutte la palla rubata e il conseguente antisportivo ricevuto). Si è fatto vedere nel momento più importante del match, poi quando rientra in campo nel secondo tempo i suoi compagni hanno già messo in cassaforte il match ma lui.

W. Clark 5,5: Un po’ come Rush, si fa notare a tratti durante il match, soprattutto nel primo tempo. Però le 3 palle perse a fronte di soli 2 assist e i 4 falli commessi sono note molto negative per lui che dovrebbe essere il play titolare; per sua “fortuna” però la Happy Casa non ne ha risentito troppo.

J. Wojciechowski 6,5: 8 minuti in cui segna 5 punti e si prende due falli; poco tempo sul parquet ma ben sfruttato.

L. J. Chappell 7,5: Si erge sin da subito a protagonista della partita, segnando sette punti nei primi dieci minuti. E’ il terminale offensivo numero uno della sua squadra e continua a far male in ogni modo alla difesa di Pesaro anche nel secondo quarto durante il break decisivo e nel terzo periodo di gioco dove Brindisi ha preso il largo, ben supportato da Brown e, nel finale, da Banks. Chiude 18 punti e 22 di valutazione.

Coach F. Vitucci 7: Partita preparata perfettamente: circolazione di palla e pressing in difesa. Era la prima partita in casa ed era da vincere e così è stato fatto.

VUELLE PESARO

J. Blackmon 5: Non è la sua serata, lo si vede dall’inizio del match dove non riesce ad essere incisivo come è stato nella gara contro Pistoia. Inoltre, così come contro Pistoia, è a dir poco bocciato in difesa. Chiude un brutto match da 4/12 complessivo al tiro e 5 palle perse.

E. McCree 6,5: E’ il faro offensivo della Vuelle, segna 13 dei 32 punti dei suoi nel primo tempo. E’ l’unico ad arrivare alla sufficienza; in quanto rimane sempre con la testa nella partita ed è l’ultimo ad arrendersi. Sarà un giocatore fondamentale per il futuro di questa Vuelle Pesaro. Chiude il match con 24 punti, 5/6 da tre e 40 minuti giocati.

D. Artis 5,5: Dovrebbe essere il playmaker della squadra, il vero regista, ma così non è stato nemmeno oggi. Spesso in confusione quando la difesa di Brindisi gli metteva pressione addosso e le 4 palle perse sono la prova; inoltre spesso cerca soluzioni personali finendo per esagerare e forzare troppo, infatti con 16 tiri tentati produce solo 18 punti, la maggior parte dei quali nell’ultimo quarto quando la partita stava perdendo di senso.

L. Murray 5: Partita anonima in entrambe le metà campo. Nei 34 minuti in cui è in campo sbaglia 8 dei 12 tiri che si prende e perde 3 palloni, alcuni dei quali in maniera abbastanza banale. Per lui, come per tutta la Vuelle, partita da dimenticare il più velocemente possibile e subito pensare alla prossima sfida.

L. Conti s.v.: Coach Galli gli concede solo 4 minuti.

A. Ancellotti 5: Con Mockevicius condizionato dai falli è chiamato a rimanere molto più tempo rispetto al solito sul parquet e, a parte poche cose positive e la solita grinta, sul lungo tratto vengono fuori tutte le sue carenze e il dislivello tecnico rispetto agli altri lunghi di Serie A.

D. Monaldi 5,5: Un primo tempo giocato molto bene sotto il punto di vista dell’intensità, anche se il tabellino non gli rende giustizia. Nel secondo tempo, come d’altronde tutta la Vuelle, cala anche perché la partita è irrimediabilmente compromessa.

S. Zanotti s.v.: Solo due minuti in campo.

E. Mockevicius 5: Sfiora la doppia doppia, con 8 punti e 13 rimbalzi, ma gran parte del suo fatturato arriva negli ultimi minuti. Gioca una partita esattamente al contrario di quella giocata contro Pistoia; se la scorsa settimana è stato l’MVP, quest’oggi è stato uno dei peggiori in campo, poco altro da aggiungere. Partita da dimenticare.

Coach M. Galli 5: La sua VL è stata sopraffatta dall’intensità e dal pressing difensivo di Brindisi. La zona proposta per brevi tratti del match non è stata utile e, più che altro, prima bisogna tentare di sistemare evidenti problemi che alcuni giocatori hanno nella difesa individuale.

 

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