BU Awards 2017: Most Improved Player

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Da quest’anno tutti i premi individuali verranno annunciati al termine delle Finals, in particolare il 26 Giugno, durante una cerimonia unica. Noi di BasketUniverso invece li assegneremo giorno per giorno, tre di noi compileranno il proprio podio e in base anche al “voto del pubblico” decreteremo il vincitore dei vari BU Awards 2017 (3 punti per ogni primo posto, 2 per il secondo, 1 per il terzo).

 

1- Niccolò Armandola: Nikola Jokic

Quello di quest’anno sarà senza ombra di dubbio un Most Improved Player “all’europea”; se l’NBA non dovesse premiare Antetokounmpo, infatti, l’unica alternativa plausibile rimarrebbe Nikola Jokic. Il talento del centro serbo dei Nuggets è letteralmente sbocciato in questa stagione, tramutando Jokic da oggetto misterioso al giocatore su cui rilanciare la franchigia. Dopo qualche difficoltà iniziale, The Joker ha infatti trovato la dimensione giusta sotto la guida di coach Mike Malone, facendo registrare cifre da capogiro e guidare i Nuggets verso il sogno playoffs, tramontato solo a poche giornate dal termine della Regular Season. Durante il mese di gennaio, Jokic è stato il giocatore più efficiente della lega, con una media di 23.9 punti, 11.1 rimbalzi e 4.9 assist, tirando con delle percentuali altissime e realizzando passaggi mozzafiato. Le cifre di gennaio sono rimaste costanti nei mesi successivi, facendo lievitare le medie stagionali di Jokic a 16.6 punti, 9.8 rimbalzi e 4.9 assist a partita. Nella stagione precedente, il centro ex-Mega Vizura aveva lasciato intravedere il suo talento solamente a sprazzi, terminando la stagione con 10 punti di media conditi da 7 rimbalzi, ma altalenando ottime partite a prestazioni intangibili. Il suo miglioramento (non solo statistico) è sotto gli occhi di tutti e lo rende un serio candidato al premio di Most Improved Player. Potrebbe tuttavia essere penalizzato da un’esplosione “tardiva”, avvenuta a stagione in corso e non già ad ottobre.

Secondo classificato: Giannis Antetokounmpo
Terzo classificato: Harrison Barnes

 

2- Gabriele Galbiati: Giannis Antetokounmpo

Il mio candidato per il premio di giocatore più migliorato è senza dubbio Giannis Antetokounmpo. Il greco arrivato in NBA  con la chiamata numero quindici al draft 2013 dai Milwaukee Bucks è stato definito da tutti gli addetti ai lavori come un predestinato. Sin da subito ha messo insieme numeri discreti nelle stagioni precedenti, migliorandosi di anno in anno. La stagione da poco conclusasi è però stata sicuramente quella della sua definitiva consacrazione. “The greek freak” ha preso in mano letteralmente la franchigia del Wisconsin imponendosi come uno dei migliori giocatori di tutta la lega. Salta subito all’occhio l’enorme salto in avanti dal punto di vista delle statistiche. Antetokounmpo ha infatti concluso l’annata 2015/2016 con 16.9 ppg, 7.7 rpg, 4.3 apg, 1.2 spg e 1.4 bpg numeri che, seppur più che discreti ha aumentato nettamente durante questa stagione chiusa con 23.1 ppg, 8.9 rpg, 5.4 apg, 1.7 spg e 1.9 bpg. Il greco è stato in grado di migliorare tutte le sue statistiche, comprese anche le percentuali al tiro: dal campo (da 0.506 a 0.522), da 3 punti (che al momento rimane il suo tallone d’Achille principale, passando da 0.257 a 0.252) e anche quelle ai liberi (da 0.724 a 0.770). I passi in avanti gli hanno permesso di venire selezionato per l’All Star Game (dove è partito in quintetto). Il giocatore è inoltre migliorato anche dal punto di vista della leadership, caricandosi sulle spalle in molte circostanze i suoi compagni di squadra, permettendo ai Bucks di chiudere l’anno con un record di (X)W e (X)L. Record utile per riportare Milwaukee ai playoff dopo la fallimentare stagione scorsa, chiusa con 33W e 49L.

Secondo classificato: Nikola Jokic
Terzo classificato: James Johnson

 

3- Alessio Tarquini: James Johnson

Molto probabilmente l’esterno dei Miami Heat non diventerà mai la stella di una squadra, ma in questa stagione ci ha dimostrato di poter essere uno dei giocatori più duttili della Lega. Questi mesi con coach Erik Spoelstra, complici anche gli innumerevoli infortuni dei suoi compagni, hanno reso Johnson il vero coltellino svizzero della squadra. Ha saputo elevare il proprio gioco per quanto riguarda i punti segnati, più di 14 di media da Febbraio in poi, quasi il triplo rispetto ai 5 dell’anno scorso ai Raptors. E’ diventato un tiratore affidabile dal tre, con il suo 34% dall’arco che diventa 48% se guardiamo i tiri presi dal suo spot preferito, l’angolo destro. In più, in assenza di un vero e proprio playmaker di riserva, Johnson è diventato a tutti gli effetti il vice Dragic nella gestione dell’attacco degli Heat, come testimoniano i 3.6 assist di media, triplicati rispetto all’anno scorso. Ma è in difesa che Johnson quest’anno si è dimostrato in grado di cambiare le partite, portando gli Heat ad avere il quinto miglior defensive rating NBA, giocando per gran parte della stagione senza quello che doveva essere il miglior difensore della squadra, ovvero Justise Winsolw. Sono moltissimi i dati che lo testimoniano, come i 67 punti su 110 situazioni di isolamento & post-up concessi agli avversari, che hanno tirato solo 27/89 (30.3%) in queste situazioni. Oppure che, in media, un giocatore marcato da JJ tira con il 5% in meno rispetto alle sue reali percentuali. Tra i giocatori per il MIP Johnson è il meno appariscente, ma quello più efficace pound per pound.

Secondo classificato: Giannis Antetokounmpo
Terzo classificato: Nikola Jokic

 

4- Voto del pubblico: Giannis Antetokounmpo

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La corsa è stata sostanzialmente a due tra il greco e Jokic, anche se l’ala dei Bucks ha ricevuto oltre la metà dei voti totali. Quasi ininfluenti i restanti tre candidati, tra i quali alla fine James Johnson ha chiuso terzo.

 

Classifica finale:

1- Giannis Antetokounmpo: 10 punti

2- Nikola Jokic: 8 punti

3- James Johnson: 5 punti

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