Cantù: rivoluzione russa nel roster; si riparte dall’esperienza di Kurtinaitis e Darden con l’obiettivo playoff

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Pallacanestro Cantù

 

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Roster: 

PM: Zabian Dowdell, Marco Laganà, Vaidas Kariniauskas
G: Fran Pilepic, Salvatore Parrillo, Biram Barapapè
AP: Tremmell Darden
AG: Romeo Travis, Craig Callahan
C: Gani Lawal, JaJuan Johnson, Francesco Quaglia

Coach: Rimas Kurtinaitis

La stella: Tremmell Darden

La Pallacanestro Cantù, per scelta tecnica del suo allenatore, ha deciso di non puntare su una singola stella ma di mettere insieme tanti ottimi giocatori che, tutti quanti insieme, potessero porre il proprio mattoncino al fine di ottenere più vittorie possibili. Ecco che quindi è difficile definire Tremmell Darden una vera e propria star: infatti, nella sua lunga carriera, non è quasi mai balzato all’occhio per i suoi 20 punti di media e 10 rimbalzi (nonostante nei primi anni europei le sue cifre fossero comunque alte), ma per tutto quel lavoro sporco che non si legge a referto che però è fondamentale al fine di ottenere i due punti. Una sua grande dote è certamente la leadership e questa è andata aumentando con il passare degli anni, dato che questa sarà la sua tredicesima stagione da professionista, dopo aver fatto quattro anni di college.
Oltre a tutto ciò, il ragazzone di Inglewood saprà portare quella mentalità vincente che è un po’ mancata negli ultimi anni alla società brianzola: nella lunga militanza in giro per il mondo ha vinto cinque campionati in cinque Nazioni diverse (Belgio, Australia, Francia, Spagna e Grecia), oltre a una Copa del Rey e ad una Supercoppa spagnola con il Real Madrid, sfiorando anche l’Eurolega alle Final Four di Milano, perso in finale contro il Maccabi.

L’arma in più: Rimas Kurtinaitis

Strano da dire che l’arma in più di una squadra sia l’allenatore, visto che non scenderà in campo, ma non se si sta parlando di Rimas Kurtinaitis. Il lituano ha un palmares da giocatore che potrebbe far venire la pelle d’oca a tutti i giocatore della Serie A di oggi messi insieme, ma anche da allenatore qualche coppetta l’ha vinta, per esempio tre Eurocup.
Il suo carisma è innegabile e anche negli allenamenti si nota quanto i giocatori siano ammaliati dalla leadership che sprizza da tutti i pori: non gli tolgono mai un istante gli occhi di dosso e, anche quelli che solitamente sono meno attenti,riescono a trovare la concentrazione giusta per starlo a sentire e provare ad apprendere più cose possibili. Generalmente viene dipinto come un sergente i ferro e, in fondo, lo è, ma ha anche un lato caratteriale comprensivo: riesce a capire i momenti in cui bisogno dare la carota oppure quando si può usare il bastone. Questa non è per niente una dote comune a tutti.
Probabilmente Kurtinaitis è il vero top player di questa formazione e, alla lunga, sarà una chiave di volta cantùimportantissima nel prosieguo della stagione, ecco perché i tifosi canturini devono avere fiducia in lui, anche qualora le prime partite fossero deludenti, ma tutto ciò sarà dovuto ad un ritardo di condizione legato al fatto che la squadra ha iniziato la preparazione due settimane dopo rispetto alle altre.

Mercato estivo

Il mercato della Pallacanestro Cantù è stato a dir poco schizofrenico. Dmitry Gerasimenko aveva deciso di rivoluzionare tutto il roster da capo e così ha fatto, solo che le tempistiche di esecuzione sono state particolarmente inconsuete e non tradizionali per la cultura sportiva italiana. I primi due colpi sono stati fatti tra fine giugno-inizio luglio e si sono trattati della riconferma di JaJuan Johnson e dell’acquisizione del centro nigeriano, Gani Lawal, esperto conoscitore del nostro campionato. Dopodiché il patron russo della Pallacanestro Cantù si è messo alla caccia dell’allenatore, senza il quale è parecchio difficile fare mercato. L’obiettivo numero uno nella sua testa di Gerasimenko è sempre stato Rimas Kurtinaitis, anche se i nomi che si sono susseguiti sono difficilmente contabili sulla punta delle dita di quattro mani; dopo una lunghissima ed estenuante trattativa, intervallata da una wild card per l’Eurocup, poi rifiutata perché imposto dalla Fip, alla fine si è riusciti a convincere il tecnico lituano, ex Khimki. Purtroppo però i tempi si sono dilatati, e non di poco, e al 10 di agosto i giocatori in rosa erano sempre JJJ, Lawal e Laganà, anch’egli confermato. Il mercato inizia ad infuocarsi in maniera decisiva con la vigilia di Ferragosto: infatti il 14 viene ufficializzato Parrillo e, il giorno seguente, Callahan, i quali, insieme a Laganà, l’ex fortitudino Quaglia e il giovane Biram Baparapè, andranno a ricoprire la quota degli italiani.
Il primo grande botto di mercato della Pallacanestro Cantù è Romeo Travis, americano nato ad Akron ed ex compagno di squadra di LeBron James all’high school; lo stesso giorno, il 18, è stato reso ufficiale anche l’ingaggio di Vaidas Kariniauskas, playmaker lituano classe 1993 conosciutissimo e parecchio considerato da Rimas Kurtinaitis. A questo punto mancavano ancora i tre esterni titolari del quintetto.
La trattativa che ha portato alla scelta del playmaker ha avuto degli alti e bassi clamorosi, con continui rovesciamenti di fronte: quando sembrava certo l’ingaggio di Zabian Dowdell, è uscito a sorpresa il nome dell’ex NBA, Sebastian Telfair, ma alla fine Gerasimenko ha deciso di optare per l’ex Zenit San Pietroburgo in cabina di regia e di mettere un ottimo tiratore jajuan johnson cantùcroato (mai sotto il 40% da tre punti nella sua carriera) nello spot di guardia: Fran Pilepic.
A fine agosto la chiusura del roster era vicina ma la scelta dell’ala piccola è infinita. I nomi a disposizione sono tantissimi, con i tifosi che sognano sempre il ritorno di Manu Markoishvili, ma alla fine si è optato per l’esperienza di Tremmell Darden, ala piccola di trentacinque anni con una conoscenza del gioco disarmante. La scelta lascia qualche dubbio sull’integrità fisica del giocatore (non avendo un cambio) ma nell’ultima stagione ha giocato quasi trenta minuti di media tutte le partite, quindi questi sono dati che fanno ben sperare i tifosi biancoblu.

Le aspettative

L’obiettivo minimo dichiarato dalla società è arrivare ai playoff, poi in post season tutto può accadere ma riterrebbero buona/ottima la stagione, se dovessero arrivare in semifinale. In effetti, a leggere il roster di Cantù e quello delle competitors, il minimo è giocare i playoff, anche se una possibile semifinale, con una regular season giocata ad alti livelli, cioè con piazzamento tra il quarto e il sesto posto, non precluderebbe la possibilità ai brianzoli di poter arrivare al secondo turno playoff, per poi giocarsela con l’avversaria alla caccia dell’eventuale finale.
Sta di fatto che i tifosi canturini, quest’anno, vedranno molte più vittorie al PalaDesio di quante non ne abbiano viste lo scorso al Pianella, in un annus horribilis che sperano di non dover vivere più per parecchi anni, visto che lo spauracchio della retrocessione ha rischiato di provocare qualche infarto ai non più giovani tifosi di Cantù.

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