BU Rewind: gli ultimi 10 Defensive Player of the Year, classificati

BU Rewind Home NBA Rubriche

Per valutare chi siano stati i migliori giocatori a vincere il premio di difensore dell’anno nello scorso decennio, facciamo affidamento a due statistiche avanzate volte a quantificare le performance difensive di giocatori e squadra (facilmente reperibili su basketball-reference.com).

Il defensive box plus/minus (DBPM) è un adattamento del plus-minus tradizionale. Senza soffermarci troppo sui dettagli statistici, il DBPM misura l’impatto difensivo di un singolo giocatore, calcolando quanti punti in più o in meno creerebbe ad una squadra nella media con le proprie giocate difensive su 100 possessi. L’adjusted defensive rating (aDRT), invece, è una misura a livello di squadra. L’aDRT misura il numero di punti concessi da una squadra su 100 possessi, adattando i numeri alla competitività degli avversari affrontati nel corso di una stagione. In questo modo, una squadra che ha concesso pochi punti giocando contro squadre che segnano poco in generale, sarebbe penalizzata rispetto ad una squadra in grado di concedere pochi punti a squadre abituate a segnare molto.

 

10) Tyson Chandler 2011-12, New York Knicks

Statistiche individuali: 11.3p, 9.9r, 0.9a, 0.9s, 1.4b, 67.9% dal campo, 2.3 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 7° posto nella Eastern Conference, 36-30, 7° miglior aDRT (102.7p).

Quando Tyson Chandler vinse il suo primo premio di difensore dell’anno per la stagione 2011-12, nell’immediato nessuno ebbe troppo da ridire, nonostante i Knicks fossero solo la settima miglior difesa della lega. Chandler è stato indubbiamente uno dei migliori difensori degli anni a cavallo del 2010 e fu fondamentale nella cavalcata al titolo dei Dallas Mavericks nella stagione precedente. La sensazione è proprio che il pannello dei votanti volesse dare al veterano una sorta di riconoscimento alla carriera, dato che nelle sue stagioni migliori (difensivamente parlando) si era sempre dovuto accodare al più volte iridato Dwight Howard.

 

9) Rudy Gobert 2017-18, Utah Jazz

Statistiche individuali: 15.9p, 12.9r, 2.0a, 0.8s, 2.3b, 66.9% dal campo, 2.5 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 5° posto nella Eastern Conference, 48-34, 1° miglior aDRT (104.24p).

Rudy Gobert al penultimo posto può sembrare una bestemmia, ma diversi argomenti sostengono questa decisione. Il primo è che il centro francese giocò troppe poche partite nel 2017-18 (56) per essere nominato miglior difensore della stagione. In secondo luogo, il sistema difensivo di Quinn Snyder è eccellente e il roster dei Jazz vantava altri ottimi difensori: il miglior adjusted defensive ranking della lega non può essere quindi attribuito al solo Gobert. Basti pensare che Ekpe Udoh, il lungo di riferimento (in difesa) durante la sua assenza, accumulò un Defensive Box Plus/Minus nettamente migliore (4.4).

 

8) Dwight Howard 2010-11, Orlando Magic

Statistiche individuali: 22.9p, 14.1r, 1.4a, 1.4s, 2.4b, 59.3% dal campo, 2.4 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 4° posto nella Eastern Conference, 52-30, 3° miglior aDRT (103.31p).

Anche Dwight Howard così in basso in questa classifica può far storcere il naso. Non va dimenticato, tuttavia, che le numerose premiazioni di Superman (tre consecutive dal 2009 al 2011) scatenarono un dibattito sull’entità del premio di DPOY. Domande tipo “contano solo le stoppate?”, “si premiano solo i centri?” erano all’ordine del giorno. La verità è che premiare Howard nella stagione 2010-11 sembrò una decisione forzata e un po’ influenzata dallo status di All-Star del giocatore. Altri difensori d’élite come Garnett, Tony Allen e Tyson Chandler avrebbero meritato forse più considerazione.

 

7) Marc Gasol 2012-13, Memphis Grizzlies

Statistiche individuali: 14.1p, 7.8r, 4.0a, 1.0s, 1.7b, 49.4% dal campo, 3.1 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 5° posto nella Western Conference, 56-26, 1° miglior aDRT (100.79p).

La premiazione di Marc Gasol come miglior difensore della stagione 2012-13 non fu unanime, ma a tutti parve chiaro che a vincere il premio dovesse essere un giocatore di Memphis. I Grizzlies di quella stagione si rivelarono la squadra più ostica contro cui segnare, come dimostra il miglior adjusted defensive rating della lega. Proprio per questo è difficile isolare i meriti difensivi individuali di Gasol in una squadra che vantava anche Conley, Allen e Randolph. Noi interpretiamo la premiazione dello spagnolo come un elogio al collettivo di quei Grizzlies, perfetta incarnazione dell’iconico “Grit and Grind”.

 

6) Rudy Gobert 2018-19, Utah Jazz

Statistiche individuali: 15.1p, 13.5r, 1.5a, 0.8s, 2.0b, 69.3% dal campo, 1.9 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 5° posto nella Eastern Conference, 50-32, 1° miglior aDRT (105.94p).

Classifichiamo al sesto posto il secondo DPOY di Rudy Gobert, che dopo il premio più controverso dell’anno precedente vinse quasi all’unanimità nel 2018-19. La stagione dei Jazz fu pressappoco identica alla precedente, sia dal punto di vista della classifica generale che del defensive ranking, nuovamente il migliore della lega. Lo stesso discorso valido per la sua prima stagione, ovvero quello della collettività del sistema difensivo dei Jazz, va però applicato anche al 2018-19. In questa stagione, perlomeno, Gobert giocò tutte le partite e provò così la legittimità del suo premio.

 

5) Dwight Howard 2009-10, Orlando Magic

Statistiche individuali: 18.3p, 13.2r, 1.8a, 0.9s, 2.8b, 61.2% dal campo, 2.8 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 2° posto nella Eastern Conference, 59-23, 3° miglior aDRT (104.28p).

Per Dwight Howard il discorso è molto simile. La sua seconda stagione iridata, a nostro avviso, è la sua migliore dal punto di vista difensivo. Nel suo prime ad Orlando, Howard era davvero una minaccia, sia nel proprio pitturato che in quello degli avversari. Le sue (spettacolari) 2.8 stoppate a partita facevano sì che i giocatori avversari ci pensassero due o tre volte prima di penetrare nell’area piccola dei Magic. L’impatto di Superman fu ottimo anche per la squadra, che con la terza miglior difesa del campionato raggiunse il secondo posto ad Est.

 

4) Kawhi Leonard 2014-15, San Antonio Spurs

Statistiche individuali: 16.5p, 7.2r, 2.5a, 2.3s, 0.8b, 47.9% dal campo, 3.1 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 6° posto nella Western Conference, 55-27, 2° miglior aDRT (102.30p).

Il primo DPOY vinto da Kawhi Leonard fu l’ennesimo premio al centro dei dibattiti nell’estate del 2015. Dopo l’exploit ai playoffs della stagione precedente, Leonard si confermò un eccellente difensore, benché i risultati di squadra non fossero stati esaltanti per gli Spurs. Allo stesso tempo, la dinastia dei Golden State Warriors era in rampa di lancio, con il giovane Draymond Green a capitanare la miglior difesa della lega. Proprio Draymond, secondo molti, avrebbe dovuto vincere il premio, tanto è vero che l’ala degli Warriors ottenne più voti per il primo posto[1].

 

3) Joakim Noah 2013-14, Chicago Bulls

Statistiche individuali: 12.6p, 11.3r, 5.4a, 1.2s, 2.4b, 47.5% dal campo, 3.6 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 4° posto nella Eastern Conference, 48-34, 2° miglior aDRT (101.72p).

Il veloce declino della carriera di Noah nella seconda metà dello scorso decennio ha fatto un po’ dimenticare quanto il francese fosse fondamentale per il sistema difensivo di Thibodeau. Nonostante le movenze non sempre aggraziate, il centro dei Bulls era dotato di una dinamicità atipica per un giocatore della sua stazza, che gli permetteva di difendere sia nel pitturato che sul perimetro. Dotato di un grande QI cestistico, inoltre, Noah era anche molto bravo a leggere le linee di passaggio e rubare palla, senza dimenticare tutti i suoi cosiddetti “hustle plays” e “intangibles”.

 

2) Kawhi Leonard 2015-16, San Antonio Spurs

Statistiche individuali: 21.2p, 6.8r, 2.6a, 1.8s, 1.0b, 50.6% dal campo, 3.0 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 2° posto nella Western Conference, 67-15, 1° miglior aDRT (99.49p).

Dopo le prime stagioni all’ombra degli storici big-three di San Antonio, con la benedizione di coach Popovich, Leonard diventò il go-to-guy dell’attacco degli Spurs. Il nuovo ruolo di stella della franchigia tolse ovviamente alcune responsabilità difensive a Leonard, che però non tradì la propria natura di two-way-player. Forse anche motivato dai feroci dibattiti sulla legittimità del suo precedente trofeo di DPOY, Leonard non sacrificò mai la sua tenacia difensiva per rifiatare dopo le fatiche nell’altra metà campo. Nella stagione dei record dei Golden State Warriors, i suoi Spurs terminarono la regular season con la miglior difesa della lega.

 

1) Draymond Green 2016-17, Golden State Warriors

Statistiche individuali: 10.2p, 7.9r, 7.0a, 2.0s, 1.4b, 41.8% dal campo, 3.9 DBPM.

Risultato di squadra (RS): 1° posto nella Western Conference, 67-15, 2° miglior aDRT (104.61p).

È impressionante che forse il miglior difensore del decennio abbia vinto solamente un premio di miglior difensore dell’anno. Potenzialmente, Draymond avrebbe potuto vincerne tre, ma il dualismo con Leonard e forse anche l’incetta di premi personali degli Warriors nel 2015-16 lo privarono di due trofei praticamente certi. Green incarna lo spirito del difensore totale: stoppate, rubate, letture di gioco, QI cestistico invidiabile e grinta da vendere. Green può essere considerato come una versione perfezionata del Noah dei tempi migliori. Il suo fisico minuto per un giocatore del suo ruolo non è mai stato un ostacolo, anzi Green è stato in grado di usarlo a proprio vantaggio.

 

[1] Nelle votazioni per i premi individuali di una stagione NBA, il pannello dei votanti indica il proprio podio personale, a cui corrispondono dei punti (5 per il primo, 3 per il secondo, 1 per il terzo). A vincere il premio, alla fine, è il giocatore con più punti. È quindi possibile vincere un premio pur non avendo il maggior numero di preferenze assolute, ad esempio accumulando più secondi posti del diretto concorrente. È proprio questo il caso di Kawhi Leonard, che nel 2014-15 venne nominato 37 volte al primo posto (Draymond 45), 41 volte al secondo (Draymond 25) e 25 volte al terzo (Draymond 17), accumulando 333 punti contro i 317 di Draymond.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.